― Si parla già di abrogare entro fine anno il tetto contenuto nel DL infrastrutture che abbassa a 86 tonnellate (da 108) il limite ai carichi eccezionali trasportabili

Il DL infrastrutture, di cui si parla in questi giorni, contiene un provvedimento che limita i carchi eccezionali trasportabili. La misura sta preoccupando anche la logistica, oltre ai settori manifatturieri direttamente interessati (acciaio, grandi travi in calcestruzzo e blocchi di pietra).

Obiezioni e lamentele sono arrivate da tutte le associazioni di categoria che hanno ravvisato 2 criticità molto gravi, conseguenti all’emendamento:

  • Aumento dei costi per le aziende, che devono moltiplicare i viaggi
  • Aumento dell’inquinamento nelle strade

La filiera dei trasporti eccezionali, in particolare quella al servizio dell’industria siderurgica, ha indetto, domenica 14 novembre, un blocco nazionale per protestare contro l’entrata in vigore del Decreto. Chiede al Governo una sospensione immediata della legge e un tavolo tecnico Nazionale per discutere le modifiche indispensabili per rendere sostenibile il settore siderurgico, economico e produttivo nazionale.

Di conseguenza si pensa già all’abrogazione dell’emendamento, a dirlo è la sua stessa firmataria. Martina Nardi, Presidente della commissione Industria della Camera, spiega che la misura arriva da una proposta del Governo ma non è stata inserita nella sua versione finale. La versione corretta della norma, che non è stata inserita nel DL, conteneva una deroga secondo la quale l’abbassamento dei limiti non avrebbe dovuto essere applicato per i trasporti nelle tratte a 50, 60 chilometri dai porti. “Verrà modificata al più presto – assicura Nardi – o con la legge di Bilancio oppure, poiché il governo ci ha prospettato un provvedimento omnibus che verrebbe varato al più presto, con norme sul turismo e altre materie. Si potrebbe intervenire lì”. [Fonte: Repubblica.it]

L’imposizione di un tetto ai carichi trasportabili è comunque un punto sul quale si è parecchio discusso nel nostro Paese.

Basti pensare a Paolo Uggé, ex sottosegretario ai Trasporti, che diverse volte ha promosso l’abbassamento del tetto di peso nei trasporti speciali, oltre a una maggiore attenzione nella definizione di quelli che sono davvero trasporti eccezionali non divisibili, e quelli che, pur non essendolo, vengono trattati come tali.
Dello stesso avviso è anche la Commissione ministeriale ispettiva, istituita nel 2016 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in seguito al crollo del cavalcavia di Annone Brianza.
I tecnici sottolineano che, il tir che ha provocato il crollo, aveva una massa effettiva di 107,6 tonnellate, quindi inferiore al limite delle 108 tonnellate. Non stava trasportando un unico elemento indivisibile, ma quattro coils che avrebbero potuto essere suddivisi in più trasporti ordinari.

C’è quindi anche chi è a favore di ripristinare un tetto ai trasporti eccezionali, ragionato sulle reali condizioni e capacità delle nostre infrastrutture.

Non dobbiamo infatti dimenticare le pessime condizioni in cui versano le strade italiane, su cui varrebbe la pena fare un ragionamento molto ampio.

Come cambiano i carichi

È possibile trasportare fino a 6 unità di blocchi di pietra naturale, di elementi prefabbricati compositi e apparecchiature industriali complesse per l’edilizia nonché di prodotti siderurgici coil e laminati grezzi con i seguenti limiti di massa complessiva:

FINO AD OGGI

  • 38 tonnellate per i veicoli isolati a tre assi
  • 48 tonnellate per quelli a quattro assi
  • 86 tonnellate per i complessi di veicoli a sei assi
  • 108 tonnellate per i complessi a otto assi

CON IL NUOVO DECRETO

Il Decreto Infrastrutture cambia i limiti per i complessi veicolari (autoarticolati o autotreni):

  • 38 tonnellate per gli isolati a tre assi
  • 48 tonnellate per gli isolati a quattro assi
  • 72 tonnellate per i complessi veicolari a cinque assi
  • 86 tonnellate il limite per i complessi a sei o più assi
  • eliminata la possibilità delle 108 tonnellate
  • limiti superabili solo per trasporti di un unico pezzo indivisibile

I commenti delle Associazioni di categoria

Partiamo da Tea, Trasporti Eccezionali Associati, associazione di categoria riconosciuta dal ministero competente per la filiera dei trasporti eccezionali. Oltre ad aver indetto lo sciopero per donaica 14 novembre, sostiene che il Decreto “pone fine a tutto il trasporto in condizioni di eccezionalità legato al mondo siderurgico”.

