― L'impressione comune è che, dietro la Supply Chain, ci sia una tecnologia importante. Tuttavia oggi dietro le quinte non c'è sempre tutto quello che l’immaginazione ci porterebbe a pensare... un po' come il Mago di Oz! Una riflessione su come i dati possono rivoluzionare davvero la Supply Chain

Non è mai stato molto chiaro, per il consumatore finale e i non addetti ai lavori, cosa avvenisse dietro la catena di approvvigionamento. Da circa un anno però, si è aperta una finestra sul dietro le quinte della supply chain:

  • il lockdown ha mostrato fino a che punto siamo dipendenti dalla logistica
  • le problematiche legate alle forniture di mascherine e vaccini hanno messo in luce l’importanza dei collegamenti tra Paesi
  • la porta container incagliata a Suez è stata l’ennesima prova di quanto il mondo sia interconnesso, anche da un punto di vista intralogistico

La logistica e le supply chian si sono quindi mostrate in tutta la loro importanza e fragilità:

Fondamentali per il funzionamento di ogni ingranaggio, ma ancora soggette all’errore umano.
Strade su cui gli altri settori corrono verso l’innovazione, ma che stentano ancora troppo spesso ad accogliere le loro proprie sfide.

Di questi aspetti hanno parlato Rob Handfield (Bank of America University Distinguished Professor of Supply Chain Management, North Carolina State University Poole College of Management) e Tom Linton (Former Chief Supply Chain Officer at Flex and former Chief Procurement Officer at LG Electronics, Flextronics) in un interessante articolo uscito in questi giorni su Word Economic Forum Agenda.

La loro riflessione verte su un punto molto importante: i dati!

Secondo loro le Supply Chain sarebbero nel bel mezzo di una rivoluzione e, questa rivoluzione, sarebbe determinata dai dati.
La capacità di gestire i dati sarà quindi la discriminante che deciderà se la logistica saprà fare il balzo evolutivo e le aziende che vi operano potranno trarne successo.

Si legge nell’articolo:

L’impressione comune è che, dietro la Supply Chain, ci sia una tecnologia importante. Tuttavia, se si guarda dietro le quinte dei fornitori di trasporto, non c’è tutto quello che l’immaginazione ci porterebbe a pensare (un po’ come il Mago di Oz!). La maggior parte dell’attività, nelle varie le fasi della Supply Chain, è fatta da persone che registrano transazioni su schermi e fogli Excel.

Handfield e Linton ritengono che, per avere maggiore efficienza, non sia più necessario puntare alle operazioni di produzione, ma molte opportunità risiedano invece proprio nelle supply chain.

La prossima era di cambiamento renderà le catene di approvvigionamento efficienti come lo sono oggi gli impianti di produzione, attraverso l’automazione che si basa sui flussi di dati dalle tecnologie intelligenti.

Per ottenere una maggiore efficienza nel flusso delle forniture, i manager dovranno cedere alle macchine un po’ della loro autonomia nel processo decisionale.
I dati infatti consentono di fare previsioni con assoluta precisione, e le macchine, in questo tipo di attività, sono in grado di azzerare i margini di errore umano.
Per chiarire questo punto nevralgico della riflessione, vediamo l’esempio che propongono gli stessi Handfield e Linton:

Supponiamo che ci sia un aumento del tempo necessario per ordinare e spedire un pezzo da un fornitore.
Un operatore umano procederebbe aumentando manualmente la quantità minima d’ordine nel sistema di pianificazione. Ma questo richiede che l’individuo riconosca che si è verificato un cambiamento nel tempo di consegna e ottenga l’approvazione per la decisione, prima di inserirla manualmente nel sistema di pianificazione.
Una macchina invece eseguirebbe tutti questi compiti istantaneamente, basandosi sul rilevamento dei cambiamenti monitorati nella catena di approvvigionamento. Una macchina sarebbe anche in grado, contestualmente, di modificare l’inventario per una linea di prodotti, al fine di ottimizzare le scorte.

I dati per fare previsioni: una grande opportunità

Eventi e materiali sono in un flusso, scorrono, ciò significa quindi che è possibile fare previsioni.
La tecnologia oggi disponibile fa si che le previsioni possano essere lasciate alle macchine, in grado di raccogliere dati e immaginare scenari plausibili. I manager non dovranno più essere chiamati a fare previsioni, ma dovranno prendere decisioni sulla base delle elaborazioni dei dati fatte dalle macchine.

Le strategie aziendali verranno costruite sempre più spesso sulle previsioni basate sui flussi di eventi mondiali, catene di fornitura globali e dati scambiati con tecnologie intelligenti.
Le aziende che utilizzeranno gli algoritmi per interpretare questi flussi di dati, probabilmente saranno quelle più in grado di eliminare gli sprechi.

Il Covid, sconvolgendo le catene di approvvigionamento sanitario e industriale, ha accelerato la necessità di essere più predittivi, per prevedere e influenzare preventivamente le prestazioni della catena di approvvigionamento.
Gli algoritmi basati sull’apprendimento automatico sono in grado di prevedere:

  1. quali fornitori consegneranno in ritardo;
  2. quando i prezzi saliranno o scenderanno;
  3. quando cambieranno i tempi di consegna delle materie prime.

L’analisi predittiva potrebbe consentire alle aziende di integrare i propri dati con quelli dei sistemi transazionali, dando vita ad un sistema di indicatori per capire quali sono le aree più vulnerabili della loro catena di fornitura. La catena di approvvigionamento di una singola grande azienda può essere incredibilmente complessa: parliamo anche di migliaia di fornitori, decine di migliaia di elementi che si muovono in oltre di 100 paesi in tutto il mondo, pensate ad esempio alla catena di Zalando!
Si legge sempre nell’articolo:

Prevediamo che, alla fine, le macchine genereranno automaticamente ordini per la catena di approvvigionamento, sulla base di un flusso continuo di nuovi eventi, regolandosi e adattandosi a questi cambiamenti e notificando ad acquirenti e venditori come regolare di conseguenza i programmi di produzione e spedizione.

Approssimativamente le interruzioni provocate dalla pandemia sono costate alle economie globali un valore sull’ordine dei trilioni di dollari.
La chiusura delle frontiere e le interruzioni degli approvvigionamento hanno portato molte aziende a guardare l’IA per automatizzare la pianificazione della catena di approvvigionamento.

Ciò non significa che gli esseri umani siano stati già esclusi dalle attività di pianificazione. Significa però che iniziano ad essere sempre più indispensabili competenze analitiche e di decisioni basate sulla capacità di lettura dei dati.
Il nuovo livello di automazione e rilevamento intelligente nelle catene di approvvigionamento consentirà ai flussi di diventare più prevedibili.

Flussi più fluidi saranno l’antidoto a un mondo sempre più accidentato o incerto.