Riavviamo l'Export: ANIMA a Fiera Milano getta le basi del futuro
― Come orientarsi nel nuovo panorama mondiale, quali sfide dovrà affrontare il paese e come vincerle? L'assemblea che si è tenuta a Fiera Milano fa il punto sull'export e sulle manifestazioni fieristiche, cercando di evidenziare le proposte per risollevare le sorti dell'economia italiana

Siamo davanti ad un’occasione storica per il nostro Paese: quella che ne prevede il cambiamento. Una metamorfosi per la quale ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte. Il periodo è delicato, complesso. Oggi stiamo costruendo ciò che sarà tra venti, trent’anni”. Sono le parole del Presidente di Anima Marco Nocivelli, che ha aperto l’assemblea della confederazione in Fiera Milano, dedicata alla ripartenza dell’export.

Gli esiti che gli interventi di politica economica hanno avuto in questi anni, senza che la strategia fosse condivisa e senza che gli stakeholders fossero coinvolti, non ha dato grossi risultati, anche malgrado gli interventi emergenziali. A mancare è un collante fondamentale: la fiducia nelle politiche economiche”, ha proseguito. “Il reddito pro capite è tornato simile a quello di 26 anni fa, secondo dati recenti elaborati dal Centro Studi Confindustria, e, aldilà dei dati, la risultanza è che senza una rotta ben precisa da parte del governo, non arriveremo mai all’approdo del tanto agognato cambiamento“.

Il quarto trimestre 2020 la perdita di PIL stimata è intorno al 10%, una dimensione importante se si pensa che si parla di 180 miliardi e che il Recovery Fund ne prevede appena 200. “Il danno è storico e la crisi è continentale – ha sottolineato il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi e anche se è vero che l’Europa sta finalmente facendo il suo dovere, lo è altrettanto che siamo entrati nella pandemia con il paese fermo, incapace di recuperare sul PIL del 2008. E’ quindi il momento di sciogliere i nodi che hanno bloccato la crescita dal 2009 in poi. Occorrono riforme, della giustizia, della PA, altrimenti anche i finanziamenti attesi non serviranno. La vera occasione è questa“.

Nel cuore del dibattito, la centralità dell’export quale chiave di volta per rilanciare l’economia e recuperare gli oltre 3 miliardi persi nel primo semestre 2020 dalle esportazioni. Secondo il vicepresidente di Anima, Bruno Fierro “l’industria italiana ha tutte le carte in regola per farcela e poiché Anima ritiene che l’internazionalizzazione sia un elemento chiave nell’agenda del Governo, è necessario che lo rimanga e che entri nel piano di utilizzo del Recovery Fund”.  Una realtà con oltre 1000 associati e 48 miliardi di fatturato rappresentati, di cui 29 export, ha bisogno di sostegno per supportare l’internazionalità.

Tre sono per Fierro i punti fondamentali per la rinascita economica del paese e per il rilancio, identificati in:

  • Crescita, ovvero ricostruzione della domanda, calata a causa di una crisi di richiesta di consumi, che può realizzarsi lavorando sulla qualità, sulla necessità di servizi, sull’incentivazione al consumo;
  • Diversificazione, perseguibile lavorando su paesi obiettivo e costruendo offerte di collaborazione per scoprire mercati nuovi e consolidare mercati in cui il nostro paese è già forte (attraverso Export Days, Desk Anima che permettono di supportare lo sviluppo di attività delle aziende della meccanica);
  • Garanzia di protocolli internazionali e di infrastrutture in grado di difendere il nostro export.Per far si che tutto questo avvenga, secondo Fierro “è necessario fare match making ed in questo i mezzi digitali sono uno strumento ma non possono essere lo strumento, perché gli incontri fieristici fisici devono tornare, riaprire le occasioni di incontro e scambio necessari ad affrontare il cambiamento”.

E questa è anche la ragione per la quale “si è scelto di fare questa assemblea in Fiera Milano in concomitanza con l’inaugurazione della 42esima edizione del BIMU 2020. Si tratta del primo evento live che ANIMA torna ad organizzare a supporto delle imprese della meccanica, dedicato al rilancio dell’Export, in questa fase di ripresa dalla pandemia. E’ una scelta mirata – ha evidenziato il Presidente Nocivelliper dire al mondo industriale che ci siamo e non stiamo ripartendo, perché non ci siamo mai fermati ed il lavoro dei nostri associati lo dimostra”.

L’incontro è stato un momento per fare anche il punto sul futuro del reparto fieristico che per Anima è un asset molto importante. A tutti è mancata e manca la fiera e questo conferma che il settore è al centro della ripresa, oltre che uno strumento di politica industriale necessario a supporto dell’intero sistema Paese.  In questi mesi la consapevolezza della rilevanza delle fiere è diventata più forte sia per le imprese che nelle istituzioni. E’ giunta però l’ora di ripensarsi, rinnovarsi e aggiornare le proprie proposte.

Come Fiera Milano – ha dichiarato Simona Grecodurante e dopo il lockdown abbiamo reso i nostri quartieri fieristici sicuri ma anche più interattivi e digitalmente avanzati. E’ questa la formula vincente per le fiere del futuro, per riavere l’attenzione del compratore internazionale; un ibrido che sappia aggregare le filiere e applicare il digitale per rendere l’evento fieristico un incontro mondiale, immediato, nei 365 giorni l’anno, oltre il tempo e lo spazio. Le manifestazioni fieristiche sono state considerate sempre un corollario, anche se, soprattutto per le PMI, hanno sempre rappresentato un momento di incontro fondamentale. E’ probabilmente giunta l’ora di riorganizzare la propria proposta, aggiornarsi su ciò che avviene sul mercato, incontrare culture diverse, testare l’innovazione che può essere proficua per il proprio business e prodotto”.