Paolo Galloso e Simone Rugiati, founder e brand ambassador di Coltivatori di Emozioni
― Il progetto vanta anche le partecipazioni di ENIT, l’Agenzia Nazionale del Turismo, e l’associazione I Borghi più belli d’Italia. Partnership importanti che puntano alla valorizzazione dei borghi italiani e a sostenere i piccoli produttori e le loro tradizioni agroalimentari.

Coltivatori di Emozioni, continua il suo Tour delle Emozioni, un viaggio virtuale che permette agli spettatori di avvicinarsi al territorio e alla cultura contadina con la possibilità di diventare protagonisti della salvaguardia del patrimonio agroalimentare italiano.

Coltivatori di Emozioni, la prima piattaforma italiana di social farming creata per sostenere e supportare i piccoli produttori agricoli e per tutelare i territori rurali a rischio di abbandono, continua il suo tour con Simone Rugiati.
Chef, conduttore televisivo e nuovo brand ambassador di Coltivatori di Emozioni, Simone farà scoprire l’Italia da Nord a Sud attraverso un viaggio memorabile che passa attraverso il buon gusto della cucina italiana e la tradizione.

Il progetto non è però condiviso unicamente dallo chef, che lo ha sposato fin da subito grazie alla condivisione di valori e intenti, ma vanta anche le partecipazioni di ENIT, l’Agenzia Nazionale del Turismo, e dall’associazione I Borghi più belli d’Italia. Partnership importanti che puntano alla valorizzazione dei borghi italiani e a sostenere i piccoli produttori e le loro tradizioni agroalimentari.

Anche Masi Communication sostiene il progetto.
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Una storia di tradizioni

Simone è il sapiente narratore di questo racconto e in ogni episodio svelerà i retroscena e i volti di coloro che custodiscono il nostro patrimonio, per ritrovarsi poi a condividere le emozioni che solo le loro eccellenze enogastronomiche riescono a regalare, portando in tavola prodotti naturali, provenienti da un’agricoltura sostenibile e/o biologica, che rispetta la biodiversità e il benessere del consumatore.

L’intero tour sarà articolato inizialmente in 5 episodi con l’obiettivo di raccontare luoghi e tradizioni, uniche ma poco conosciute, e avvicinare di conseguenza gli appassionati al territorio e alla cultura contadina, con la possibilità di partecipare attivamente alla tutela del nostro patrimonio agroalimentare.

Visitando il sito di Coltivatori di Emozioni sarà infatti possibile adottare gli agricoltori custodi delle nostre tradizioni e dare il proprio contributo per specifiche usanze agroaliementari, per la salvaguardia di un patrimonio identitario.

Attraverso aggiornamenti stagionali i sostenitori avranno anche modo di conoscere a distanza i borghi meravigliosi che hanno adottato e che meritano di essere riscoperti.
Inoltre per rendere tangibile l’impegno, l’adottante riceverà un Certificato di Adozione e potrà scegliere tra varie formule e varie Box Regalo per supportare gli agricoltori ed entrare a far parte di una grande squadra pronta a donare e sostenere.

Prima tappa: Molise

La prima tappa del tour ha visto come protagonista assoluto il Molise e il suo oro verde. La tradizione dell’olio è molto cara per Coltivatori di Emozioni, così Simone ha deciso di raccontarla attraverso la storia di Stefano, dell’Azienda Agricola Benoni di Petacciato, questo paesino del Molise dove si respira quiete e serenità dall’alba fino a quando le cicale e i gabbiani smettono di cantare al tramonto.

In questo territorio ricco di storia, cultura e antiche tradizioni, sorgono piccole aziende agricole a conduzione familiare dedite alla produzione delle olive e l’Azienda Agricola Benoni è una di queste.

Stefano infatti tramanda le conoscenze agricole della sua famiglia continuando a produrre il suo olio di prima qualità, grazie al quale preserva la biodiversità locale e contribuisce a mantenere in vita l’economia della sua piccola Petacciato.

Stefano ha salvato dall’abbandono gli ulivi centenari dell’uliveto un tempo appartenuto a suo nonno e poi a suo padre e, sfruttando il terreno ricco tipico della zona e il particolare microclima, è stato in grado di piantarne altri ampliando le sue coltivazioni.

Simone ha raccontato tutta questa atmosfera con il suo solito tono vivace culminando il tutto in un momento di convivialità che ha riunito oltre la famiglia Benoni alcuni produttori della zona, che hanno gustato i prodotti tipici del luogo, conditi dall’ingrediente principale della cucina mediterranea: l’olio extravergine di oliva.

Un territorio e un tesoro silenziosamente racchiuso sconosciuto a molti costituito da ulivi secolari, questa la prima storia del Tour delle Emozioni.

Seconda tappa: Lombardia

La seconda tappa del tour continua invece in Lombardia alla scoperta dei suoi orafi della terra.

Qui il racconto ha un volto duplice, quello di Roberto di Cascina Bosco Fornasara di Nicorvo, e quello di Vittorio, cavatore di Menconico, entrambi coltivatori del Pavese.

Simone Rugiati si immerge allora nei campi delle risaie che si estendono a perdita d’occhio in Lomellina, regione da sempre dedita alla coltivazione dei chicchi di riso, dove Roberto si prende cura della sua terra con amore e devozione, senza consumarla e avvelenarla, seguendo un metodo che va oltre il biologico.

Ed è qui che Roberto porta avanti il fiore all’occhiello della sua produzione di riso e cereali biologici, il Carnaroli classico, ideale per il risotto perfetto, come ci tiene a sottolineare Simone nel video.

In questo nuovo capitolo del tour, lo chef vi porta dunque alla scoperta del territorio Pavese che vanta anche alcune prelibatezze poco conosciute, come il tartufo nero del Monte Alpe.
Vittorio è il custode di questo tesoro inestimabile nelle regioni dell’Oltrepò Pavese dove questo inizia a trasformarsi nell’Appennino Ligure e la terra compie un miracolo straordinario dando vita a tutti i tipi di tartufo, tra cui spicca il tartufo nero del Monte Alpe.

Attraverso questa nuova tappa Simone racconta come Roberto e Vittorio trasformano i loro prodotti in ricette che raccontano una zona, una famiglia e una trazione sottolineando come l’uno diventa una ricchezza per l’altro per creare piatti unici e di qualità.
E allora, in questo momento storico in cui diventa fondamentale, guardiamo il video ed accettiamo l’invito di raccontare e valorizzare i tesori nascosti del nostro territorio e chi li custodisce.