― In Gazzetta Ufficiale il D.L. 10 settembre 2021, n. 121 “Disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale, per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali”, in vigore dall’11 settembre 2021

È entrato in vigore da qualche settimana un decreto che apporta alcune modifiche al Codice della Strada.

Vediamo di seguito le principali novità del D.L. 10 settembre 2021, n. 121: Disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale, per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali.

Targa prova

Secondo la nuova formulazione, l’autorizzazione alla circolazione di prova può essere impiegata per la circolazione su strada dei veicoli non immatricolati e di quelli già muniti della carta di circolazione di cui agli articoli 93, 110 e 114 o del certificato di circolazione di cui all’articolo 97, pure in deroga agli obblighi contemplati all’articolo 80, ove tali veicoli circolino su strada per esigenze collegate a prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, ma pure per ragioni di vendita o di allestimento.

Ai fini della circolazione di cui alle predette finalità, opera in ogni caso l’obbligo di copertura assicurativa ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di responsabilità civile verso terzi. Dei danni cagionati dal veicolo in circolazione di prova, pure ove munito della carta o del certificato di circolazione, risponde, se ne ricorrano i presupposti, l’assicuratore dell’autorizzazione alla circolazione di prova.

Infine, con decreto del Presidente della Repubblica, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge n. 400/1988, nel termine di 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge in commento, dovrà provvedersi all’aggiornamento del d.P.R. n. 474/2001, pure nella finalità di stabilire le condizioni e il numero massimo di autorizzazioni alla circolazione di prova rilasciabili ad ogni singolo titolare.

Revisione rimorchi e semirimorchi dei veicoli pesanti

La normativa estende ai rimorchi e ai semirimorchi dei veicoli pesanti, se destinati al trasporto di merci non pericolose o non deperibili in regime di temperatura controllata (ATP), la facoltà di effettuare le revisioni periodiche presso le imprese di autoriparazione.

La modifica è stata apprezzata anche da ALIS (Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile). Marcello Di Caterina, Vicepresidente e Direttore Generale dell’Associazione, ha infatti dichiarato che la modifica “rappresenta un ottimo segnale per l’intero settore del trasporto e della logistica, che attendevamo da anni e che ALIS ha sempre evidenziato nelle occasioni pubbliche, negli incontri istituzionali e nei documenti tecnico-programmatici indirizzati alle Istituzioni. Siamo quindi che tale concreta esigenza del comparto sia stata finalmente compresa dal Governo, e ci auguriamo che trovi massima condivisione anche nel percorso parlamentare che porterà alla conversione in legge del DL Infrastrutture, considerando anche i notevoli benefici in termini di sicurezza stradale, snellimento burocratico ed accelerazione dei processi legati ai controlli”.

Sagome autoarticolati e autosnodati

Ritoccato anche l’art. 61 in materia di “Sagoma limite”, introducendo un ingrandimento della sagoma limite con riferimento agli autoarticolati e agli autosnodati, che allo stato non possono oltrepassare la lunghezza totale, compresi gli organi di traino di 18 mt (e non più 16,50 mt).

Secondo il nuovo comma 2 bis, gli autosnodati e filosnodati destinati a sistemi di trasporto rapido di massa possono raggiungere la lunghezza massima di 24 m su itinerari autorizzati in sede riservata dal Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Divieto di sosta e fermata

L’art. 158 C.d.S., sul divieto di fermata e sosta, al nuovo comma 4 bis prevede che i ciclomotori, i motoveicoli, ed i restanti veicoli che sostino negli spazi riservati, sia allo stazionamento e alla fermata dei veicoli adibiti al trasporto scolastico, sia negli spazi riservati alla sosta dei veicoli a servizio delle donne in stato di gravidanza o di genitori con un bambino di età non superiore a due anni muniti di permesso rosa, sono puniti con la sanzione pecuniaria amministrativa da un minimo di 80 euro per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote, e da 165 ad 660 euro per i rimanenti veicoli.

Occupazione abusiva di stalli riservati ai disabili

Multe più salate per chi occupa abusivamente le soste riservate ai disabili, la sanzione amministrativa pecuniaria va da 168 a 672 euro. Coloro che, pur avendo diritto alla sosta in questi spazi, li utilizzano in maniera impropria, avranno sanzioni dagli 87 ai 344 euro.

Permessi rosa

Novità anche per il certificato per genitori (di bambini fino ai 2 anni) e donne in gravidanza. Il contrassegno Per viene emesso e autorizzato dal comune di residenza. Sono state inserite anche sanzioni per chi usufruisce degli spazi senza averne diritto (sanzione amministrativa da 87 a 344 euro) e anche per chi, pur avendone diritto, le utilizza non osservando le condizioni e i limiti indicati nell’autorizzazione (sanzione amministrativa da 42 a 173 euro).

Circolazione nei centri abitati

Il decreto stabilisce che i Comuni, nei centri abitati, possono emanare ordinanze del sindaco al fine di riservare limitati spazi alla sosta (sia permanente che temporanea cioè anche solo per determinati periodi, giorni e orari) per determinati veicoli, tra cui veicoli elettrici e veicoli per il carico e lo scarico di merci, oltre ai veicoli degli organi di polizia stradale, vigili del fuoco e servizi di soccorso, veicoli che trasportano persone con disabilità (munite di apposito contrassegno), donne in gravidanza, genitori con un bambino di età inferiore a due anni (muniti di “permesso rosa”), veicoli che effettuano servizio di linea per lo stazionamento ai capilinea e veicoli adibiti al trasporto scolastico nelle ore stabilite.