― Brexit, pandemia e leggi sull'immigrazione hanno reso il Regno Unito più fragile sul fronte della battaglia contro il Covid-19. Le misure del governo inglese, infatti, rendono molto complesso il reclutamento di personale per le aziende del cleaning, principali responsabili di ambienti puliti e quindi nemiche del virus

Nel Regno Unito, il settore della pulizia e dell’igiene sta patendo una grave carenza di personale, con un tasso preoccupante di posizioni lavorative scoperte.

Lo rivela un sondaggio condotto dal British Cleaning Council, che annuncia che i problemi di reclutamento del personale che affliggono le più grandi aziende del paese potrebbero addirittura ostacolare la ripresa della nazione dal Covid-19.
Il timore più diffuso sembra essere quello che il settore sanitario stia andando speditamente verso una situazione di emergenza grave e trasporti, tempo libero e igiene alimentare potrebbero essere colpiti molto presto.

Il sondaggio condotto dalla BCC ha evidenziato che le 11 aziende più grandi del Regno Unito hanno segnalato 1917 posti vacanti in totale, con un’impresa che avrebbe affermato addirittura che il numero di posti vacanti negli ultimi 6 mesi sarebbe aumentato del 267%.

La maggior parte delle aziende partecipanti alla ricerca ha riferito di essere stata costretta a rinunciare al personale a causa delle misure per l’immigrazione. Molti cittadini stranieri infatti avrebbero fatto ritorno a casa o si sarebbero spostati su altri lavori, soprattutto nel settore dell’ospitalità.
C’è da dire che fino ad ora, l’industria della pulizia e dell’igiene dipendeva da operatori di tutte le nazionalità e oggi, i lavoratori stranieri si stanno rivelando difficili da sostituire. Per questa ragione la BCC ha chiesto di recente al governo inglese di intraprendere azioni urgenti per aiutarla a reclutare il personale di cui ha bisogno.

L’ amministratore delegato di un gruppo che rappresenta il principale appaltatore di pulizie, ha dichiarato che “probabilmente il governo non conosce la portata del problema che l’industria delle pulizie sta affrontando oppure non si rende conto dei potenziali problemi di igiene che potrebbero scaturire da questa situazione“.

Raramente è stato così difficile reclutare personale per le pulizie e l’igiene come lo è oggi. Le aziende di tutto il settore non hanno tutto il personale di cui hanno bisogno e, dato il triplice effetto dell’Immigration Act, della Brexit e della pandemia, non ci sono importanti precedenti storici di questa carenza.

Durante la pandemia, abbiamo visto quanto siano essenziali buoni standard di pulizia e igiene per proteggere il pubblico dal virus. E la mancanza di operatori potrebbe minacciare questa sicurezza, soprattutto se protratta. Se la situazione non migliora, potrebbe influire sulla capacità del Regno Unito di combattere il coronavirus, e qualsiasi altra pandemia. Così facendo esiste un chiaro potenziale rischio per la salute e la sicurezza delle persone.

Il tasso medio di posti vacanti in tutte le 11 aziende che hanno partecipato all’indagine BCC era quasi del 7,9%, ma due aziende hanno riportato tassi di posti vacanti del 12% o più e una aveva un tasso del 16,8%. Un’altra società ha affermato che negli ultimi sei mesi ci sono state ben 99 dimissioni.

I dati del sondaggio sulla forza lavoro del 2019 affermano che il 37% della forza lavoro nel settore della pulizia e dell’igiene proveniva dall’estero. Solo a Londra il 62% del personale proveniva dall’estero. All’inizio di quest’anno le regole sono cambiate e ciò ha reso molto più difficile per le imprese di pulizia e igiene del Regno Unito assumere il personale straniero di cui si necessita.

Delia Cannings, vicepresidente della BCC ha dichiarato che “la manodopera sta diminuendo a un ritmo allarmante. La perdita di personale addetto alle pulizie può essere attribuita alla Brexit, alle normative sull’immigrazione e alla pandemia, che contribuiscono alla carenza in modo scoraggiante. Ci stiamo dirigendo verso il disastro, perché potrebbero arrivare sul mercato operatori che non sono competenti e professionali a tal punto da garantire alti standard di pulizia. Basta pensare al grave danno che potrebbero subire gli ospedali e tutto il sistema sanitario nazionale da una situazione simile, per renderci conto che la questione ha bisogno di una rapida soluzione“.

Gli eroi della pulizia hanno combattuto durante tutta la pandemia contro il virus. Oggi sentono che il loro contributo non è stato poi così compreso.
Eppure la pandemia non è finita e continuiamo a fare affidamento su di loro.
Probabilmente, conferma la BCC, è il caso che venga riconosciuto loro qualcosa in più rispetto a ieri.