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Per stare bene, lo sappiamo, è necessario fare movimento: evitare posture statiche è importante per prevenire i disturbi muscoloscheletrici (DMS) e altri problemi di salute. Il lavoro prolungato da seduti o in piedi è il tema centrale di due nuove relazioni sui rischi per la salute delle occupazioni sedentarie. Tuttavia, a volte i nostri ritmi e le tipologie di lavoro non ci consentono di scegliere.

Queste relazioni si soffermano sulle categorie di lavoratori più soggetti a tali rischi, quali sono gli orientamenti in materia di lavoro da seduti o in piedi e come i datori di lavoro possono prevenire i suddetti rischi e promuovere una maggiore attività fisica tra i lavoratori.

Posizioni statiche da seduti per periodi prolungati

Il mantenimento della posizione seduta si definisce prolungato quando ha una durata pari o superiore a 2 ore continuative e presenta le seguenti caratteristiche:

  • basso consumo energetico
  • postura seduta del corpo
  • lavoro muscolare statico (sforzo fisico per mantenere la stessa posizione)

Secondo i dati di Eurobarometro del 2013 (8), nell’UE il 18 % degli adulti sta seduto per più di 7,5 ore complessivamente durante la giornata. Di norma, i tempi più elevati si registrano nei paesi scandinavi e quelli più bassi in paesi come l’Italia, il Portogallo e la Spagna. Le donne dichiarano più degli uomini di mantenere quasi sempre una posizione seduta durante il lavoro.

Gli effetti che sono stati collegati a tale posizione prolungata includono:

  • lombalgia;
  • disturbi al collo e alle spalle;
  • diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari;
  • obesità;
  • alcuni tipi di tumore, in particolare alla mammella e al colon;
  • problemi di salute mentale;
  • morte prematura

In base agli orientamenti esaminati nella relazione, le linee guida raccomandano:

  • passare non più del 50 % della giornata stando seduti;
  • evitare di rimanere in posizione seduta per un tempo prolungato, cercando di alzarsi almeno ogni 20-30 minuti);
  • alzarsi sempre per almeno 10 minuti dopo essere rimasti seduti per 2 ore e ridurre il tempo trascorso in posizione seduta ogniqualvolta possibile;
  • non superare le 5 ore di lavoro sedentario al giorno;
  • lavorare in maniera attiva e cambiare posizione alternando quella seduta con quella eretta e camminando.

Il consiglio di “stare seduti con la schiena dritta e le spalle indietro” non è più considerato ideale ed è stato sostituito dal concetto di «posizione seduta dinamica», caratterizzato dalla variazione continua della posizione. Inoltre, il contrario di «stare seduti» non è «stare in piedi», bensì «muoversi». Perciò, pur potendo essere utile, un tavolo che consenta di alternare la posizione da seduti a quella in piedi non è sufficiente, poiché si tratta comunque di due posture statiche.

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Fonte: Agenzia Europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro