Lo scorso anno le denunce di infortunio sul lavoro nel trasporto e magazzinaggio sono state 29.254. In calo rispetto al 2016 (-32,1%) ed anche rispetto al 2019 (-25,8%). Nel 2020 però i casi mortali sono stati 165, in aumento del 23% rispetto al 2016 e del 41% rispetto al 2019.
A fare il punto della situazione sul settore del trasporto terrestre e mediante condotte, marittimo e per vie d’acqua, al trasporto aereo, sia di merci sia di passeggeri che include servizio corriere, magazzinaggio e movimentazione delle merci, è il nuovo numero del periodico Dati Inail, curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto.

Quanto incide il Covid-19 sui dati?

I dati relativi al 2020 sono fortemente influenzati dalla pandemia da Covid-19 che non ha rallentato i servizi postali e di corriere, grazie all’impennata di acquisti online.
Sono queste, le attività che hanno subito la contrazione minore, inferiore al 10%, degli infortuni denunciati rispetto al 2019 ed è proprio in questo comparto che si contano circa due terzi dei contagi sul lavoro da SARS-CoV-2 rilevati nel settore dei trasporti.
Il virus ha inciso anche sull’incremento dei decessi, che registrano un lieve calo nel solo comparto del magazzinaggio e nelle attività di supporto ai trasporti (-17,4%).

Professioni più colpite e coinvolgimento di mezzi

La categoria professionale più colpita è quella dei conducenti di veicoli, con il 34% delle denunce e ben il 64% dei casi mortali.
Il lavoratore che denuncia più infortuni in valore assoluto è il postino/portalettere (12%), seguito da facchino e autotrasportatore (6%), conducente di furgone e impiegato amministrativo (5%).
In termini di vite umane paga il maggiore contributo il conducente di mezzi pesanti, categoria nella quale rientrano i camionisti (14%), i conducenti di autotreno (13%) e gli autotrasportatori di merce (10%).

Secondo i dati dell’Istituto, un terzo delle morti coinvolge un mezzo di trasporto. La quota di infortuni in itinere, nel percorso tra casa e lavoro, è stimata nel 13% dei casi mortali, mentre gli infortuni con coinvolgimento di un mezzo di trasporto, in occasione di lavoro e in itinere, costituiscono poco più di un terzo dei casi mortali.
L’80% degli infortuni del settore sono denunciati dagli uomini.

Quasi sei infortuni su 10 avvengono nel Nord (58,7%).
Le regioni che in valore assoluto registrano il maggior numero di infortuni sono la Lombardia (18,0%), l’Emilia Romagna (12,8%), il Veneto (10,9%) e il Lazio (9,3%).
Alla Lombardia spetta anche il triste primato dei casi mortali, seguita da Campania, Veneto e Piemonte.

Patologie professionali per il settore dei trasporti

I dati dell’Inail confermano la pericolosità del settore dei trasporti in termini di malattie professionali. Il comparto risulta essere infatti al quarto posto per numero di patologie denunciate, solo dopo manifatturiero, costruzioni e commercio.
Nel quinquennio 2016-2020, i trasporti hanno registrato il 7,7% del totale delle malattie professionali protocollate dall’Istituto, passando dai 2.713 casi di inizio periodo (8,2%) ai 1.989 del 2020 (7,6%).

Tra le patologie più diffuse nel settore, figurano le dorsopatie. Le principali patologie che colpiscono i lavoratori del settore trasporti sembrano essere dovute ad attività connesse alla movimentazione di carichi, a sforzi prolungati, posture non corrette o incidenti stradali.
Le dorsopatie rappresentano infatti il 48,3% del totale riferito al 2020, seguite dai disturbi dei tessuti molli con il 26,8%, dai disturbi dei nervi con il 7,2% e dalle artropatie con il 4,7%.