Seconda giornata al Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry.

Dal 2017 si pone come appuntamento che, ogni anno, crea opportunità di incontro tra il mondo della logistica, delle spedizioni, dei trasporti, il mondo dell’economia produttiva italiana e la realtà politico-amministrativa.
Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry è un’iniziativa di Confetra, ALSEA e The International Propellers Club.

Il tema che collega tutti i convegni di quest’anno è:

Il posto dell’Italia nel mondo e il ruolo della logistica come elemento trainante per ridare forma al futuro dell’economia industriale e della società del Paese

Partecipare all’evento e seguire i convegni è gratuito, si svolgono in streaming. Basta registrarsi qui: www.shippingmeetsindustry.it/partecipa/

I convegni in programma oggi, martedì 9 marzo

9.00 – 12.30
Chi controlla la logistica italiana e perché dovrebbe interessare all’industria (e alla politica)

Una nazione trasformatrice, che importa materie prime e semilavorati ed esporta prodotti finiti, dovrebbe avere ben chiaro la criticità del controllo delle proprie linee di collegamento. L’Italia sembra fare eccezione a tutti i livelli delle sue istituzioni e della sua economia.

  • Economicismo: da virtù comoda a vizio letal
  • Evoluzione della presenza di capitale italiano nella logistica, nelle spedizioni e nei trasporti italiani, all’esportazione e all’interno
  • Altro che dazi: il ritorno dei tributi di passaggio, reali e virtuali, nella competizione internazionale
  • Il continuo trionfo del franco fabbrica in Italia: perché e cosa fare

Il sistema logistico-industriale italiano al 2030 visto attraverso la lente della Next Generation EU

Priorità degli interventi, rapidità di esecuzione, intermodalità, interfaccia con le reti europee e integrazione con i cluster industriali.

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14.00 – 17.30

Vertical Session: Presentazione Report SRM – Contship sui corridoi logistici: Edizione 2021

Presentazione della nuova edizione dello studio SRM e Contship sulla qualità dei corridoi logistici italiani verso l’estero. Quest’anno è la volta dello studio settoriale sulla piastrella.

Vertical Session: La logistica dei farmaci

Il settore della logistica farmaceutica è stato uno dei pochi a crescere in Italia nel 2020. La pandemia e le sue conseguenti necessità immediate sono certamente una spiegazione, ma alcune di queste conseguenze, come l’accelerazione dello spiegamento dei servizi di consegna a domicilio di farmaci da banco ed etici, promettono di restare come fenomeno permanente. Il 2021 per la logistica farmaceutica sarà caratterizzato dalla grande sfida della campagna vaccinale anti-Covid. Campagna che ha visto l’introduzione, su scala mai vista, di tecnologie e pratiche innovative, da nuovi tipi di coibentazione per la catena del freddo fino alla tracciabilità multi-parametro. Intanto, prosegue il dibattito sull’obbligatorietà dell’adozione in Italia delle GDP in materia, già accettate a livello europeo ma ancora volontarie da noi.

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Anche durante la prima giornata, lunedì 8 marzo, si sono alternati interventi carichi di contenuto.

Guido Nicolini, Presidente di Confetra, ha affermato: “Questo è il più importante momento di confronto tra logistica e mondo della produzione che affronta temi geoeconomici di scenario, ma anche questioni più specifiche come la logistica del pharma dando ampio risalto al piano nazionale ripresa e resilienza”.

Betty Schiavoni, Presidente di Alsea, che ha promosso e ospitato l’evento, ha lanciato un invito alla politica e alle amministrazioni “Offriamo un modello che consenta alle nostre imprese di restare italiane grazie alle Borse e a uno Stato lungimirante”. E alle imprese: “Reingegnerizziamo le nostre aziende, valutiamo modelli di business più idonei, facciamo più formazione, diamo più spazio ai giovani e alle donne. Serve una rivoluzione culturale, non solo industriale”.

Al centro di questa trasformazione la logistica gioca un ruolo fondamentale. Non solo a livello aziendale, ma anche a livello politico ed economico. “Le guerre non si faranno più per il possesso di un’area geografica, ma per il possesso delle supply chain”. Ha spiegato Massimo Marciani, presidente del Freight Leaders Council.

L’industria dello shipping sta cambiando tra rafforzamento delle alleanze, gigantismo e integrazione verticale, con le compagnie che operano anche sulla logistica a terra per migliorare le economie di scala.

La logistica nel nostro Paese vede quasi 100 mila imprese attive, 1,5 milioni di addetti, 85 miliardi il fatturato nel 2019, un settore che vale il 9% del pil nazionale.

Le prossime sfide secondo Massimo Deandreis, direttore generale di Srm, consistono nel rafforzare la posizione del Paese nello shipping, in cui l’innovazione è cruciale per realizzare cambiamenti previsti nella transizione energetica e nella sostenibilità, nella digitalizzazione e nell’automazione di navi e terminal, ma anche abbandonare la vecchia visione del porto come luogo dove parte e arriva la merce, considerandolo come polo di sviluppo e intermodalità.

A seguire la sessione di apertura, si è parlato della logistica e dei trasporti per le PMI esportatrici. Il 73% delle esportazioni italiane viene venduta Ex Works. Ma secondo Silvia Moretto, Presidente Fedespedi si tratta di un’illusione di una maggiore semplicità: “Il controllo della rete distributiva è una leva irrinunciabile della competitività e delegare a terzi la supply chain porta valore al di fuori del Pil italiano e danneggia il Made in Italy”

“Va fatto capire alle PMI – ha aggiunto Aldo Negri del Gruppo Finsea – che non ci si può fermare al proprio magazzino: l’aspetto logistico va controllato e non lasciato in mano al compratore”.

Nel pomeriggio si è affrontato il tema degli effetti della pandemia sul sistema logistico italiano: l’aumento del peso dello stato l’accorciamento delle catene di fornitura, l’esplosione del delivery e dei resi. Tutti fattori che hanno fatto emergere la resilienza come requisito fondamentale per chi opera nel settore della logistica e la necessità di non solo adattare le strutture organizzative all’emergenza ma modificarle insieme alle catene di fornitura in cerca di flessibilità e sicurezza.

Sempre che l’uscita dalla pandemia sia rapida e consenta la ripartenza dell’economia, come ha ricordato Giuseppe Mele, Direttore Area Coesione Territoriale e Infrastrutture di Confindustria. Le aziende produttrici si sono già indirizzate in questo senso, come emerso da una recentissima inchiesta condotta da Federchimica sui suoi iscritti ed esposta da Lucia Buffoli di Mapei.

Ha concluso la sessione un panel a due di considerazioni e di indirizzi di governance da parte degli onorevoli Davide Gariglio e Edoardo Rixi, autorevoli componenti della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.