Ogni mestiere è caratterizzato da pericoli, rischi e criticità.
Conoscere tutti questi aspetti è fondamentale per lavorare con consapevolezza, evitando così infortuni e problematiche comuni alla tipologia di lavoro.

Individuare queste criticità rientra nell’analisi del rischio, indagine che viene fatta in tutti i settori e prende in considerazione dati statistici, processi lavorativi, caratteristiche degli ambienti di lavoro e attrezzature utilizzate.

Vediamo allora di seguito quali sono le problematiche principali del lavoratori nel settore del cleaning.

Rischi che derivano dalle attrezzature utilizzate

Gli operatori del settore delle pulizie si servono di attrezzature manuali o elettriche.

Nel caso si strumenti manuali (spazzoloni, secchi e scale), possono incorrere in problematiche di tipo muscolo scheletrico causate da movimenti ripetitivi o scorretti; ma anche in lesioni e contusioni causate da scivolamenti e cadute.

Se invece si utilizzano macchine per la pulizia (lavapavimenti elettriche, lucidatrici, idropulitrici, aspiratori…) bisogna stare attenti anche a elettrocuzione, esposizione a sorgenti rumorose, a vibrazioni (a carico in particolare degli arti superiori) e ad ustioni da vapore.

Rischi che derivano dall’ambiente di lavoro

È complicato circoscrivere un ambiente di lavoro per un operatore de cleaning: ovunque è un ambiente soggetto a pulizia.
In ogni ambiente quindi si dovrà fare una valutazione del rischio che tenga presenti gli elementi caratteristici del luogo particolare: scale, parapetti, gradini, pavimenti che diventano scivolosi quando bagnati…

Di base è bene tener presente che gli operatori del cleaning, in qualunque ambiente si trovano a lavorare, hanno le seguenti complicazioni:

  • Sono in un ambiente sporco, che potrebbe essere anche contaminato da sostanze tossiche
  • Sono in un ambiente che spesso, mentre loro puliscano, è vissuto e utilizzato da altre persone, per altre attività

Infatti, nelle valutazioni ambientali per le operazioni di pulizia, si considerano situazioni estremamente specifiche, in cui i rischi relativi agli ambienti di lavoro vanno valutati volta per volta, per esempio:

  • le pulizie in quota di vetri e finestre
  • le pulizie di camini o canne fumarie, di fornaci, di inceneritori, di caldaie, di condotti di ventilazione e di dispositivi di evacuazione dei fumi
  • le pulizie e la disinfezione con rischio chimico relativo all’utilizzo di prodotti che possono essere tossici, corrosivi, infiammabili, e la cui presenza e manipolazione deve essere adeguatamente controllata mediante procedure che prevedano anche un sistema efficace di trasmissione dei contenuti agli addetti.

Vediamo di seguito come dovrebbe svolgersi l’attività di un’impresa di pulizie generali (non specializzata), tenendo conto dei rischi per ogni processo lavorativo.

Ritiro dei rifiuti e spolveratura degli ambienti

Prima di iniziare le operazioni, il personale deve indossare i dispositivi di protezione che devono essere messi a sua disposizione dal datore di Lavoro (guanti, indumenti, calzature).

Pulizia dei pavimenti con ausilio di attrezzature meccaniche

Prima di iniziare le operazioni gli operatori devono assicurarsi che le apparecchiature funzionino correttamente e segnalare eventuali malfunzionamenti.
Alla fine dell’operazione di pulizia, l’addesso dovrà occuparsi delle attività di pulizia e manutenzione quotidiana della macchina utilizzata.

Nel frattempo: predisposizione dei detergenti da utilizzare

Anche questa operazione è da effettuare con i dpi del caso, come descritto nelle schede di sicurezza.
Lavaggio manuale dei pavimenti, eventuale ceratura e il lavaggio delle pareti verticali.
Anche in questo caso è necessario verificare il corretto funzionamenti dei dispositivi.

Disinfezione dei servizi igienici

Gli operatori potrebbero essere esposti aa rischio di tipo biologico, indispensabili anche in questo caso le misure di protezione preventiva; guanti, indumenti ed all’occorrenza mascherine.

[Fonte: Anfos.it]