― Resiliente per natura, il comparto vitivinicolo italiano ha mostrato di saper resistere alle crisi e alle oscillazioni del mercato. Dopo la frenata del 2020 dovuta alla crisi pandemica, quest’anno il settore parla a chiare lettere di un’ottima ripartenza.

Il Veneto, con oltre 10 milioni di ettolitri di vino, poco meno di un quarto della produzione totale italiana, è capofila nella ripresa post-covid.

Patria del Prosecco e del Pinot grigio, famosa anche per i rossi della Valpolicella e i bianchi di Soave, il Veneto aveva subìto nel 2020 una frenata dell’export di vino veneto (-3,3%).

Nel 2021 nonostante la flessione nei volumi del 7%, il Veneto si conferma in testa alla classifica della produzione vitivinicola totale italiana. A seguire la Puglia con 8,5 milioni di ettolitri, l’Emilia Romagna con 6,7 milioni e la Sicilia con 3,9 milioni di ettolitri.

Vendemmia 2021

Quest’anno al sud la vendemmia è iniziata in anticipo di una settimana rispetto all’anno scorso, mentre al nord si è partiti con una settimana di ritardo.

Ad agosto, le previsioni erano di un -10% riguardo il quantitativo di uva prodotta, ma si parlava già di ottima qualità.

“È stata un’annata bizzarra, che ci consegna una vendemmia che preserva comunque un’ottima qualità, in quasi tutti i territori del nostro Paese – ha dichiarato in un’intervista il presidente dell’Unione Italia Vini (Uiv) Ernesto Abbona – L’andamento meteorologico non sempre ci ha aiutato, ma l’eccellenza in vigna, oggi, si raggiunge con esperienza, professionalità, impegno, buone pratiche e tecniche della viticoltura di precisione, che fanno tutta la differenza, perché consentono di non subire i danni che fino a qualche anno fa erano inevitabile. Può essere la vendemmia del rilancio, perché nonostante il calo produttivo l’Italia si conferma leader mondiale, perciò possiamo ribadire la nostra leadership sui mercati, raggiunta nel 2019. I segnali, in questo senso, sono incoraggianti, persino su due anni fa, e questo vuol dire che le nostre imprese hanno saputo creare valore. Segnali di forte crescita si registrano su tutti i principali mercati, dagli Usa al Canada, dalla Svizzera al Giappone, dalla Russia alla Cina, dove c’è un’occasione straordinaria di crescita dopo il bando ai vini australiani”.

I numeri del 2021

Coltivatori di Emozioni prima piattaforma di social farming italiana, sostiene le aziende produttrici di un settore, quello vitivinicolo, che oggi attrae sempre più giovani.

Giovani che, aggiungendo alla passione per la terra anche tecnologia e competenze digitali, hanno fatto cambiare volto all’agricoltore, oggi sempre più dinamico.

1,3 milioni sono state le persone impiegate direttamente o indirettamente nel lavoro della vendemmia e ben 607 varietà di viti censite, il 70 per cento Docg, Doc e Igt, con 332 vini Doc, 76 Docg e 118 Igt.

In una nota Gian Marco Centinaio, Sottosegretario alle Politiche Agricole con delega al vino ha fatto un augurio al comparto vitivinicolo: “Il settore vino continui ad essere trainante per il mondo agricolo, come è sempre stato, anche alla luce di una ripresa che stiamo vivendo da quando siamo tornati ad un certo grado di normalità e socialità, che serve a chi lavora sul canale Horeca. Come Ministero, vogliamo continuare sulla strada degli scorsi mesi, e quindi dopo Vinitaly e la MilanoWineWeek ci sarà una riunione del Tavolo Vino, per fare un bilancio della vendemmia e di questi due eventi. Abbiamo accelerato la partita dell’Ocm Vino, con qualche polemica da parte di qualche Regione, magari anche in parte comprensibili, ma dovevamo andare velocemente. Siamo disponibili a rivedere i nostri errori per migliorare. Per la promozione abbiamo stanziato altri 25 milioni di euro, penso che ci servano per affrontare i mercati emergenti, dove provare ad affrontare i nostri competitor”.

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Anche Masi Communication sostiene Coltivatori di Emozioni
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