― Le aziende si concentrano sulle pratiche sostenibili, che portano risparmi effettivi e riducono l'impatto aziendale sull'ambiente

Il 2020 è stato un anno complicato. La pandemia ha avuto un impatto enorme sul settore del cleaning e delle pulizie in genere.
Ma con il lancio dei nuovi vaccini contro il coronavirus, l’anno appena iniziato potrebbe vedere la fine della pandemia e il ritorno a qualcosa di simile al normale business. Sia a breve che a lungo termine.

Le “lezioni” a breve termine

A breve termine, è tempo di pensare alle lezioni che dovremmo conservare: ricordare ai clienti (e alla società) l’importanza della pulizia come parte essenziale di una strategia di salute pubblica, selezionare i prodotti giusti e formare correttamente i lavoratori all’uso dei prodotti e senza nuocere alla salute.
Dovremmo non perdere l’attenzione su quelle che sono le superfici che contano di più (ad esempio quelle ad alto contatto), effettuando misurazioni oggettive della pulizia. Solo così, i dati potranno dare suggerimenti e influenzare le decisioni di pulizia, includendo e coinvolgendo tutti gli occupanti dell’edificio.

A lungo termine…

Per l’intero settore delle pulizie e del cleaning è importante anche riflettere a lungo termine sulle problematiche che interesseranno i clienti anche oltre il Covid. Aldilà di questa emergenza.
Di recente, uno studio della società di consulenza Kearney ha rilevato che il 78% dei consumatori ritiene che le aziende potrebbero fare di più per aiutare i clienti a prendere decisioni che ottimizzano l’impatto ambientale.
Inoltre, un rapporto di Coyote Logistics ha rilevato che l’81% delle aziende è più concentrato sulla sostenibilità oggi rispetto a tre anni fa.

Secondo un sondaggio di EcoVadis, che valuta la sostenibilità aziendale, le catene di approvvigionamento erano già vulnerabili prima della crisi del COVID-19. La recente pandemia ha spostato la lente d’ingrandimento sui rischi e le vulnerabilità della catena di approvvigionamento. Quando le organizzazioni cercano di ricostruire, devono garantire anche che solide pratiche di sostenibilità rimangano in primo piano e al centro, soprattutto quando si tratta di selezione dei fornitori e gestione delle relazioni.

Sostenibilità è redditività

Oggi, i produttori di soluzioni chimiche per la pulizia stanno cercando di concentrare i propri sforzi sulla sostenibilità. Una tensione che è in grado anche di ridurre significativamente i costi operativi.
Lo stesso accade con i distributori di prodotti per la pulizia, che istituiscono misure efficienti, monitorando e analizzando anche i dati sulle proprie performance e sui consumi di energia.

Sono tanti, oggi, i produttori e distributori di prodotti per la pulizia che hanno scelto di aderire al programma Green2Sustainable dedicato all’industria della pulizia.
Insieme, i partecipanti sono riusciti ad ottenere negli anni milioni di dollari di risparmi cumulativi e costi evitati. E, cosa ancor più incoraggiante, secondo i dati di G2S, hanno anche ridotto la loro impronta di carbonio del 15%. Per compensare questa quantità di carbonio, sono stati piantati quasi 77.000 alberi.

Quando la pandemia sarà finita, le pratiche e le operazioni sostenibili continueranno a essere un’aspettativa dei consumatori.
L’adattamento di queste pratiche in maniera permanente porterà notevoli risparmi sui profitti all’interno delle organizzazioni. E questo accadrà mentre saremo impegnati a tracciare il futuro del settore della pulizia, oltre il Covid.