― Tanti incidenti si verificano nelle attività di stoccaggio, immagazzinamento e movimentazione all'interno di depositi e magazzini. Impariamo dagli errori per evitare rischi di investimento, soprattutto con i carrelli elevatori

All’interno dei magazzini e delle aree in cui si svolgono operazioni di immagazzinaggio, stoccaggio e in generale movimentazione merci, i rischi di investimento per mezzo dei carrelli elevatori, macchine e attrezzature di lavoro, sono elevati.
Rischi che possono dipendere da carenza di visibilità, dall’inadeguatezza di manovre e segnaletica ma anche dal mancato rispetto delle regole di sicurezza e dall’assenza di percorsi formativi idonei per gli operatori.

Dalle schede presenti sulla banca dati di INFOR.MO, strumento per l’analisi di casi di infortunio, collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi, scopriamo tre casi di investimento che si sono verificati all’interno di altrettanti magazzini.

Investimento nei magazzini: mancanza di segnaletica e invasione della zona di lavoro

Il primo caso riguarda un infortunio avvenuto in uno stabilimento dove si effettua il deposito e lo smistamento dei prodotti dolciari di una nota fabbrica italiana.

I prodotti arrivano in azienda stoccati in pallet e vengono depositati nel magazzino di giacenza dai carrelli retrattili; successivamente vengono trasportati (sempre con i carrelli elevatori) nell’area di smistamento, dove gli addetti alla preparazione dei carichi gestiscono i vari lotti con l’aiuto dei transpallet. I lotti, una volta pronti vengono avviati nella zona carico sui carrelli elevatori, per poi esser spediti.

Mentre è intento alla preparazione dei lotti da consegnare ai clienti, un operatore viene investito (con schiacciamento del piede destro) da un carrello retrattile, probabilmente colpevole di aver invaso la sua area di lavoro. I successivi accertamenti hanno rilevato che non vi era indicazione delle aree, né tantomeno segnaletica orizzontale di separazione.

fattori causali indicati sono due:

  • L’addetto al carrello retrattile ha invaso la zona di lavoro dell’infortunato;
  • Il deposito mostra assenza di segnaletica.

Mancanza di visibilità e accesso ad aree frequentate da altri operatori

Il secondo caso riguarda invece un lavoratore, intento a controllare la merce nel magazzino. Un carrello condotto in retromarcia da un collega che sta sistemando dei bancali nella stessa area di lavoro, lo travolge.

In questo caso l’autista del carrello era concentrato sul lato destro del mezzo e non si è accorto della presenza dell’infortunato che si trovava dietro il carrello a sinistra. A sua volta, l’infortunato era concentrato nel suo compito e non si è accorto dell’avvicinarsi del carrello, malgrado il cicalino di retromarcia.

Le procedure aziendali prevedevano che il carrello potesse accedere all’area in cui si è verificato l’incidente, solo previa verifica dell’assenza di altri operatori.

Questi i fattori causali:

  • L’autista del carrello entrava nell’area del magazzino nonostante in tale area ci fosse personale a piedi
  • Nel manovrare il carrello, l’autista non si avvedeva della presenza del collega nel raggio di azione del mezzo.

Infortunio con automezzo: mancata verifica della presenza di pedoni

Un terzo caso è relativo ad un infortunio con un automezzo. Un lavoratore intento a camminare all’interno dell’area del deposito della ditta destinataria dal materiale da consegnare, viene investito da un operatore della ditta che effettua una manovra in retromarcia.

Incurante del passaggio di pedoni, il lavoratore sul mezzo fa prima cadere a terra l’infortunato, per poi trascinarlo per alcuni metri. Le conseguenze saranno: lesioni al torace e alla parte destra del cranio, con la completa avulsione di un orecchio.

Il fattore causale, segnalato dalla scheda di Infor.mo., riguarda:

  • La retromarcia dell’autista eseguita dall’autista, senza controllare il passaggio di eventuali pedoni.

Come prevenire gli investimenti nei magazzini? 

Le schede bibliografiche contenute in ” La valutazione dei rischi nelle costruzioni edili“, un manuale nato dalla collaborazione tra il Comitato Paritetico Territoriale per la Prevenzione Infortuni, l’Igiene e l’Ambiente di Lavoro di Torino e Provincia (C.P.T. Torino) e l’INAIL Piemonte, offre suggerimenti oltre che indicazioni per la sicurezza nei magazzini.

Il documento riporta spunti rispetto a:

  • alla circolazione e movimentazione dei mezzi
    si consiglia di controllare che le aree destinate ad ospitare i percorsi siano adeguate alla stabilità dei mezzi o che i percorsi carrabili interni ed esterni siano delineati, segnalati e mantenuti liberi da ostacoli;
  • alla circolazione pedonale
    si consiglia che i percorsi pedonali abbiano larghezza non inferiore ai 60 cm, salvo che le attività svolte o la compresenza di mezzi di trasporto non richiedano un passaggio più ampio; si consiglia anche che i percorsi pedonali siano segnalati con striscia gialla continua sul pavimento antisdrucciolevole e mantenuti liberi da ostacoli;
  • ai posti di lavoro
    i ripiani ed i soppalchi, si suggerisce siano muniti di parapetti verso il vuoto e di indicazione della portata ed i varchi per l’entrata dei materiali debbano essere provvisti di barriere mobili non asportabili.

Misure di prevenzione riguardo al rischio di investimento

Nel documento vengono presentate diverse misure di prevenzione, tra cui:

Predisposizione di percorsi sicuri per accesso e attraversamento di addetti ai lavori e mezzi;
Controllo degli accessi nelle zone di lavoro, soprattutto per prevenire l’ingresso di estranei;
Circolazione regolata e limitata a seconda dei percorsi e dei mezzi utilizzati sia all’interno dell’ambiente di lavoro, in cantiere, magazzino, officina, che nelle aree esterne;
Regolamentazione degli accessi e di percorsi sicuri per gli addetti, separati da quelli destinati ai mezzi, ove possibile;
Predisposizione di illuminazione – a seconda delle necessità diurne o notturne – per le vie d’accesso e i percorsi interni, da mantenere costantemente in ottime condizioni.