― Per effetto del lockdown, quale misura per arginare il contagio da Covid-19, si registrano contrazioni di infortuni sul lavoro, casi mortali e denunce di malattia professionale. 2020 e 2019 a confronto negli indicatori Inail

Nella sezione Open data del sito Inail sono disponibili i dati relativi alle denunce di infortunio e di malattie professionali presentate all’istituto entro il mese di maggio.
Gli indicatori pubblicati sono provvisori per cui il confronto con il 2019 richiede alcune cautele soprattutto riguardo il trend degli infortuni con esito mortale.

È inoltre importante sottolineare che nel numero complessivo degli infortuni sono incluse anche le comunicazioni obbligatorie effettuate dai datori di lavoro e loro intermediari a soli fini statistici e informativi.

Dal confronto fra i primi 5 mesi del 2020 e dell’anno precedente, non vi sono indicatori significativi. La sospensione delle attività produttive non necessarie è stata responsabile del calo delle denunce d’infortunio anche se i suoi effetti globali andranno valutati solo a consolidamento nei prossimi mesi.

DENUNCE DI INFORTUNIO

Le denunce di infortunio presentate entro il mese di maggio sono state in totale 207.472, una diminuzione di circa 62 mila casi rispetto ai primi 5 mesi del 2019, pari al 23% in meno. Nel solo bimestre tra marzo e maggio, le denunce sono state 34mila in meno rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

I dati rilevati al 31 maggio di entrambe le annualità evidenziano un decremento sia dei casi verificatisi in occasione di lavoro (-19,6%) che di quelli in itinere, nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro (-42,5%).

Il numero degli infortuni si è ridotto nei primi 5 mesi del 12,1% per la gestione Industria e servizi, del 24,7% in Agricoltura e del 60,3% nel Conto Stato. Per quest’ultima gestione si è registrato tra marzo e maggio un crollo delle denunce, dalle oltre 34mila del 2019 alle quasi 1.900 del 2020 (-94,5%), per effetto della modalità agile di lavoro.

In controtendenza, invece, il settore Ateco “Sanità e assistenza sociale” che ha registrato un +194% sui primi cinque mesi dell’anno e +326% su base trimestrale (marzo-maggio 2020 vs marzo-maggio 2019).
Dall’analisi territoriale emerge un calo delle denunce di infortunio in tutto il Paese: una flessione contenuta nel Nord-Ovest (-11,0%) dove gli effetti della pandemia hanno fatto la loro parte e più accentuata nel Nord-Est (-25,8%), al Centro (-28,6%), al Sud (-32,3%) e nelle Isole (-30,5%).
Nel confronto 2020/2019, la flessione è più netta per la componente maschile (-30,6%) che per quella femminile (-10%); nel bimestre marzo-maggio, le denunce si sono dimezzate rispetto al 2019 sia per i lavoratori (-48,7%) che per le lavoratrici (-12,8%).
Interessati dalla contrazione sia i lavoratori italiani (-23,9%) che quelli comunitari (11,3%) sia extracomunitari (-20,5%). Si registrano, infine, decrementi generalizzati in tutte le fasce di età, ma più contenuti per i lavoratori della fascia compresa fra i 45-64 anni.

CASI MORTALI

Le denunce di infortunio con esito mortale presentate nei primi 5 mesi del 2020 sono 432, un dato che mostra un aumento di 41 casi rispetto ai 391 dello stesso periodo del 2019, incremento influenzato dal numero di decessi avvenuti a causa del proliferare del Covid-19 in ambiente di lavoro.

A livello nazionale la riduzione riguarda solo gli infortuni in itinere passati da 112 a 68, con un quasi 40% in meno rispetto al 2019, a fronte di un +30,5% degli incidenti mortali occorsi durante lo svolgimento dell’attività lavorativa.
Tre sono stati gli incidenti plurimi nei primi 5 mesi dell’anno, per un totale di 6 decessi, tra cui ricordiamo la morte dei macchinisti coinvolti nel deragliamento ferroviario in provincia di Lodi e due incidenti stradali a Grosseto e in provincia di Torino. Nel 2019 gli incidenti plurimi erano stati 8 con 16 casi mortali denunciati.

Dall’analisi territoriale risulta che la contrazione è stata più significativa nelle Isole, dove si è passati da 41 a 28 casi.
L’incremento rilevato nel confronto tra i primi cinque mesi del 2020 e del 2019 è legato soprattutto alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 358 a 394 (+36 decessi), mentre quella femminile ha fatto registrare cinque casi in più, da 33 a 38. In aumento le denunce di infortuni mortali dei lavoratori italiani (da 320 a 366) ed extracomunitari (da 42 a 43), in calo quelle dei lavoratori comunitari (da 29 a 23).
Dall’analisi per classi di età si contraddistinguono per un aumento dei decessi quelle incluse nella fascia di età compresa fra i 30-34 anni e, soprattutto, degli over 55.

MALATTIA PROFESSIONALE

Le denunce di malattia professionale protocollate all’Inail nei primi 5 mesi del 2020 sono state circa 10.701 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Anche in questo caso, la flessione è dovuta soprattutto ad un numero contenuto registrato nel periodo marzo-maggio 2020.

Le denunce, nell’Industria e servizi hanno registrato un calo del 36,2%, in Agricoltura del 50,7% e nel Conto Stato quasi del 35%.
Emergono cali nel Nord-Ovest (-49,4%), nel Nord-Est (-44,3%), al Centro (-34,6%), al Sud (-42,6%) e nelle Isole (-22,4%).
7.667 sono le denunce in meno che hanno interessato i lavoratori di sesso maschile e 3.034 in meno per le lavoratrici. Interessati sia i lavoratori italiani (-39,1%) che comunitari (-38,7%) ed extracomunitari (-38,9%).
Le patologie più frequenti continuano ad essere quelle legate al sistema osteo-muscolare, del tessuto connettivo, sistema nervoso e dell’orecchio, seguite da patologie legate al sistema respiratorio e ai tumori. Ognuna di queste, registra sensibili diminuzioni.