― Scavare nel passato per sapere come pulire nel presente. Le abitudini legate alla pulizia dell'età Vittoriana svelate dall'English Heritage

Vivere come i Bridgerton, andare a passeggio con duchi e spettegolare con la regina? Probabilmente oggi non possiamo vivere come gli aristocratici inglesi del XIX secolo, ma possiamo pulire come farebbe una governante di quel periodo.
A scoprire le abitudini vittoriane in fatto di pulizia è stata la English Heritage, un’organizzazione di Swindon, Inghilterra, che si occupa della gestione di castelli, palazzi, abbazie secolari, e che, di recente ha rilasciato i suoi consigli per le pulizie di primavera, tratti dall’era della reggenza Vittoriana.

La pulizia “storica” è ricca di consigli che oggi sembrano bizzarri

Pane imbevuto per pulire pareti e carta da parati, patate per pulire i dipinti ad olio, pelle di camoscio per gli specchi impolverati, latte scremato per far brillare i pavimenti in pietra. La pulizia “storica” è ricca di consigli che oggi sembrano bizzarri. Metodi per pulire che per le massaie del passato, malgrado una scarsa conoscenza scientifica, erano tutt’altro che insoliti.

Oggi, sembra le vecchie idee stiano tornando in auge e le persone sembrano sempre più preoccupate che le loro abitudini di pulizia possano danneggiare l’ambiente. Ecco quindi che dalla combinazione di queste due istanze, nasce una ricerca a ritroso, che arriva fino all’età Vittoriana.

I metodi descritti dall’English Heritage sono molto probabilmente in circolazione da secoli, ma è difficile sapere quando hanno avuto origine perché ci sono così pochi documenti storici di pulizia che datarne l’inizio è assai complesso.

Di certo c’è che una consapevolezza diversa sta prendendo piede, soprattutto negli ultimi tempi.

Le soluzioni di bicarbonato di sodio, acqua calda, aceto o succo di limone che aiutano gli scarichi a pulirsi meglio di qualsiasi altro detergente sono una memoria storica di molti. Ed è ciò che anche nel Vittoriano veniva utilizzato, con identico scopo.

L’idea di usare il pane per pulire la carta da parati è nata probabilmente nel 1600, quando l’Inghilterra passò dall’uso del legno al carbone per il riscaldamento di case e attività commerciali. La fuliggine rendeva le case sporche, soprattutto le pareti. Ed il pane avrebbe funzionato come una spugna senza danneggiare la carta come invece avrebbe fatto l’acqua.

Quel tipo di consapevolezza doveva venire dalle donne che si occupavano della pulizia della casa, la cui creatività e intraprendenza sono spesso trascurate dalla storia. Di pulizia si parla ancora poco, malgrado sia la base della sopravvivenza.

Sembra strano pensare che il latte scremato possa essere utilizzato per pulire i pavimenti in pietra, così come lo è usare limone e aceto per pulire i controsoffitti.
Forse anche perché oggi siamo abituati ad associare i profumi all’odore di pulito.
Molto diverso da quanto accadeva ad inizio Ottocento, quando per lavare i vestiti, l’urina era un ingrediente abbastanza popolare.

Eppure, malgrado la distanza con questo periodo ed i suoi costumi, oggi sembra chiaro un ritorno alle origini anche in fatto di pulizie.
Con un plus: quello di avere la coscienza che, per quanto efficace possa essere, non laveremo mai i nostri abiti con l’urina!