― "Quei milioni di donne e uomini che sino a ieri erano ‘invisibili’ oggi rappresentano una grande risorsa per il Paese, e ci aspettiamo che l’intero comparto possa essere messo al centro di un progetto di sviluppo"

A un anno dal primo lockdown, sebbene il Paese sia ancora in difficoltà e la pandemia non sia finita, qualcosa è cambiato.

A differenza di 12 mesi fa, oggi abbiamo, ad esempio, una campagna vaccinale avvitata, pur con tutte le sue problematiche. Abbiamo anche disponibilità di dispositivi di sicurezza introvabili durante la prima ondata. Conosciamo un po’ di più il virus, nonostante le varianti, quel tanto che basta per capire come proteggerci e individuare in fretta la malattia.
Siamo più insofferenti alle restrizioni ma, almeno, abbiamo meno paura.

Ma ad essere cambiati sono anche alcuni settori. Un tempo invisibili, un anno fa, dall’oggi al domani, sono diventanti i pilastri che hanno retto il Paese: il cleaning e la logistica.

Il cleaning: da invisibile a essenziale

Il settore del cleaning essenziale lo è sempre stato. Se pensiamo però ai servizi che ne fanno parte e agli operatori che se ne occupano, ci rendiamo conto che, prima della pandemia, erano attività che si svolgevano quasi nell’ombra, da operatori invisibili.

Gli uffici vengono puliti quando impiegati e utenti non ci sono, così le persone sono abituate a vedere (e talvolta nemmeno accorgersene) solo gli effetti dell’attività di pulizia. Un altro esempio sono i mezzi pubblici, se non li troviamo puliti ce ne accorgiamo subito… ma è raro vedere la vera e propria attività di pulizia del mezzo, intralcerebbe la nostra fruizione del servizio.

La pandemia ha puntato i riflettori su tutte queste attività, prima nascoste. La sensibilità verso il cleaning e la pulizia sono cresciute e, improvvisamente, una popolazione intera ha rivolto la sua attenzione verso il pulito. Anzi verso: disinfezione, sanificazione, igienizzazione.

Mantenere viva l’attenzione verso il cleaning

Una sensibilità che purtroppo sembra si stia già sbiadendo. Ne abbiamo parlato con Paolo Forlini, Presidente del Consorzio Soligena. “Si è già persa quell’istanza di necessità e urgenza che aveva caratterizzato il primo periodo della pandemia” ci ha detto Forlini, leggi qui le sue riflessioni: Che anno sarà il 2021 per il cleaning? La parola a Paolo Forlini, Presidente Consorzio Soligena.

Sarebbe invece molto importante mantenere viva questa sensibilità verso le pratiche e l’importanza della pulizia, almeno per 2 motivi:

  1. Ci protegge, motivandoci a tenere comportamenti virtuosi che ci assicurino dal rischio di contagio
  2. Il comparto del cleaning industriale se lo merita

Per comprendere meglio questo secondo punto, prendo a prestito le parole di Lorenzo Mattioli, Presidente della Federazione Confindustria Servizi HCFS e di ANIP Confindustria (Associazione nazionale imprese di pulizia e servizi integrati) che lo spiega bene:

“Siamo a anno dal primo lockdown: anniversario che vede il Paese ancora in difficoltà, ma con segni di speranza innegabili, legati ad una campagna vaccinale che vede pronte anche le aziende dei servizi a riceverne per tutti quei lavoratori che, occupandosi di igiene, pulizia e sanificazione, non si sono mai fermati.

Quei milioni di donne e uomini che sino a ieri erano ‘invisibili’, per cui faticavamo a reperire anche i più basilari strumenti di protezione individuale, oggi rappresentano una grande risorsa per il Paese, e ci aspettiamo che l’intero comparto possa essere messo al centro di un progetto di sviluppo da noi sempre auspicato attraverso una legge quadro, la revisione del codice appalti, l’avvio di un grande cantiere dei servizi che sia funzionale alla cura degli spazi e delle persone per tutelare salute, decoro, fruizione degli spazi pubblici e privati in totale di sicurezza.

Ci aspettiamo, in tal senso, ulteriori incentivi alle opere di sanificazione, la cui importanza diffondiamo e difendiamo grazie al lavoro della nostra task force associativa dedicata, avendo anche stilato un manuale scientifico utile ad orientare fruitori e gestori dei servizi di sanificazione.

Usciamo da un anno di pandemia certamente più maturi, mettendoci a servizio dell’Italia e della ripartenza che auspichiamo sia il più veloce possibile”.