Bonus sanificazione: necessaria la certificazione
― La nuova circolare dell'Agenzia delle Entrate precisa che le aziende, per usufruire del credito d'imposta, devono farsi rilasciare una certificazione dalle imprese che eseguono le operazioni di sanificazione

Serve la certificazione degli operatori professionisti o delle imprese che svolgono l’attività di sanificazione per ottenere il credito d’imposta previsto dall’articolo 125 del Decreto Rilancio. A precisarlo è l’Agenzia delle Entrate, con una nuova circolare, la 25/E del 2020, che fornisce alcuni chiarimenti sia per le aziende che intendono richiedere il bonus sanificazione che per le imprese che forniscono questo tipo di servizio.

Il credito d’imposta

Il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro è riconosciuto “ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del terzo settore“. Il beneficio è previsto in riferimento alle spese necessarie alla riapertura in sicurezza delle attività. Il credito d’imposta richiesto non può superare il limite di 60mila euro.

Linee guida per ottenere il bonus sanificazione

La certificazione che attesta la sanificazione

Con la circolare numero 20/E del 10 luglio, in relazione alle spese per attività di sanificazione degli ambienti e degli strumenti, era stato chiarito che “con riferimento alle attività di sanificazione, deve trattarsi di attività finalizzate ad eliminare o ridurre a quantità non significative la presenza del virus che ha determinato l’emergenza epidemiologica Covid-19″, e precisato che tale condizione “risulta soddisfatta qualora sia presente apposita certificazione redatta da operatori professionisti sulla base di Protocolli di 26 regolamentazione vigenti“.

La nuova circolare

L’Agenzia delle Entrate, con la nuova circolare, ha spiegato che ai è necessario, in primis, fare riferimento alle indicazioni contenute nel Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali, i cui contenuti sono trasfusi nell’allegato 12 al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 maggio 2020, ovvero in ulteriori protocolli, anche a carattere territoriale, sottoscritti dagli esercenti attività d’impresa e dagli enti territoriali, secondo le indicazioni ivi contenute temporalmente vigenti alla data di esecuzione degli interventi.

Sarà, dunque, cura degli operatori professionisti della sanificazione (o delle imprese che svolgono in proprio la predetta attività di sanificazione) predisporre una certificazione che attesti che le attività poste in essere siano coerenti con quanto indicato nel predetto protocollo e, perciò, finalizzate ad eliminare o ridurre a quantità non significative la presenza del virus che ha determinato l’emergenza epidemiologica Covid-19.