ANID, Associazione nazionale delle Imprese di Disinfestazione, chiede al Governo e ai Presidenti delle Regioni, di coinvolgere nella campagna vaccinale in corso, anche i lavoratori del settore delle sanificazioni operanti nelle strutture sanitarie e in tutti i luoghi di lavoro (codice Ateco 81 29 10).

La richiesta arriva con una lettera firmata dal Presidente Nazionale ANID, Marco Benedetti, indirizzata direttamente al Ministro della Salute Roberto Speranza, al Ministro Affari regionali e Autonomie Mariastella Gelmini e al Presidente della Conferenza Stato-Regioni, Stefano Bonaccini.

La motivazione è molto semplice. Gli operatori di questo settore sono stati fin da subito, e continuano ad esserlo, in prima fila nel contrasto alla diffusione del virus.

Si legge nella lettera:

“Ci risulta che a livello territoriale si stia gestendo la priorità nella vaccinazione dei lavoratori in appalto in modo differente rispetto al personale sanitario della stessa Azienda territoriale. Al fine di evitare che la programmazione vaccinale possa essere lasciata alla libera iniziativa dei singoli generando situazioni diverse su tutto il territorio nazionale, riteniamo opportuno un coordinamento sul tema da parte delle Regioni e del Ministero per far sì che i lavoratori del settore delle sanificazioni possano essere equiparati, ai fini di avere priorità nella campagna vaccinale Covid-19, al personale sanitario.

Le nostre Aziende, chiamate ad operare fin da subito come attività di contrasto al contagio del Covid-19 sono sempre state in prima linea, dal momento iniziale della dichiarazione della pandemia. Chiediamo espressamente di gestire e coordinare a livello regionale il tema della vaccinazione e ricomprendere oltre ai lavoratori in appalto presso le strutture ospedaliere anche i lavoratori delle aziende dei servizi legati alle attività di sanificazione”.

ANID conta 480 aziende iscritte a livello nazionale delle quali, con questa lettera, si fa portavoce. I lavoratori delle 480 imprese sono impegnati quotidianamente all’interno di attività economiche e sanitarie quali: GDO, ospedali, case di cura, cliniche private, ditte di produzione, distribuzione, di materie prime alimentari, e tutto il comparto produttivo.