― La sostenibilità diventa un driver attraverso il quale prende corpo la spinta innovativa capace di creare valore aggiunto per l'intero settore

L’economia circolare ha un valore sociale per l’impresa. Non è solo utile ma anche conveniente. Risparmiare sui costi di produzione e di gestione producendo utili, oltre a generare il vantaggio di un modello di produzione di beni e servizi più eco-friendly, oggi ha risvolti concreti. Che possono essere misurati anche in termini di brand reputation.
Secondo gli ultimi rapporti di GreenItaly, la green economy è un settore che negli ultimi anni ha registrato una crescita degli investimenti significativa da parte delle aziende.

Basti pensare che le imprese italiane che negli ultimi anni stanno investendo in prodotti e tecnologie sostenibili sfiorano il mezzo milione. Ma risparmiare sul fronte dei costi non è l’unico obiettivo. Ridurre l’impatto ambientale è tra le priorità di chi ha scelto di fare impresa in modo più consapevole. Una tendenza che investe soprattutto le aziende più giovani o che si affidano a risorse under 30. Sono loro ad ottenere performance maggiori. Quasi il 30% delle imprese che optano per gli eco-investimenti ha registrato un incremento di fatturato, dell’occupazione e una crescita delle esportazioni.

Il green-cleaning che crea valore aggiunto

Il settore del Cleaning industriale non fa eccezione in un panorama simile e si rende protagonista dei nuovi modelli di business incentrati alla valorizzazione dei rifiuti come risorse. Dalla progettazione alla ricerca dei materiali, passando per produzione e distribuzione.

Le aziende del settore iniziano a percepire che “green cleaning” non significa solo una linea alternativa ai prodotti chimici ma soprattutto pensare in maniera del tutto nuova ai processi. Tagliare sprechi e inefficienze è un primo passo, a cui sta seguendo quello della responsabilità vera e propria, che per molti sarà il vero driver per fare la differenza e creare valore senza perdere competitività.

Dove sta andando il Cleaning?

Si parla sempre di più di automazione, IoT e di tutte le problematiche connesse. Tecnologia, sicurezza e sostenibilità sono le tre chiavi di volta dell’innovazione nel settore del cleaning, ovvero anche i tre ambiti nei quali si concentrano i principali investimenti in ricerca e sviluppo del comparto.

Nell’ultimo decennio l’innovazione è diventata un aspetto pregnante del settore ma perché questa rivoluzione attecchisca a livelli ancora più elevati è necessario che la cultura del risparmio delle fonti ed energie permei tutti i livelli istituzionali sensibilizzando gli operatori ed i fruitori dei servizi.

Almeno una impresa su tre oggi imbocca la strada della sostenibilità e questa scelta si sta traducendo in un incremento della produttività e competitività. La domanda sorge spontanea: questa accelerazione potrà condurre alla svolta dell’economia italiana verso il fare sostenibile? Sembra prematuro offrire una certezza ma di fatto l’Italia è in anticipo rispetto a diverse economie europee e questo dato fa ben sperare.

Non dimentichiamo che il mercato del cleaning industriale ha come principali player aziende italiane, tedesche e americane. E in questo scenario l’Italia è molto attiva sul fronte dell’innovazione con le sue idee nuove, la creatività, il design. Una realtà produttiva importante ma anche un punto di riferimento per le soluzioni tecnologiche che riguardano il cleaning professionale. Non resta che stare a vedere.