― Dal capitolato al controllo delle operazioni passando per le attrezzature necessarie: ecco cosa c’è da sapere per affidare la pulizia aziendale a una ditta esterna

Dare in gestione esterna un servizio ha pro e contro. Pensiamo alle pulizie in azienda.

Il vantaggio di esternalizzare il servizio sta nella sicurezza di avere un lavoro eseguito da un professionista, quindi con esiti di qualità e senza distogliere i collaboratori dalle loro mansioni principali.

Per contro (soprattutto se, come succede spesso per le pulizie, si tratta di un servizio esternalizzato da molto tempo) il rischio è quello di perdere il controllo sull’attività, non avere ben chiaro cosa stia facendo la ditta esterna e in che modo è possibile ottimizzare il servizio.

Per evitare di ritrovarsi in quest’ultima situazione, è bene riprendere il mano il capitolato di servizi, anche insieme alla ditta esterna che si occupa delle pulizie o ai fornitori tra cui scegliere a chi affidare il servizio, e rivederlo punto per punto, in modo da adattare l’attività alle esigenze.

Vediamo di seguito i principali aspetti su cui soffermarsi.

Elenco delle operazioni e periodicità

La prima cosa da fare, quando si (re)imposta il servizio è stilare l’elenco di tutte le attività di pulizia che ci si aspetta vengano effettuate dagli operatori. È importante inserire tutte le attività, dalle più semplici alle più complesse, dalle più frequenti a quelle saltuarie.

Per ogni attività devono inoltre essere specificate informazioni come: se ci sono necessità specifiche riguardanti la singola attività, l’ambiente in cui sarà eseguita, la fascia oraria, la periodicità.

Soprattutto nell’ultimo passaggio (la periodicità delle operazioni) sarà determinante il consiglio della ditta esterna. La sua professionalità ed esperienza potrà essere di supporto nella definizione di questo aspetto, nel quale incidono anche le metodologie e le macchine utilizzate per pulire.

Attrezzature necessarie

Scegliere spazzatrici, lavapavimenti, aspiratori… macchine professionali per la pulizia, non è semplice. È una scelta che dipende da svariati fattori, che non può essere presa da uno solo degli attori coinvolti. La spazzatrice o l’aspiratore ad esempio devono essere scelti in base al tipo di sporco che dovranno rimuovere, la lavapavimenti dipende dalle dimensioni e dalla conformazione dei pavimenti… solo per fare qualche esempio.

Ecco perché la scelta delle attrezzature deve coinvolgere l’azienda, ma anche la ditta che eroga il servizio e, in alcuni casi, anche la casa costruttrice della macchina per il cleaning che può consigliare anche in base alle nuove tecnologie disponibili.
Ci sono inoltre determinati settori (ambienti sanitari, agroalimentari, food & beverage…) dove la normativa impone l’uso di procedure e macchine con particolari certificazioni.

Controllo e obiettivi

Come per tutte le attività, per mantenere una certa efficienza, è buona norma impostare dei parametri di controllo condivisi, da analizzare periodicamente, e degli obiettivi da raggiungere.

Le verifiche possono essere effettuate ad esempio con ispezioni, check list da compilare, controlli a campione… tutte attività che consentono di verificare che la pulizia abbia gli esiti desiderati e, in caso contrario, modificare le procedure.

 

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