Nel periodo gennaio-luglio di quest’anno si registra, rispetto all’analogo periodo del 2020, un aumento delle denunce di infortunio, un decremento di quelle mortali e una risalita delle malattie professionali.
Vediamo nello specifico cosa ci dicono gli open data Inail relativi ai primi sette mesi di quest’anno.

Denunce di infortunio: + 24mila rispetto al 2020

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro il mese di luglio sono state 312.762, quasi 24mila in più (+8,3%) rispetto allo stesso periodo del 2020, con un incremento più evidente nel periodo da aprile a luglio (+29%).

I dati rilevati evidenziano un incremento, a livello nazionale, degli infortuni in itinere, ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, che sono diminuiti del 33% nel primo bimestre di quest’anno e aumentati del 66% nel periodo marzo-luglio (complice il massiccio ricorso allo smart working), e un incremento del 6,9% di quelli avvenuti in occasione di lavoro, che sono calati del 10% nel primo trimestre di quest’anno e aumentati del 25% nel quadrimestre aprile-luglio.

Il numero degli infortuni denunciati all’Inail è aumentato del 6,4% nella gestione Industria e servizi, del 4,4% in Agricoltura e del 29,4% nel Conto Stato.

Dall’analisi territoriale emerge una diminuzione delle denunce soltanto nel Nord-Ovest (-4,5%), al contrario delle Isole (+16,5%), del Centro (+15,2%), del Sud (+15,0%) e del Nord-Est (+14,0%). Va sottolineato che gli incrementi percentuali più consistenti sono quelli di Molise, Basilicata e Campania.

L’incremento è legato alla sola componente maschile, che registra un +15,4%, mentre quella femminile presenta un decremento del 2,4% (da 115.590 a 112.829).
L’incremento ha interessato sia i lavoratori italiani (+7,5%) sia quelli extracomunitari (+14,8%) e comunitari (+2,2%).

Dall’analisi per classi di età è evidenziato un calo solo tra i 15-19enni (-3,7%), con incrementi per la fascia tra i 20 e i 49 anni (+9,7%) e tra gli over 50 (+3,3%).

Infortuni con esito mortale: in calo del 5,4%

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale sono state 677, 39 in meno rispetto alle 716 registrate nei primi sette mesi del 2020 (-5,4%).

Si evidenzia un aumento solo dei casi avvenuti in itinere (+18,6%), mentre quelli in occasione di lavoro sono stati 60 in meno (-10,0%).
La gestione Industria e servizi (-10,3%), al contrario dell’Agricoltura, che passa da 55 a 76 denunce, e del Conto Stato (da 31 a 36).
Emerge un aumento nel Sud (da 141 a 192 casi mortali), nel Nord-Est (da 136 a 147) e nel Centro (da 128 a 129).
Il numero dei decessi è in calo nel Nord-Ovest (da 265 a 169) e nelle Isole (da 46 a 40).

Il decremento più sensibile è legato alla componente femminile (-6,9%), ma ben si difende anche quella maschile (-5,3%).
Dall’analisi per età emergono incrementi per le classi 20-29 anni e 40-54 anni e decrementi in quelle 30-39 anni e over 55.

Al 31 luglio di quest’anno risultano 11 incidenti plurimi avvenuti nei primi sette mesi per un totale di 27 decessi.

Malattia professionale: +34,4% denunce in 7 mesi

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail sono state 33.865, 8.660 in più rispetto al 2020 (+34,4%).

Aumentano quindi le patologie denunciate con un incremento che ha interessato sia la gestione assicurativa dell’Industria e servizi (+34,7%) sia quelle dell’Agricoltura (+33,5%) e del Conto Stato (+19,2%).

Gli incrementi maggiori sono stati registrati nel Nord Est (+42,0%), Centro (+39,3%), Sud (+36,1%) Nord-Ovest (+25,4%) e Isole (+10,5%).

La componente maschile registra un aumento sensibile (+33,1%) ma per quella femminile, l’incidenza, in termini di numeri è stata superiore (+37,9%).
In aumento sia le denunce dei lavoratori italiani che quelle dei comunitari e degli extracomunitari.

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate, seguite da quelle del sistema respiratorio e dai tumori.