― Numeri e previsioni ottimistiche, malgrado risentano della coda del lockdown. Il commercio elettronico vola ma oggi più che mai è necessaria pianificazione e interventi strutturali

Si tratta di un record di crescita assoluto, che non ha quindi pari rispetto agli anni precedenti. Neanche al 2019, che è stato l’anno della massima punta in fatto di crescita dell’e-commerce.
Complice un lockdown per nulla atteso e del quale probabilmente avremmo tutti fatto volentieri a meno, il dato positivo stupisce anche gli esperti del commercio elettronico.
Le rilevazioni effettuate dall’Istat hanno registrato infatti una crescita in valore del 41,7% rispetto all’anno precedente. A comunicarlo, una nota di Federconsumatori che ha registrato l’impennata del commercio online.

Molti, in questi mesi a casa sono riusciti a sperimentare gli acquisti online, in tantissimi per la prima volta nella vita, hanno scelto di fare le loro spese online.
Il grado di soddisfazione pare sia piuttosto elevato e anche se la ragione sembra essere la percezione di sicurezza che gli utenti hanno apprezzato potendo fare i propri acquisti senza esporsi al contagio Covid, pare che non ci sia alcuna intenzione di abbandonare questa “nuova” abitudine.
Una modalità di vendita che chiaramente per tanti è già sdoganata da tempo ma che continuerà ad essere utilizzata dai cittadini. Sia per la comodità che per la celerità garantita da una logistica che di fatto non si è fermata né si ferma, malgrado le ultime cronache abbiano evidenziato una diffusione dei contagi proprio nel braccio invisibile dell’economia che ha consentito all’Italia di sopravvivere durante il lockdown. Corrieri e spedizionieri in primis.

“E’ necessario accelerare la discussione e l’avvio di provvedimenti che siano in grado di garantire in misura maggiore i diritti degli acquirenti online, soprattutto sul piano della sicurezza dei prodotti – ha sottolineato Federconsumatori in una nota -. In merito ai risvolti economici dei dati odierni, è indispensabile che il Governo disponga misure di sostegno alla domanda interna, prevedendo erogazione di bonus e agevolazioni a tutti coloro che li attendono da mesi”.

Provvedimenti che si dovranno tradurre non in agevolazioni dettate dall’emergenza ma in misure strutturali capaci di restituire al paese le opportunità di crescita e sviluppo mai urgenti come oggi.
Secondo Federconsumatori, “è il momento di mettere un punto ad ogni dubbio sollevato sul Mes. Ottenere i fondi europei significherebbe per l’Italia riuscire a investire per consentire una ripresa vera e propria di tutti i settori che trainano l’economia”.
Oggi che la crescita record dell’e-commerce segna 4,7 miliardi in più, è necessario ripensare a tutto il sistema che sostiene il commercio online. Un piano strutturato in grado di rispondere a tutte le problematiche che si presentano nei settori strettamente connessi a questa modalità di vendita e acquisto.

Così, mentre i più critici contestano il fatto che è stato necessario attendere un grave e drammatico episodio come la pandemia per poter elevare l’e-commerce a tendenza consolidata anche in Italia, in tanti provano a vederne il lato positivo a tutti i costi.
Ad una diminuzione di incidenti sul lavoro e ad un’impennata dell’e-commerce, aggiungiamo quindi che la pandemia è servita a innescare quel processo più ampio, verso la digitalizzazione, che forse altrimenti non sarebbe partito. O non sarebbe partito così bene.