― Investimenti in dieci anni per trasformare l’Italia nel rispetto dell’ambiente, ponendo al centro del rilancio economico il benessere delle persone, la riduzione delle disuguaglianze, l’occupazione di giovani e donne, l’innovazione, la digitalizzazione

“Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili assume un ruolo centrale nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Abbiamo l’occasione di progettare un Paese sostenibile e resiliente con una visione di medio-lungo periodo.

Il Pnrr è solo l’inizio di un processo che prevede investimenti senza precedenti per la costruzione e la riqualificazione di infrastrutture, per la mobilità sostenibile, per rafforzare le imprese e migliorare la qualità del lavoro e della vita delle persone, tutelando gli ecosistemi terrestri e marini”.

A dirlo è il Il Ministro Enrico Giovannini.

Sono 62 i miliardi di euro stanziati, con il PNRR, per interventi sostenibili su:

  • infrastrutture
  • mobilità
  • logistica

Si tratta di una somma importante, 47 miliardi di euro in più destinati al comparto rispetto alle risorse previste a legislazione vigente per gli investimenti di competenza del Mims.

Da dove arrivano i finanziamenti

I progetti del Ministero si finanziano:

  • 41 miliardi con le risorse europee del programma Next Generation Eu (40,7 miliardi)
  • 313 milioni dal React Eu (313 milioni)
  • 21 miliardi di euro di risorse nazionali (di cui 10,6 miliardi dal Fondo complementare e 10,3 miliardi dallo scostamento di bilancio)

Fondi nazionali ed europei hanno i medesimi obiettivi, ma in alcuni casi i primi finanziano progetti relativi a un orizzonte temporale più lungo rispetto al termine del 2026 imposto dal Pnrr.

Il 56% delle risorse (34,7 miliardi di euro) è destinata a interventi nel Mezzogiorno.

I progetti di competenza del Ministero Mims

  • l’estensione dell’alta velocità ferroviaria e il potenziamento delle reti regionali;
  • il rinnovo dei treni, degli autobus e delle navi per la riduzione delle emissioni;
  • gli investimenti per lo sviluppo dei porti, della logistica e dei trasporti marittimi;
  • gli interventi di digitalizzazione per la sicurezza di strade e autostrade;
  • la transizione ecologica della logistica;
  • lo sviluppo della mobilità ciclistica e delle strade provinciali per migliorare la viabilità delle aree interne;
  • la qualità dell’abitare e le infrastrutture sociali; la tutela e la valorizzazione delle risorse idriche.

Alcuni progetti verranno realizzati in collaborazione con altri Ministeri: Transizione ecologica, Transizione digitale, Cultura, Giustizia, Dipartimento per il Sud e la Coesione territoriale.

Il PNRR si prefigge 6 mission, 4 di queste vedono il coinvolgimento del Mims:

  1. digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (493 milioni di euro);
  2. rivoluzione verde e transizione ecologica (15,8 miliardi);
  3. infrastrutture per una mobilità sostenibile (41,8 miliardi);
  4. inclusione e coesione sociale (3,9 miliardi).

Il piano rappresenta una sfida e un’opportunità che potrebbe cambiare in meglio il funzionamento del Paese portando l’alta velocità nel Mezzogiorno, potenziando la trasformazione in senso ecologico dei trasporti pubblici regionali e locali, la mobilità sostenibile urbana ed extraurbana, migliorando la qualità delle abitazioni e la riqualificazione delle città, ammodernando porti e flotte…

Due gli enti istituiti per fare in modo che il PNRR venga attuato in maniera tempestiva:

Comitato PNRR

Incaricato di seguire ogni fase di realizzazione dei progetti e di valutarne gli effetti in termini occupazionali (in particolare per giovani e donne), di riduzione delle disuguaglianze socioeconomiche e di impatto sull’ambiente, in linea con le indicazioni europee.

Consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili

Composta da numerose organizzazioni sindacali e imprenditoriali, associazioni ambientaliste e reti della società civile, con il compito di accompagnare l’attuazione del Piano fornendo indicazioni, suggerimenti e proposte.

I principali interventi

Cura del ferro

Con l’obiettivo di abbattere le emissioni di CO2 del trasporto su gomma, saranno realizzati 700 chilometri di ferrovia (tra sviluppo dell’alta velocità e linee regionali), 216 chilometri di nuove linee tranviarie, metropolitane e di filobus, oltre all’acquisto di nuovi treni.

