― Stop alla vendita di auto a benzina e diesel dal 2035. Addio al motore a scoppio?

L’Unione Europea sembra fare sul serio in tema di riduzione delle emissioni.
Se infatti finora sembrava che la politica avesse il timore di infastidire il mercato del petrolio, adesso qualcosa sembra essere cambiato.
La scorsa settimana infatti Ursula von der Leyen, in rappresentanza della Commissione Europea a Bruxelles, ha presentato una proposta di misure ambientali particolarmente incisive.

Le principali proposte:

  • Taglio del 55% delle emissioni al 2030
  • Stop a diesel e benzina dal 2035
  • Rinnovabili al 40% dal 2030
  • Stazioni di ricarica per le auto elettriche ogni 60 chilometri
  • Stazioni di ricarica per le auto a idrogeno ogni 150 chilometri

La proposta contiene una strategia ambientale più finalizzata al contenimento delle emissioni con nuove regole, tasse e incentivi a favore della transizione ecologica, premi a chi produce o consuma senza inquinare.

Il fine del piano è raggiungere la neutralità climatica nel 2050.

Al momento sono solo proposte, ma già si intravede un’idea di fondo che sicuramente andrà ad impattare direttamente su diversi settori, indirettamente su tutta l’economia.

I primi comparti ad avere percezione della nuova rotta saranno sicuramente:

Energia: rinnovabili, batterie, accumulatori
Automotive
Edilizia

L’Europa sembra quindi stia seriamente pensando a dire addio al motore a scoppio, una delle invenzioni più rivoluzionarie del XIX e XX.

L’emissione zero interesserebbe, per ora, solo auto e furgoni, non moto e motorini perché il loro impatto al momento è inferiore rispetto a quello delle 4 ruote.

Ad avere un grande impatto ambientale sono però anche gli aerei, infatti ci sono nuove regole in vista anche per l’aviazione: il Refuel Aviation. Si tratta di un programma di transizione per passare dai combustibili fossli ai carburanti sostenibili, in particolare quelli sintetici, pensato per il settore. Non esistono ancora velivoli a emissioni zero ma il comparto è uno dei più inquinanti ed è necessario intervenire in qualche modo. La strada proposta è puntare alla decarbonizzazione tramite carburanti meno inquinanti. Saranno previsti incentivi alla produzione di questi carburanti; obblighi per le linee aeree a rifornire i velivoli con carburanti di questo tipo, almeno in parte, quando decollano da un aeroporto Ue; obblighi ai fornitori di carburanti di includere più Saf (Sustainable Aviation Fuels) nei carburanti per aerei (2% entro il 2025, il 5% entro il 2030, il 20% entro il 2035, 32% entro il 2040, 38% entro il 2045 e il 63% entro il 2050).

Anche per mare saranno incentivati i biocarburanti e i carburanti sintetici, prodotti con energia pulita. Per incentivare il ricorso a tecnologie di propulsione a emissioni zero, si propone di fissare un limite massimo per le emissioni di gas serra delle navi che si fermano nei porti dell’Ue, a prescindere dalla bandiera che battono.

Dal piano emerge la consapevolezza che, per accogliere la transizione ecologica anche delle flotte private, bisogna fare in modo che calino i prezzi delle auto elettriche e che sia garantita una rete di rifornimento adeguata. La Commissione ritiene che le auto a emissioni zero porterebbero benefici a tutte le classi di reddito, “incluse e in modo particolare le famiglie a basso reddito”, per le quali il costo del carburante è una voce importante nel bilancio mensile.

Entro il 2030, la Commissione prevede che nell’Ue saranno su strada almeno 30 mln di veicoli elettrici. Gli obiettivi per Paese, commisurati all’entità del parco auto, faranno sì che per ogni auto elettrica immatricolata sia installato 1 kilowatt di capacità di ricarica.