“Oggi l’Italia ha fatto un grande passo indietro. Tutto il mondo ci chiede di non inquinare e di salvaguardare il nostro futuro, il nostro pianeta: per questo noi andiamo a triplicare i camion in strada? Non aumenta la sicurezza, anzi diminuisce, aumentano i rischi per tutti gli utilizzatori della strada e si crea una ricaduta occupazionale che farà perdere il posto di lavoro a migliaia di famiglie italiane. Questo accadrà nei prossimi giorni, perché con il provvedimento varato per trasportare gli stessi volumi di coil o lamiere grezze che oggi viaggiano su un camion ce ne vorranno tre. Quindi si triplica il numero dei mezzi sulle strade, si triplicano i costi che ricadranno sulle imprese destinatarie dei prodotti e si mette in crisi il comparto. Non ultimo, come sa chiunque davvero si occupi di logistica e trasporti, oggi tutte le imprese di trasporto non trovano autisti, in Italia e in Europa. Solo nel nostro Paese ne mancano oltre 14 mila. Non si capisce quindi come è possibile per un’impresa anche solo adeguarsi con nuovi mezzi e nuovi autisti”.
Luca Civolani, Presidente Tea

“È stato uno scivolone purtroppo doloroso, speriamo venga rimediato al più  presto, perché francamente di problemi già l’industria italiana ne ha tanti, andarseli anche a cercare credo che non sia la strada giusta. Una strada che non va nella direzione della sostenibilità. Un fulmine a ciel sereno che speriamo venga rimediato al più presto”.
Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria.

“Si tratta di interventi che avranno impatti negativi rilevanti sui settori manifatturieri direttamente interessati, ovvero acciaio, grandi travi in calcestruzzo e blocchi di pietra, senza tutelare in alcun modo la sicurezza e l’ambiente. Le modifiche introdotte genereranno aggravi di costi, perdite occupazionali e, in alcuni casi, crisi d’impresa. Senza contare l’impatto negativo sull’ambiente, a causa di una maggiore congestione di traffico, e alla difficoltà nel reperire gli autisti. […]comporterebbe aumenti dei tempi di consegna dei manufatti e aggravi dei costi di realizzazione, già stressati dalla crescita fuori controllo dei prezzi delle materie prime”.
Vito Grassi, vice-presidente di Confindustria e presidente del Consiglio delle Rappresentanze regionali e per le Politiche di coesione territoriale

“I nuovi limiti introdotti dal Decreto legge comportano difficoltà oggettive al sistema delle imprese: ci saranno più mezzi di trasporto laddove prima ne sarebbe servito soltanto uno, con due conseguenze fondamentali: la prima, va a incidere in maniera significativa sull’impatto ambientale, con un aumento sulle nostre autostrade dei Tir abilitati ai grandi trasporti; in secondo luogo esiste un evidente e chiarissimo aumento di costi che va sostenuto dalle imprese in un momento in cui già l’aumento del prezzo delle materie prime e del costo dell’energia stanno creando grossissimi problemi in special modo ad alcuni settori della nostra economia”.
Angelo Camilli, Presidente Unindustria

Federacciai sottolinea che, sebbene il limite sia stato fissato per questioni di sicurezza, era già in vigore una procedura secondo cui non è possibile viaggiare senza l’autorizzazione rilasciata dopo la verifica del carico e del percorso. Sempre Federacciai evidenzia che il tetto previsti rallenterà ulteriormente le consegne nei cantieri e nelle aziende, rischiano un nuovo rallentamento, all’indomani da una ripresa appena iniziata.

Il Gruppo Marcegaglia, ma anche altre associazioni di categoria, pongono l’accento sulle conseguenze che si sommano a situazioni già problematiche:

  • difficoltà di reperire mezzi
  • difficoltà di reperire trasportatori
  • caro materiali
  • allungamento delle tempistiche
  • mancanza di materie
  • rincari

[Fonte citazioni: Sole24Ore]