Per migliorare la sostenibilità ambientale, inoltre, saranno acquistati 3.200 autobus elettrici e a idrogeno per le aree urbane e 2.000 autobus a metano per il trasporto extraurbano, sarà potenziata la sperimentazione dell’idrogeno per le ferrovie non elettrificate (in Val Camonica e al Sud) e saranno realizzati 1.800 chilometri di ciclovie turistiche e urbane.

Nell’alta velocità/alta capacità ferroviaria gli interventi di maggior rilievo riguardano la realizzazione dei principali lotti funzionali della linea Salerno-Reggio Calabria (11,2 miliardi),  il completamento della Napoli-Bari (1,4 mld), ulteriori lotti funzionali della Palermo-Catania-Messina (1,4 mld). Per la Brescia-Padova sono previsti l’attraversamento di Vicenza e la progettazione definitiva del lotto da Vicenza a Padova (4,6 mld). Sulla linea Liguria-Alpi gli interventi riguardano il completamento del Terzo Valico dei Giovi (4,0 mld) e sulla Verona-Brennero è previsto in particolare l’attraversamento di Trento (0,9 mld). Le opere permetteranno di ridurre i tempi di percorrenza, soprattutto nelle tratte del Sud, di aumentare il traffico merci su rotaia e migliorare le connessioni con i porti, agevolare il collegamento delle linee del Nord con il resto dell’Europa. Una volta completata la linea ad alta velocità, il tempo di percorrenza tra Roma e Reggio-Calabria si ridurrà di circa un’ora, da 5 a 4 ore, adeguandosi al tempo necessario per spostarsi in treno da Roma a Torino, tratta di pari lunghezza. Interventi di velocizzazione ed efficientamento interesseranno le cosiddette ‘connessioni diagonali’, come la Roma-Pescara (0,6 mld), la Orte-Falconara (0,5 mld), la Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia (0,4 mld).

Tra gli interventi di potenziamento delle ferrovie regionali figurano investimenti sulle linee Roma-Venafro-Campobasso-Termoli e Sibari-Catanzaro lido-Reggio Calabria (Ionica). Saranno poi effettuati interventi sul nodo di Catania, sarà elettrificata la Barletta-Canosa. La linea Codogno-Cremona-Mantova sarà raddoppiata, così come la Albairate-Abbiategrasso. Ulteriori investimenti riguarderanno il collegamento con il porto di Augusta e per i collegamenti ferroviari con gli aeroporti di Olbia e Brindisi. Gli investimenti previsti nella mobilità su ferro prevedono anche la realizzazione del programma ‘Percorsi nella storia’, con interventi nelle ferrovie storiche nazionali e il treno verde della Sardegna.

Rinnovo dei treni, degli autobus, delle navi per riduzione delle emissioni

8,4 miliardi destinati al trasporto locale green e al trasporto rapido di massa. Rientrano in questo ambito il rinnovo del parco autobus (con l’acquisto di mezzi per rendere full electric le città di Milano, Roma, Napoli) e dei treni per il trasporto pubblico locale e degli Intercity al Sud, il rinnovo di materiale rotabile per il trasporto delle merci e l’acquisto di nuove navi ‘ecologiche’ anche da destinare ad un collegamento più veloce e sostenibile nello Stretto di Messina.

Investimenti per lo sviluppo dei porti, della logistica e dei trasporti marittimi

Sono previsti oltre 3,8 miliardi per interventi per l’ammodernamento e il potenziamento dei porti, la realizzazione del Piano nazionale del Cold ironing, che permette alle navi di sostare al porto eliminando le emissioni inquinanti, le infrastrutture per le Zone Economiche Speciali (Zes) e per agevolare l’intermodalità con la realizzazione dell’ultimo miglio ferroviario nei porti di Venezia, Ancona, Civitavecchia, Napoli, Salerno.

Interventi di digitalizzazione

4,8 miliardi in diversi settori, tra cui quello della logistica e del trasporto pubblico locale per favorire lo sviluppo del modello Mobility as a service e l’uso integrato delle diverse modalità. Sono previsti interventi per la messa in sicurezza e il monitoraggio delle autostrade A24 e A25 e di ponti e viadotti e gallerie stradali e autostradali attraverso l’impiego di tecnologie di ultima generazione. Un importante investimento è quello relativo allo sviluppo del sistema europeo di gestione del trasporto ferroviario (Ertms), con l’introduzione di tecnologia per l’aumento della sicurezza, della velocità e della capacità delle infrastrutture. Importanti innovazioni riguarderanno anche i sistemi di controllo del traffico aereo per ottimizzare l’uso delle piste evitando ulteriore consumo di suolo.