― Il supply chain director non è più quello di una volta. La pandemia ha richiesto nuove competenze manageriali e digitali. La capacità di comunicare, motivare, creare consenso e collaborazione tra le soft skills più richieste

Ormai abbiamo capito quanto l’emergenza sanitaria legata alla pandemia abbia posto in prima linea, tra le altre categorie, gli operatori della logistica, chiedendo loro un maggiore sforzo per sostenere il paese nel momento di lockdown.
Il comparto continua ad essere ancora sotto pressione anche oggi, con l’avvento del green pass per i lavoratori e le conseguenti problematiche per lo stallo di chi, all’interno del settore trasporti, ne è sprovvisto.

Questa situazione di stress del settore ha inciso anche sul lavoro dei singoli, in alcuni casi modificando anche il profilo delle figure professionali come il Supply Chain Director, figura strategica coinvolta nelle decisioni di business, nei processi produttivi, nelle relazioni con i fornitori e nelle strategie commerciali.

È quanto emerge da una ricerca condotta Keystone, la linea di business dedicata alla ricerca e selezione di profili executive di Randstad, operatore nei servizi per le risorse umane.

Che cosa si chiede oggi al Supply Chain Director?
Si chiedono sempre più competenze manageriali e digitali, oltre alla capacità di comunicare, motivare, creare consenso e collaborazioni.
Tra le figure più richieste per le supply chain: Data Scientist, Risk Manager e Omnichannel Strategist.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono le circostanze che hanno determinato i cambiamenti.

Il boom dell’e-commerce

Il boom dell’eCommerce ha stimolato lo sviluppo di una strategia omnicanale.
Si è resa ancora più necessaria l’integrazione fra i diversi anelli della filiera e la collaborazione fra supply chain e altre funzioni aziendali (tipo marketing e vendite) per soddisfare i nuovi bisogni degli utenti.

Situazione di incertezza

Operare in una situazione di incertezza e restrizioni ha accentuato l’attenzione alla sicurezza e alla sostenibilità. È stato premiato chi ha saputo ragionare anche a breve termine, per intercettare in anticipo trend e impatti, prendendo decisioni in tempo reale.

Per rispondere a queste sfide il Supply Chain Director, oltre alle competenze specifiche del settore, deve avere competenze digitali, soprattutto di analisi dei dati per prendere decisioni, e competenze manageriali. Oggi le “soft skills” più richieste sono infatti:

  • capacità di comunicare cosa serve al business
  • motivare e coinvolgere il proprio team
  • creare collaborazioni con altre unità aziendali
  • creare consenso

Nelle funzioni supply chain cresce la richiesta di Data Scientist, Risk Manager e Omnichannel Strategist.

Dalla ricerca emerge che, su settori di business diversificati, la funzione Supply Chain è centrale, anche se non le è ancora totalmente riconosciuta la rilevanza strategica che meriterebbe.
Sarebbero proprio le nuove competenze e caratteristiche ricercate nei Supply Chain Director post-pandemia, la chiave per riconoscere alla catena logistica, la centralità che merita. Ma è anche importante che le imprese inseriscano la supply chain all’interno della cabina di regia, coinvolgendo anche questo comparto nelle scelte strategiche del business.

Le priorità di investimento nella supply chain

Durante l’emergenza gli investimenti nella supply chain sono diventati più strategici e meno legati al funzionamento della macchina operativa.
I principali criteri per individuare le priorità di investimento, indicati dai manager intervistati, sono:

  • l’aderenza alla strategia di business,
  • l’impatto sul cliente
  • la capacità di differenziarsi dalla concorrenza e di prendere decisioni in tempo reale.

A soddisfare questi requisiti sono gli investimenti in innovazione (70% della spesa con punte del 100% in alcune imprese). In futuro la maggior parte dei progetti finanziati saranno iniziative end-to-end, che coprono cioè tutti gli stadi della filiera (dai materiali al cliente finale), e progetti ibridi in grado di integrare la pianificazione centrale con le attività locali e i processi dell’ultimo miglio.

Profili e competenze più ricercate nella supply chain

Le sfide del futuro post pandemico fanno già intravedere uno scenario nel quale saranno necessarie competenze diversificate, rappresentate da professionisti diversi.

È probabile che il Supply Chain Director sarà un profilo sempre meno tecnico e più manageriale, con importanti competenze soft, come la capacità di visione, di motivare e coinvolgere, comunicare e creare consenso.

Serviranno anche figure professionali in grado di svolgere le mansioni tradizionali, come ad esempio la gestione del magazzino, ma con strumenti nuovi che richiedono nuove competenze (come quelle digitali e la conoscenza dei temi legati alla sostenibilità).

L’importanza dei dati

Sempre più importante la capacità di saper analizzare dati e realizzare modelli previsionali. Competenze proprie del Data Scientist e del Risk Manager, con abilità nella gestione della relazione strategica con i fornitori, e profili digital capaci di progettare una strategia omnicanale.

Come attirare o formare questi profili?

Per attirare e trattenere talenti in possesso di tutte le competenze che richiede la funzione supply chain, ingaggiarli e favorirne lo sviluppo di carriera, i manager intervistati da Keystone puntano innanzitutto sull’immagine di un’azienda che cresce, investe nei giovani ed è attenta ai valori della sostenibilità e dell’inclusione.

Poi sulla valorizzazione del ruolo, a cui è assicurata una centralità sia attuale sia in prospettiva, la disponibilità di strumenti di lavoro sofisticati, il coinvolgimento in progetti strategici e prospettive di carriera internazionale.

Il percorso ideale che, secondo i manager intervistati, dovrebbero svolgere i candidati che aspirano a diventare Supply Chain Director inizia con una laurea in materie tecnico-scientifiche e prosegue con esperienze di lavoro in diverse funzioni aziendali, seguite da una consolidata esperienza professionale nella funzione supply chain e da un master o un corso di specializzazione durante la carriera.

Fondamentale la conoscenza e l’esperienza pratica delle logiche digital e omnichannel e la capacità di gestire un team, mentre rappresentano un ulteriore valore aggiunto un’eventuale esperienza all’estero e in società di consulenza.

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