― In Cina è in corso una crisi energetica, sarà un nuovo colpo alle supply chain globali?

La Cina ha carenze energetiche tali da aver portato il Paese a imporre dei limiti al consumo. Le conseguenze non hanno tardato ad arrivare sulle attività produttive.

Ormai è chiarissimo come il mondo sia profondamente globalizzato e strettamente interconnesso e dipendente. È proprio per questo motivo che i problemi della Cina non possono essere ignorati dall’Occidente perché presto si ripercuoteranno anche su di esso.

Il Wall Street Journal ha parlato del fenomeno spiegando che il razionamento dell’energia è iniziato alla fine di agosto in alcune province cinesi e, dalla metà di settembre, ha coinvolto altre varie zone.

Spegnimento dell’illuminazione stradale, blackout vari, cancellazione di festeggiamenti pubblici, limitazioni ad alcune attività produttive.

Perché la Cina sta vivendo questa crisi energetica?

Sempre secondo il Wall Street Journal, le motivazioni sono diverse:

  • carenza di carbone (dalle miniere interne e dalle importazioni)
  • scelta di andare verso un efficientamento energetico
  • domanda dei consumatori occidentali

Quali conseguenze può avere questa crisi a livello globale? Sulle supply chain?

La conseguenza principale è una: l’innalzamento dei prezzi.
Un innalzamento che interesserà sia i prodotti finiti (in particolare giocattoli, tessuti, parti di ricambio) a causa della loro minore disponibilità, sia i componenti e i semilavorati.

Inoltre, un’altra conseguenza, può essere il ritardo degli scambi per un importo di 120 miliardi di dollari. Se ne parla in una ricerca effettuata dalla società di analisi Russell Group secondo la quale sono già coinvolti in questa dinamica stabilimenti produttivi delle aree di Jiangsu, Guangdong e Zhejiang dove vengono realizzate merci in acciaio, in plastica, oggetti per la casa, prodotti tessili e chimici.

Terza conseguenza (evidenziata da Caixin, l’unica testata cinese a parlare di un “crollo”) è la diminuzione dei noli per le spedizioni via mare dalla Cina agli Stati Uniti. Calano quindi le esportazioni, secondo una prima analisi l’invio di container dalla Cina agli Stati Uniti si starebbe addirittura dimezzando.