― Grande preoccupazione da parte di UNRAE verso l'andamento del trend e verso la disattenzione da parte del Governo. A rischio posti di lavoro e investimenti nel settore dell'autotrasporto

Il mercato dei veicoli industriali con massa a terra superiore a 3,5t, segna una perdita del 47,2% rispetto allo stesso periodo del 2019. Un dato che rispecchia anche un calo del consolidato del primo semestre dell’anno 2020 pari al 34,5% in meno rispetto all’anno precedente.
A dirlo è il Centro Studi e Statistiche di UNRAE, sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, Franco Fenoglio, ha commentato i dati non nascondendo una certa preoccupazione sull’andamento del mercato. Nelle sue parole, anche un allarme lanciato nei confronti delle previsioni per l’intero anno.

“Il quadro a cui fanno riferimento questi numeri è sconfortante ma molto più deludente si dimostra la disattenzione da parte di un governo che non tiene in alta considerazione un settore come quello dell’autotrasporto. Le proposte che UNRAE ha lanciato congiuntamente alle altre organizzazioni imprenditoriali della filiera e dell’automotive non hanno avuto alcun accoglimento. Abbiamo sollecitato varie iniziative che avrebbero dato vigore alle imprese nella fase di ripresa post pandemia, invece non abbiamo avuto alcun riscontro concreto”.

“Le problematiche che produrrà un simile atteggiamento, ricco di dimenticanze e ritardi verranno a galla già a settembre – ha proseguito Fenoglio – e il nostro timore è che allora sarà già troppo tardi e ci si potrà limitare a fare la conta delle aziende scomparse e dei lavoratori rimasti senza occupazione”.

Si tratta di una debolezza che dovrebbe essere tenuta in considerazione oggi, sia per quel che riguarda l’indotto dell’autotrasporto che quello dell’automotive. Una fragilità difficile da recuperare che potrebbe andare oltre l’instabilità del momento, riducendo in maniera importante l’efficienza strategica di un comparto economico che seppur quasi invisibile è cruciale.
“Fino ad oggi – ha concluso Fenoglio – il comparto ha visto un riconoscimento della sua essenzialità, fino ad oggi solamente a parole ma ben poco nei fatti”.