― Immobili logistici: asset strategici al servizio delle moderne supply chain, un convegno che descrive le principali tendenze in atto

Il Covid spinge la trasformazione degli immobili logistici. A dirlo sono i dati presentati dall’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano in occasione del convegno Immobili logistici: asset strategici al servizio delle moderne supply chain, che sottolineano quanto stia crescendo la complessità dei network logistici e la loro distribuzione sul territorio.

Oggi il 47% delle imprese utilizza ogni tipologia di magazzino e la tendenza registrata è di un incremento del 40% dei magazzini di prossimità e dei fulfillment center nelle aree urbane.
Grande protagonista di questo cambiamento sembra essere l’automazione che riguarda quasi tutte le aree del magazzino: dallo stoccaggio all’allestimento fino allo smistamento degli ordini sia in entrata che soprattutto in uscita.

In quest’ottica preme anche molto la diffusione delle tecnologie per il risparmio energetico: dai sistemi per la movimentazione alimentati al litio all’illuminazione con lampade LED e la sensoristica per la riduzione dei consumi. Si fa strada un’impiantistica green che non ha troppi precedenti.

E’ sicuramente anche l’emergenza Covid ad aver accelerato questa trasformazione degli immobili logistici, anche per far fronte al boom dell’e-Commerce registrato durante la pandemia. A questo si lega, inoltre, l’esigenza di una presenza più capillare sul territorio che si sta sempre più traducendo in un aumento dei magazzini di prossimità e dei fulfillment center nelle aree urbane.

I dati dell’Osservatorio sugli immobili logistici

L’evoluzione degli immobili logistici Solo il 14% degli operatori del settore usa soltanto un tipo di magazzino; il 22% impiega due tipologie; il 17% ne adotta tre e ben il 47% utilizza fino a quattro modalità di magazzino.
Prevale il magazzino di stoccaggio, indicato dal 90% del campione, seguito dal magazzino di prossimità (65%) e dal fulfillment center (35%), le tipologie con le prospettive di crescita più interessanti.

La localizzazione dei magazzini La quasi totalità delle aziende coinvolte nella Ricerca dall’Osservatorio sceglie di collocare il magazzino in una location dedicata (92%), anche se cresce l’interesse per l’opzione parco logistico (41%).
Le ragioni principali dietro alla scelta sono: la vicinanza ai punti di consegna (59%); i costi di locazione (55%); la vicinanza ai siti dei fornitori o ad altri siti dell’azienda (41%); e la qualità della manodopera (33%).
La scelta ricade sul parco logistico per la grande flessibilità degli spazi (47%), la migliore accessibilità alla rete autostradale (43%) e ferroviaria (39%) e la presenza di servizi di Facility Management (37%).

Trend più rilevanti L’omnicanalità è il trend che influenza maggiormente la progettazione dei nuovi magazzini insieme all’automazione, che riguarda prevalentemente lo stoccaggio degli ordini (secondo il 71% dei rispondenti), ma si sta diffondendo anche nelle fasi di allestimento (59%) e smistamento degli ordini in entrata (47%) e in uscita (71%), oltre che nelle attività di ricevimento (26%), spedizione (21%).
Ulteriore tendenza degna di nota è l’attenzione alla sostenibilità sociale che si ravvede nell’utilizzo di sistemi di sensoristica per la prevenzione di incidenti e soluzioni per il miglioramento dell’ergonomia.

Efficienza energetica e impatto ambientale – In quasi 3 milioni di metri quadri di magazzini mappati dall’Osservatorio, sono state 19 le tipologie di soluzioni utilizzate per il risparmio energetico. Tra le più diffuse: quelle dedicate all’illuminazione (88%); i sistemi di movimentazione e automazione presenti nel 35% degli edifici (ricarica ad alta frequenza dei carrelli e batterie agli ioni di litio, considerate la tecnologia più in crescita); sistemi per il recupero dell’energia; sensori per la riduzione dei consumi (6%).

Tra le soluzioni di impiantistica, al primo posto troviamo il fotovoltaico (35% degli immobili); pannelli solari per la produzione di energia elettrica (18%), sistemi smart di climatizzazione (18%) e soluzioni per la raccolta e il riutilizzo delle acque piovane (9%). Il più alto potenziale di crescita lo registrano le soluzioni di green building.