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― Alcuni chiarimenti sulla normativa relativa allo sbarco e all'imbarco in quota da piattaforme di lavoro elevabili. Quali sono le regole da rispettare per il fabbricante e per l'utilizzatore?

L’ultimo aggiornamento della EN 280 del 2015 vieta il cosiddetto “sbarco in quota” dalle piattaforme di lavoro elevabili. Il motivo è, chiaramente, legato alla sicurezza dei lavoratori. Il pericolo nelle operazioni di sbarco e imbarco attraverso la cesta quando il mezzo è in movimento è molto alto.

In realtà, è possibile effettuarlo in alcune condizioni e nel rispetto di determinate normative. Quali? Le stabilisce, in parte, la stessa EN 280, quando indica per i fabbricanti le caratteristiche tecniche con cui progettare le piattaforme di lavoro elevabili (PLE).

Innanzitutto, la EN 280 chiarisce che lo sbarco e l’imbarco in quota possono essere effettuati esclusivamente dal piano di campagna o dal telaio. Quando, cioè, la PLE non è in movimento. Tanto che i fabbricanti hanno l’obbligo di inserire nel manuale dedicato alle istruzioni di utilizzo:

  • I punti di accesso alla macchina.
  • Il divieto di sbarco e imbarco quando la piattaforma è elevata.

Tuttavia, la normativa dà la possibilità a chi utilizza la PLE di richiedere al fabbricante le indicazioni per un utilizzo diverso della macchina in determinate condizioni. Istruzioni legate, ad esempio, proprio alla possibilità di salire o scendere quando è in movimento. Oltre a queste, il fabbricante quando riceve una richiesta di questo genere è obbligato a fornire anche un’autorizzazione per l’uso della PLE in condizioni differenti rispetto a quelle definite nel manuale d’istruzioni.

Quali sono i rischi dello sbarco in quota?

A stabilire le condizioni di utilizzo della PLE è il fabbricante, in quanto la EN 280 non definisce i singoli rischi relativi allo sbarco in quota per diversi motivi, legati soprattutto alla configurazione delle macchine e a situazioni specifiche come le condizioni ambientali o quelle di carico.

Tra i pericoli connessi allo sbarco in quota ci sono:

  • Il rischio di caduta dall’alto
  • Il rischio di incidenti in fase di manovra
  • Il rischio di sollevamento improvviso della piattaforma una volta che l’operatore è sbarcato
  • Il rischio di abbassamento della cesta quando l’operatore si imbarca

Fabbricanti: cosa fare se le PLE non prevedono lo sbarco in quota

Nel caso in cui l’utilizzatore richieda al fabbricante un utilizzo a diverse condizioni della macchina, in particolare la possibilità di sbarco e imbarco in quota, il fabbricante dopo aver valutato attentamente la richiesta potrà decidere se autorizzarla ma dovrà, comunque, essere lui a stabilire quali sono le condizioni d’uso. E, soprattutto, sarà lui a definire eventuali limitazioni nell’utilizzo, come la riduzione del carico in caso di sbarco o imbarco in quota, l’utilizzo di un doppio cordino per la sicurezza dei lavoratori, ecc.

Oltre a rispettare le indicazioni fornite dalla EN 280, il fabbricante nell’approvazione delle condizioni di sbarco in quota dovrà anche garantire la presunzione di conformità della PLE (che non è garantita dalla EN 280), integrandola con altre norme relative alla sicurezza, come la ISO 18893:2014.