Il tempo è scaduto. Il 15 ottobre è arrivato, mettendo alle strette le imprese. Si rischia il caos, con un’incognita che grava sui rifornimenti tanto quanto sul regolare funzionamento di logistica e trasporti.

Dai dati in possesso a Conftrasporto, il 30% degli operatori non è vaccinato e l’obbligatorietà dovrebbe pesare anche per tutti coloro che entrano in Italia dall’estero, per le attività di trasporto. Non si tratta solo di lavoratori stranieri: anche moltissimi italiani del settore non hanno completato la procedura vaccinale.

Green Pass obbligatorio: quali sono i rischi dal 15 ottobre?

Crisi dei carburanti e blocco delle industrie ma anche, inevitabilmente, scaffali vuoti. Lo scenario che potremmo trovarci davanti con l’obbligatorietà del Green Pass è uno spauracchio reale, se non si sarà previsto nessun esonero per il mondo della logistica e dei trasporti.

Nell’autotrasporto, che in Italia muove circa il 90% della merce, garantendo gli approvvigionamenti di materie prime e beni utili, viene impiegato per la maggior parte personale viaggiante straniero.
Si tratta di autisti sprovvisti di Green pass spesso perché non tutti i Paesi esteri hanno adottato lo stesso provvedimento o per il mancato riconoscimento della vaccinazione nel nostro Paese.

Rischio di una riduzione delle consegne pari al 50%

Dai dati raccolti dalle imprese operanti nel settore, si stimano inefficienze e una possibile riduzione della capacità di consegna sino al 50%, derivanti dalla necessità per le imprese di dover effettuare i controlli, e per gli autisti privi di green pass di doversi sottoporre ai tamponi.

Potrebbero quindi venire a mancare prodotti di consumo essenziali tra cui non solo materie prime e carburanti ma anche alimentari e prodotti farmaceutici. Uno scenario che potrebbe causare gravi danni economici, che potranno ricadere su collettività e industrie, con importanti ripercussioni sull’intera economia.

Ci si augura che ci sia una presa di coscienza della reale portata del problema e che il Governo comprenda che sarà l’intero Paese a rischiare l’impasse.
Inoltre, oggi, il rischio che si determino iniziative spontanee autogestite per sovvertire l’obbligo, è reale. E probabilmente potrà causare non poche tensioni.