― 3.600 le aziende che hanno aperto un canale online per un incremento pari al +15,5%. Tanti gli imprenditori che hanno scelto di pigiare l'acceleratore sul percorso di digitalizzazione per cercare di restare produttivi anche da remoto

Il Covid ha avuto un impatto importante sull’e-commerce. Tra aprile ed ottobre di quest’anno in tante hanno scelto di superare il momento di difficoltà con le vendite online, facendo registrare in poco più di un semestre una crescita a doppia cifra.

Sono infatti 3.600 le aziende che hanno aperto un canale online per un incremento pari al +15,5%. Tanti gli imprenditori che hanno scelto di pigiare l’acceleratore sul percorso di digitalizzazione per cercare di restare produttivi anche da remoto.

La proporzione è di un’azienda su tre, che è riuscita a equipaggiarsi tecnologicamente per vendite e pagamenti sul web. Una rincorsa che sembra più rapida in Friuli Venezia Giulia, che regista +27 punti percentuali, Puglia (+19%), Basilicata (+22%).

E’ grande incremento anche per l’adozione di strumenti di cloud, complice lo smartworking e di cybersecurity. Una spinta forte che si inserisce a pieno titolo nell’evoluzione verso il 4.0 che vede il Trentino alla guida della classifica italiana per tasso di digitalizzazione delle PMI. Seguito da Lombardia ed Emilia-Romagna con 2,2.

La fotografia di questo panorama, scattata da Unioncamere e l’Osservatorio di Impresa Digitale delle Camere di commercio, è stata resa possibile dai testi sulla maturità digitale effettuati dalle imprese nei mesi scorsi.

Sono migliaia le imprese che hanno scelto Internet per effettuare le proprie vendite e un terzo delle PMI è già pronto a farlo, sul fronte tecnologico. I vantaggi del mercato online sono indiscutibili, soprattutto se legati anche ai sistemi tradizionali di vendita.

Qual è la maturità digitale delle PMI italiane?  

In 7 mesi le restrizioni dovute al Coronavirus hanno dato una spinta forte agli imprenditori. Reagire alle difficoltà con l’economia 4.0, ha significato anche elevarne il livello di maturità digitale.

Nell’analisi di Unioncamere, in una scala di punteggio da 0 a 4, il 6,9% delle imprese è “Esordiente”, con punteggi di maturità digitale compresi tra 0 e 1.
Il 41,9% è invece “Apprendista”, con punteggi compresi tra 1 e 2 ed utilizza strumenti digitali di base; mentre il 36,6% è “Specialista”, con punteggi compresi tra 2 e 3 (ovvero ha digitalizzato la maggior parte dei processi.
“Esperto” invece è il 10,7% delle imprese, con punteggi compresi tra 3 e 3,6 ovvero ha scelto di applicare i principi di Impresa 4.0.
Infine, il 3,9% è “Campione digitale” con punteggi superiori a 3,6.

Una accelerazione che si inserisce a pieno titolo all’interno di un percorso avviato di crescita della digitalizzazione delle imprese. Una strada intrapresa già tre anni fa grazie agli incentivi del governo e ai servizi di assistenza delle reti quali PID e Competence Center.