― Da un controllo dei Carabinieri NAS si rilevano tracce del virus nei mezzi di trasporto. Non è dimostrato il rischio di contagio tramite superficie infetta, la presenza del virus rileva però delle procedure di sanificazione insufficienti

I mezzi di trasporto pubblici sono stati spesso al centro dei discorsi in questo anno di pandemia. Appena infatti tornano le riaperture, dopo ogni fase di lockdown, c’è sempre un ragionamento che ci lascia perplessi:

Che senso ha osservare il distanziamento nelle scuole e negli uffici, proibire pranzi e cene al ristorante, mettere pannelli divisori tra ogni postazione al lavoro… se poi le persone viaggiano stipate in autobus, treni e corriere?

Un dubbio legittimo, ancora di più alla luce dei risultati della campagna di controlli che ha realizzato il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, in stretta intesa con il Ministero della Salute.

I controlli sono stati fatti in tutto il Paese, allo scopo di verificare la corretta applicazione delle misure di contenimento epidemico nell’ambito dei servizi di trasporto pubblico.

I numeri della campagna

Gli interventi condotti negli ultimi giorni (i dati sono stati divulgati a inizio aprile) hanno interessato 693 veicoli e spazi adibiti al trasporto: autobus urbani ed extraurbani, metropolitane, scuolabus, collegamenti ferroviari locali e di navigazione, ma anche biglietterie, sale di attesa e stazioni metro.

65 hanno evidenziato irregolarità, principalmente connesse con l’inosservanza delle misure di prevenzione al contagio da COVID-19. Ad esempio sono state rilevate:

  • mancata esecuzione delle operazioni di pulizia e sanificazione
  • assenza di cartellonistica di informazione agli utenti circa le norme di comportamento ed il numero massimo di persone ammesse a bordo
  • assenza di distanziatori posti sui sedili e di erogatori di gel disinfettante o il loro mancato funzionamento
  • Complessivamente sono stati deferiti alle competenti Autorità giudiziarie 4 responsabili di aziende di trasporto, per non aver predisposto le procedure di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro a favore degli operatori, e sanzionati ulteriori 62 responsabili per irregolarità amministrative, irrogando sanzioni pecuniarie pari a circa 25 mila euro.

L’esecuzione dei controlli

Sono stati eseguiti 756 tamponi di superficie su mezzi di trasporto e stazioni: obliteratrici, maniglie e barre di sostegno per i passeggeri, pulsanti di richiesta di fermata e sedute. ASL locali, Agenzie di Protezione Ambientale ed enti universitari, hanno curato la fase di esame analitico per la ricerca del COVID-19.

Tra i tamponi di superficie raccolti, sono stati rilevati 32 casi di positività per la presenza di materiale genetico riconducibile al virus, individuati in autobus, vagoni metro e ferroviari operanti su linee di trasporti pubblici di Roma, Viterbo, Rieti, Latina, Frosinone, Varese e Grosseto.

La presenza di questo materiale genetico del virus sulle superficie dei mezzi di trasporto, non è indice di effettiva capacità di virulenza o vitalità dello stesso, è indice però del transito del virus e del contatto con individui infetti a bordo del mezzo, determinando la permanenza di una traccia virale.

A tal proposito Lorenzo Mattioli, Presidente di Confindustria Servizi HCFS*, ribadisce la necessità di rendere obbligatorie le procedure di sanificazione, soprattutto negli ambienti più affollati: “I controlli a tappeto effettuati dai carabinieri del Nas su mezzi di trasporto in varie regioni italiane offrono un quadro sconfortante su come venga intesa la sanificazione e, più in generale, le procedura di sicurezza ed igiene per contenere il Covid. Preoccupanti, inoltre, gli esiti delle analisi effettuate sulle superfici dei mezzi di trasporto su cui sono state trovate tracce genetiche riconducibili al virus. Ringraziamo i carabinieri per il prezioso lavoro, che conferma quanto diciamo da inizio pandemia: la sanificazione professionale – strumento di difesa contro l’infezione – sia obbligatoria e si facciano rispettare i protocolli laddove il rischio è più elevato per la massiccia presenza di persone: scuole, ospedali, mezzi pubblici. La sanificazione su luoghi e superfici è come il vaccino per le persone: imprescindibile per uscire dall’emergenza”.

*Confindustria Servizi Hygiene, Cleaning & Facility Services, Labour Safety Solutions

[fonte dati: www.salute.gov.it]