― L'economia digitale post recessione 2020 si conferma un driver di valore aggiunto. La transizione 4.0 sta spingendo gli investimenti in impianti e macchinari, favoriti anche dagli interventi della legge di bilancio 2021. E la ripresa in corso è trainata dalla domanda di servizi digitali e dal boom dell'e-commerce

L’economia digitale post recessione 2020 si conferma un driver di valore aggiunto. La transizione 4.0 sta spingendo gli investimenti in impianti e macchinari, favoriti anche dagli interventi della legge di bilancio 2021. E la ripresa in corso è trainata dalla domanda di servizi digitali e dal boom dell’e-commerce.
La transizione digitale delle piccole imprese, in Italia, è forte e lo è molto più che in altri paesi, anche perché l’evoluzione della digitalizzazione viene sostenuta dalla valorizzazione delle relazioni e delle reti di imprese.

Una diffusa rete di associazioni che svolgono ogni giorno attività di formazione, informazione e consulenza è un grande supporto alla trasformazione digitale. L’analisi dei dati territoriali riguardo MPI e servizi digitali di Confartigianato lo dimostra.
In “Accompagnamento della transizione digitale delle MPI: alcune evidenze su contesto e tendenze. Il ruolo del sistema associativo di Confartigianato e considerazioni di policy” vi sono le evidenze maggiori. Un documento che analizza comportamento e distribuzione delle MPI dei servizi digitali italiani.

I dati: la distribuzione territoriale

Più nello specifico, l’analisi dei dati sulle imprese evidenzia che nei servizi digitali sono oggi attive 88.570 MPI che contano 235.950 addetti. Più di un terzo degli addetti del settore opera all’interno di microimprese. Nell’arco del quinquennio 2014/2019, poi, l’occupazione delle MPI dei servizi digitali che è salita di 32.246 addetti, pari al +15,8%.

Il peso degli addetti in MPI dei servizi digitali sull’economia è più elevata nella P.A. di Trento con 1,66%. Dietro, Lazio (1,60%), Toscana (1,46%), Lombardia (1,44%), Piemonte (1,43%). E poi Friuli-Venezia Giulia, Marche, Umbria e Veneto con valori lievemente inferiori.

Mentre a livello provinciale il peso degli addetti in MPI dei servizi digitali sull’economia è più elevata a Pisa con il 2,45%, seguita da Ascoli Piceno e Cagliari con 1,84%.
In quarta posizione Torino, seguita da Roma e Trento, Terni, Ancona e Monza e Brianza.