― Guido Grimaldi: “Visto il ruolo fondamentale svolto dagli operatori del trasporto e della logistica durante la pandemia e in considerazione del loro incessante lavoro da tutti riconosciuto, è importante che il Governo li consideri come categoria prioritaria per la vaccinazione”

Anche ALIS, Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, si unisce all’appello delle associazioni di categoria, nella richiesta di vaccini anti covid per il mondo della logistica.

Conftrasporto, Confitarma e Assiterminal, i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno fatto pervenire ai Ministri dei Trasporti e della Salute una lettera nella quale spiegano le loro ragioni sul perché gli operatori della logistica dovrebbero essere tra le prime categorie a ricevere il vaccino anti-covid.

In questi giorni anche ALIS si è unita al coro con le parole del suo Presidente Guido Grimaldi: “Visto il ruolo fondamentale svolto dagli operatori del trasporto e della logistica durante la pandemia e in considerazione del loro incessante lavoro da tutti riconosciuto, è importante che il Governo li consideri come categoria prioritaria per la vaccinazione”.

Grimaldi, augurandosi che il vaccino possa essere un diritto di tutta la popolazione, chiede al Governo, in particolare al Ministero della Salute, “di riconoscere gli operatori del trasporto e della logistica tra le categorie prioritarie destinatarie della somministrazione del vaccino, naturalmente dopo i medici, gli operatori sanitari e socio-sanitari”.

La richiesta di ALIS, espressa dalle parole di Grimaldi, deriva dalla consapevolezza che, giustamente, il Governo ha stabilito un ordine di priorità, per la somministrazione dei vaccini, che tiene conto del rischio di malattia.

Proprio alla luce di ciò, Grimaldi dice che “l’intero popolo del trasporto e della logistica debba rientrare tra queste categorie prioritarie, in considerazione del fondamentale lavoro svolto di approvvigionamento quotidiano per tutto il nostro Paese, e in particolare per la fornitura dei vaccini stessi, dei medicinali e dei prodotti sanitari per gli ospedali, e per l’approvvigionamento di tutta la grande distribuzione organizzata e del comparto industriale e agricolo-alimentare, ecc”.

Grimaldi cita i marittimi, gli autisti, i ferrovieri, gli operatori logistici, i magazzinieri, gli agenti e i terminalisti portuali ed interportuali… tutti operatori che stanno svolgendo il proprio lavoro con forte senso del dovere, coraggio, professionalità e responsabilità. Anche per questo motivo ritiene sia necessario tutelarli, in quanto essenziali nella catena di approvvigionamento globale delle merci.

Per ALIS l’inserimento di queste categoria tra le prioritarie per la vaccinazione, sarebbe la manifestazione concreta della vicinanza espressa dal Governo al comparto durante la pandemia. Rappresenterebbe il vero riconoscimento per il lavoro eroico svolto anche durante le fasi più critiche, oltre le parole di ringraziamento e sostegno.

Cosa fare se un dipendente rifiuta di vaccinarsi?

Con queste iniziative le associazioni intendono, giustamente, come è loro compito, difendere i diritti delle categorie che rappresentano. Ma cosa succede se poi, gli individui che appartengono ad una data categoria, sono personalmente contrari alle rivendicazioni fatte dall’associazione che li rappresenta?

Cosa fare se in azienda un lavoratore non vuole vaccinarsi contro il Covid 19? Per paperne di più leggi l’approfondimento dedicato: Cosa fare se un dipendente rifiuta di vaccinarsi?