Nell’utilizzo di camion e autocarri molti infortuni avvengono anche con incidenti non stradali. E’ la triste realtà degli incidenti che si verificano durante le operazioni di carico e scarico, sia all’interno dei magazzini che nei piazzali adibiti allo stoccaggio merci.

Dalle schede di INFOR.MO., strumento per l’analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi, è stato possibile estrapolare alcuni casi e prenderli in esame, con il fine ultimo di comprendere quando e se sia possibile fare prevenzione e imparare dagli errori.

Fattori di rischio delle operazioni di carico e scarico: 4 casi in esame

Il primo caso riguarda un infortunio che si è verificato durante le operazioni di scarico.
Nel piazzale antistante un vivaio, giacciono dei sacchi di torba, posizionati su pedana di legno posta sul camion. Un lavoratore sale sul cassone aggrappandosi ai sacchi stoccati e viene travolto da questi. L’infortunato viene schiacciato dal peso del carico e subisce frattura del bacino e grave trauma addominale.

Il secondo caso riguarda un infortunio avvenuto in un terminal portuale di contenitori, di sera, in una giornata piovosa. In questo caso l’infortunato è un autotrasportatore, alla guida di un autoarticolato, caricato di un contenitore.

Il lavoratore scende dal camion per fissare i twist lock di chiusura del contenitore al semirimorchio. Prima chiude i due dal lato verso il parco di deposito dei contenitori e successivamente si porta verso quello posteriore esterno lato viabilità.
Un dipendente della compagnia portuale alla guida di un’autovettura di servizio, sta transitando in prossimità del punto di carico del camion e, per evitare la collisione con dei new jersey che delimitano una buca, si sposta verso il camion rasentandolo e investe l’autotrasportatore. Per l’infortunato la prognosi è di trauma cranico: viene infatti colpito dal paraurti dell’auto e di contraccolpo picchia con la testa sul parabrezza del veicolo.

Nel terminal vigeva la regola scritta di divieto di scendere dal mezzo in area operativa, ma non era prevista un’area apposita destinata al fissaggio dei twist per cui era frequente che l’operazione di chiusura dei twist venisse svolta sulla viabilità.
La larghezza del passaggio in quel punto avrebbe consentito il transito in sicurezza della macchina. L’infortunato, come è pratica frequente da parte degli autotrasportatori in aree portuali, non indossava il gilet ad alta visibilità al momento dell’infortunio, DPI consegnato per altro in dotazione dall’azienda.

Il terzo caso riguarda invece problematiche inerenti l’instabilità del carico.
Poco prima di accedere all’azienda, l’autista di un autocarro urta un cordolo della strada che causa lo sgonfiamento di un pneumatico. Posizionato il camion nel piazzale dell’azienda per lo scarico di pacchi di verghe lunghe 6 m, l’operatore procede all’apertura delle sponde. Dopo l’apertura, un pacco di verghe cade a terra urtando la sua gamba destra. Il carico, durante l’urto contro il cordolo, si era stabilizzato contro il piantone del cassone.
Tra i fattori causali dell’incidente vi è il mancato accertamento da parte del lavoratore della stabilità del carico e l’instabilità della posizione del carico sul cassone dell’autocarro in seguito all’urto.

Anche il quarto caso riguarda operazioni di scarico.
Un lavoratore, assistito da un dipendente di un’azienda di riciclaggio rifiuti ferrosi, ha il compito di trasportare con il proprio autoarticolato degli sfridi metallici di lavorazione, da una parte ad un’altra di un piazzale esterno. Mentre si accinge allo scarico del materiale sollevando il cassone, il camion si inclina sul fianco destro e nel ribaltarsi, l’infortunato istintivamente si getta al di fuori del posto di guida, battendo violentemente a terra il capo e riportando gravi lesioni. Accertamenti tecnici sul mezzo hanno escluso malfunzionamenti meccanici dello stesso.
La scheda analizza i fattori causali, individuandoli in un comportamento scorretto dell’operatore che, istintivamente, si getta fuori dal finestrino e nell’inclinazione del camion sul fianco destro per errato posizionamento del carico.

Come fare prevenzione?

Quali misure di prevenzione e istruzioni per coloro che utilizzano autocarri? All’interno del manuale dell’Inail dedicato alla sicurezza sul lavoro, si distingue tra misure valide pre, durante e post utilizzo dei mezzi. Più nello specifico:

Prima dell’uso:

– Verificare l’efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi;

– Verificare l’efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi;

– Garantire la visibilità del posto di guida;

– Controllare che i percorsi siano adeguati per la stabilità del mezzo;

– Verificare la presenza in cabina di un estintore.

Durante l’uso:

– Segnalare l’operatività del mezzo col girofaro;

– Non trasportare persone all’interno del cassone;

– Adeguare la velocità ai limiti stabiliti e transitare a passo d’uomo in prossimità dei posti di lavoro;

– Richiedere l’aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o quando la visibilità è incompleta;

– Non azionare il ribaltabile con il mezzo in posizione inclinata;

– Non superare la portata massima;

– Non superare l’ingombro massimo;

– Posizionare e fissare adeguatamente il carico in modo che risulti ben distribuito e non si sposti durante il trasporto;

– Non caricare materiale sfuso oltre l’altezza delle sponde;

– Assicurarsi della corretta chiusura delle sponde;

– Durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare;

– Segnalare tempestivamente eventuali guasti.

Dopo l’uso:

– Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego, con particolare riguardo per pneumatici e freni, segnalando eventuali anomalie;

– Pulire convenientemente il mezzo curando gli organi di comando.