Entrare fin dal 2008 in mercati che oggi sono considerati nuovi ed emergenti, proprio nella loro fase iniziale, è stata una mossa che ha giocato a vantaggio di S.P.E.  Oggi, grazie alla grande competenza acquisita sul campo, con un’esperienza pluridecennale, la flessibilità dell’azienda è un plus significativo.  E’ stato grazie agli input ricevuti nel corso degli anni anche da parte dei clienti che S.P.E. Elettronica oggi rappresenta un punto di riferimento nel campo del supporto allo sviluppo ed implementazione  di protocolli per la ricarica di batterie al litio.

Applicazioni che sono rese possibili da un team di esperti software e hardware che si occupano ogni giorno di interfacciare e supportare gli integratori di sistema  dei clienti per sviluppare e integrare i propri carica batteria a sistemi più complessi.

Diverse sono le richieste che giungono in azienda al fine di ottenere un caricabatterie che possa lavorare su un CAN BUS. Ma quali sono le informazioni necessarie di cui deve essere equipaggiato un caricabatterie per comunicare all’interno di un sistema di questo tipo? Quale, il processo di definizione delle caratteristiche del caricabatteria? Nel caso ad esempio dei produttori di batterie al litio, dizionario, struttura del CAN che si vuole utilizzare ed protocollo, sono sufficienti per far comunicare il carica batteria con il Battery Management System della batteria?

I parametri di progetto

All’interno di un sistema di questo tipo, le informazioni che vengono scambiate tra batteria e carica batteria sono numerose. Fondamentale è che tutti i componenti del sistema parlino la stessa lingua.  Ogni device ha infatti un suo indirizzo che viene specificato nel messaggio trasmesso e il messaggio contiene a sua volta un ID della sorgente e della destinazione. Una volta trasmesso il messaggio sul BUS, questo viene letto da tutti e decodificato solo dal ricevente.

Nella struttura di CAN ogni dispositivo ha un suo identificativo e nella specifica applicazione del carica batteria al litio, il caricabatterie ha un ID fisso o variabile. Il carica batteria viene così collegato alla batteria ed entrambi si presentano con loro identificativo per avviare la fase di ricarica.

E’ così che le informazioni iniziano a fluire dal BMS (Battery Management System, il “cervello” della batteria al litio) verso il carica batteria e viceversa.  La capacità di integrare le informazioni disponibili rende possibile sviluppare il software necessario ma anche di sviluppare il protocollo di comunicazione CAN che ogni cliente può richiedere.

Processo di definizione delle caratteristiche del carica batteria

Nella capacità di integrazione ci sono risorse dedicate che lavorano con i produttori per cercare di integrare al meglio e ottimizzare il processo di connessione tra batteria e carica batteria. In mezzo, c’è tutto un processo di testing che rilascia versioni intermedie del software, che vengono testate dal produttore e, in base ai feedback, modificate.

Nei sistemi di controllo è sempre possibile riscontrare problematiche eventuali, perché il sistema è complesso e nella sua complessità è insita la possibilità che possa andare in errore.  Per questo bisogna cercare di limitare situazioni simili, perché le batterie al litio sono soggetti sensibili e potenzialmente dannosi.

La batteria dovrebbe sempre avere un sistema di controllo. Esattamente come il carica batteria, di modo che consenta per esempio di non andare oltre i livelli di soglia massimi di erogazione della corrente o che fermi i processi di carica qualora venga richiesto, in caso di errore. Il processo di definizione delle caratteristiche del carica batteria, a seconda del grado di complessità, può durare anche mesi.

A compendio di tutto, in S.P.E. c’è anche una capacità di definizione hardware. A testimoniarlo, la possibilità di usare connettori di batteria più o meno complessi che permettono di integrare più segnali per trasmettere sia potenza che controllo.

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