In questi giorni ANIMA, l’Associazione che rappresenta e promuove l’industria meccanica italiana, ha ripreso lo studio in cui la Commissione Europea analizza l’impatto che potrebbe avere la revisione della Direttiva Macchine 2006/42/CE.

Secondo lo studio, la revisione potrebbe avere effettivamente un potenziale di miglioramento della direttiva, sia in termini di efficacia che di efficienza.

Vedi qui l’analisi di ANIMA.

Sviluppi tecnologici e sicurezza

L’attuale autoregolamentazione con cui vengono affrontate le sfide dell’innovazione digitale, rischia di creare una situazione non uniforme in merito proprio alla sicurezza. Ecco perché potrebbe essere vantaggioso definire dei requisiti essenziali di sicurezza (RES).

La condivisione di requisiti essenziali di sicurezza potrebbe intervenire su varie problematiche legate ad esempio ai robot collaborativi, all’intelligenza artificiale e all’apprendimento automatico, alla gestione dei software e relativi aggiornamenti, alla cybersecurity.

Problemi identificati durante la valutazione della Direttiva Macchine

L’allineamento al New Legislative Framework (NLF) potrebbe portare l’armonizzazione dei processi di sorveglianza del mercato nell’ambito dell’NLF e una diminuzione dei prodotti non conformi sul mercato.

La revisione potrebbe anche introdurre un chiarimento sulla definizione di quasi-macchina.

Altra novità: consentire l’utilizzo di formati digitali per le istruzioni. Ciò ridurrebbe l’impatto ambientale e i costi di stampa. Il tutto però previa definizione requisiti specifici sulle informazioni minime da fornire.

Modifica dell’allegato IV

La revisione prevede la rimozione del controllo interno della fabbricazione per i prodotti dell’allegato IV. Questa modifica comporterebbe un aumento dei costi ma, gli stessi operatori, convengono sul fatto che, rimuovere questa autonomia, potrebbe significare dei vantaggi in termini di sicurezza per gli utenti.

Convertire la direttiva in un regolamento

Nel momento in cui la direttiva dovesse diventare un regolamento, la sua applicazione sarebbe più rapida, in quanto non sarebbero necessari recepimenti nazionali. Altro vantaggio sarebbe una maggiore omologazione tra gli stati, con conseguente riduzione dei costi per i soggetti che immettono le macchine sul mercato.