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Il datore di lavoro in possesso di un carrello semovente a braccio telescopico è obbligato per legge (d.m. 11 aprile 2011 in vigore dal 23 maggio 2012) a compiere 2 azioni:

  • dare comunicazione di messa in servizio dell’attrezzatura all’unità operativa territoriale dell’Inail competente per territorio, che procede all’assegnazione di una matricola;
  • richiedere la prima delle verifiche periodiche all’unità operativa territoriale dell’Inail competente (secondo le scadenze indicate dall’allegato VII al d.lgs. 81/08 e s.m.i. )

I carrelli semoventi a braccio telescopico infatti non rientravano in regimi di verifica periodica. Per questo il legislatore ha disposto che, qualora tali attrezzature alla data del 23 maggio 2012 fossero già messe in servizio, la richiesta di prima verifica periodica poteva costituire per il datore di lavoro adempimento
anche all’obbligo di comunicazione di messa in servizio.

Leggi anche: Carrelli semoventi a braccio telescopico: la prima verifica periodica Inail

Se il carrello semovente è stato oggetto di verifica periodica per altro tipo di attrezzatura

Può essere che il carrello semovente a braccio telescopico, in alcune configurazioni, sia stato sottoposto a verifica periodica per altro tipo di attrezzatura (articolo 5 del d.m. 12 settembre 1959 e articolo 194 del d.p.r. 547 del 1955).
Infatti, se dotati di un ceto tipo di attrezzature, i carrelli semoventi potrebbero essere stati assimilati ad autogru (nel caso presentassero la funzione sollevamento cose) oppure a ponti mobili sviluppabili su carro (nel caso presentassero la funzione sollevamento persone).

In questo caso (cioè quando i carrelli semoventi sono stati sottoposti a verifiche periodiche prima del 23 maggio 2012 assimilati ad altre macchine) rientrano nel regime delle verifiche periodiche successive, per cui non è necessario richiedere la prima verifica periodica ad Inail.
A chiarirlo è la Circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 18 del 23 maggio 2013.

La matricola nel carrello carrello semovente

Un singolo carrello semovente a braccio telescopico potrebbe risultare legato a più matricole, assegnate da Ispesl o Inail, per le diverse funzioni presentate dall’attrezzatura.
Per accedere alle tariffe previste nel decreto* il datore di lavoro dovrà procedere con la comunicazione di messa in servizio del carrello semovente a braccio telescopico, specificando le matricole precedentemente assegnate, che saranno riassorbite dall’unica attribuita all’attrezzatura che da quel momento sarà riportata nei verbali che accompagneranno la macchina.

*decreto dirigenziale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 29 novembre 2012 di cui all’art. 3 comma 3 del d.m. 11 aprile 2011 e successivi aggiornamenti per i carrelli semoventi dotati di più accessori/attrezzature intercambiabili.

Carrelli semoventi senza marcatura CE

Fino all’entrata in vigore del d.m. 11 aprile 2011, i carrelli semoventi immessi sul mercato privi di marcatura CE, se attrezzati con accessori che conferivano la funzione di sollevamento cose o persone, erano soggetti al regime omologativo, di esclusiva competenza Ispesl-Inail, assimilati ad autogru o ponti mobili sviluppabili su carro.
Anche per questi valgono le indicazioni riportate nella circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 18 del 23 maggio 2013. Il datore di lavoro dovrà dunque effettuare una nuova comunicazione di messa in servizio, riferita questa volta all’attrezzatura di lavoro carrello semovente a braccio telescopico, per poi procedere con le verifiche periodiche successive.

Non rientrando il carrello semovente a braccio telescopico nel previgente regime omologativo, in caso di attrezzature immesse sul mercato prive della marcatura CE il datore di lavoro non dovrà procedere con l’omologazione dell’attrezzatura (anche se dotata di accessori/attrezzatura che conferiscono funzioni di sollevamento cose o sollevamento persone), bensì dovrà attuare le prescrizioni riportate nel d.m. 11 aprile 2011 ovvero comunicazione di messa in servizio e successiva richiesta di prima verifica periodica, alla quale dovrà essere allegata attestazione di conformità all’allegato V al d.lgs. 81/08 e s.m.i., firmata dal datore di lavoro o da persona competente da lui incaricata.

Quando un carrello semovente a braccio telescopico rientra nel regime delle verifiche periodiche

Rientrano nella categoria tutti i carrelli elevatori a braccio telescopico attrezzati con forche (generalmente di tipo flottante) o qualsiasi altro accessorio che conferiscono la funzione di sollevamento cose (gancio o altri organi che consentano la libera oscillazione del carico) o persone.

Un carrello semovente a braccio telescopico rientra nel regime delle verifiche periodiche qualsiasi sia l’accessorio/attrezzatura intercambiabile con cui è allestito, anche se diverso dalle forche.

Il carrello semovente a braccio telescopico, infatti, si configura come un’attrezzatura multifunzione, nella misura in cui, dotato di accessori o attrezzature intercambiabili opportune, può assumere anche le funzioni di sollevamento cose e persone.
Ciò vuol dire che, a prescindere dal numero di dispositivi con il quale può essere attrezzato, viene considerato come una sola attrezzatura di lavoro, è quindi sottoposto ad una sola verifica periodica.

La verifica periodica all’accessorio/attrezzatura del carrello semovente a braccio telescopico

Il legislatore ha previsto che, nel caso in cui i dispositivi con cui il carrello semovente a braccio telescopico venga equipaggiato con attrezzature che conferiscono funzione di sollevamento cose o persone, la verifica periodica riguardi esplicitamente anche queste.

Due possono essere i casi:

  1. IL FABBRICANTE DEL CARRELLO SEMOVENTE A BRACCIO TELESCOPICO PREVEDE TRA LE DOTAZIONI DELLA SUA MACCHINA ANCHE ACCESSORI CHE CONFERISCONO LA FUNZIONE DI SOLLEVAMENTO COSE E PERSONE. In questo caso il datore di lavoro disporrà di una sola dichiarazione CE di conformità e di un solo manuale di istruzioni, entrambi riferiti al carrello semovente a braccio telescopico;
  2. LE FUNZIONI AGGIUNTIVE SONO REALIZZATE DA FABBRICANTI DIVERSI RISPETTO A QUELLO DEL CARRELLO SEMOVENTE A BRACCIO TELESCOPICO. In questo caso il datore di lavoro deve avere la dichiarazione CE di conformità e il relativo del carrello e di ciascuna attrezzatura aggiuntiva.

In ogni caso la verifica è unica e si riferisce al carrello semovente a braccio telescopico.

Sarà il datore di lavoro che, all’atto della richiesta di prima verifica periodica, espliciterà le eventuali funzioni aggiuntive che il carrello presenta, consentendo in tal modo l’applicazione della corretta tariffa.

Se i dispositivi aggiuntivi vengono acquisiti dopo la prima verifica periodica, non sarà necessario procedere con una nuova richiesta di prima verifica periodica all’Inail, ma sarà sufficiente prevedere nella verifica periodica immediatamente successiva (secondo le periodicità dell’allegato VII al d.lgs. 81/08 e s.m.i.).

Per ulteriori approfondimenti scarica il documento Inail.