― L’Inail, titolare dei controlli sui macchinari di sollevamento, pubblica un documento con le indicazioni per la gestione tecnico-amministrativa della prima verifica periodica

È scaricabile online, sul portale dell’Istituto, la guida dedicata ai carrelli semoventi a braccio telescopico, realizzata da ricercatori e tecnologi dell’Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit).

La guida, completa di riferimenti normativi e appendici su liste di controllo e documentazione, tratta i carrelli semoventi a braccio telescopico sotto vari aspetti:

  • descrivendone le caratteristiche costruttive
  • descrivendone l’evoluzione dello stato dell’arte
  • fornendo indicazioni dettagliate per la compilazione della scheda tecnica e la redazione del verbale di verifica periodica

I carrelli semoventi a braccio telescopico: dichiarazione della messa in funzione e richiesta della prima visita periodica

I carrelli semoventi a braccio telescopico si suddividono in due categorie:

A BRACCIO FISSO
carrelli elevatori dotati di uno o più bracci articolati, telescopici o meno, senza rotazione o con movimento di rotazione di non più di 5 gradi su entrambi i lati dell’asse longitudinale del carrello utilizzato per impilare i carichi

A BRACCIO GIREVOLE
carrelli elevatori a portata variabile con una struttura superiore che può ruotare attorno ad un asse verticale del telaio con un movimento circolare maggiore di 5 gradi su entrambi i lati dell’asse longitudinale del carrello

Per entrambe le categorie l’aspetto caratterizzante della verifica è il sistema telescopico. È proprio la presenza del sistema telescopico a differenziare questi sistemi dai carrelli elevatori e a rendere necessario un sistema di controllo a parte. Infatti, mentre nei carrelli elevatori il carico viene appoggiato sulle forche, in questo tipo di sistemi sollevatori il carico viene movimentato con il braccio telescopico e può oscillare.

Il datore di lavoro che possiede un carrello semovente a braccio telescopico, deve dare comunicazione della sua immatricolazione/messa in servizio all’unità operativa territoriale dell’Inail.
Dal 27 maggio 2019 tale comunicazione va inoltrata esclusivamente utilizzando il servizio telematico Civa.

Dopo aver fatto questa comunicazione, può richiedere la prima verifica periodica, sempre attraverso il servizio Civa.
La richiesta deve contenere l’indirizzo completo presso cui si trova l’attrezzatura di lavoro, i dati fiscali del datore di lavoro (sede legale, codice fiscale, partita Iva) e i suoi recapiti, i dati identificativi dell’attrezzatura di lavoro, l’indicazione del soggetto abilitato ad effettuare il controllo, la data della richiesta.
Dalla data di ricevimento della richiesta parte il computo dei quarantacinque giorni entro cui l’Inail può intervenire, effettuando direttamente la verifica o incaricando la Asl o l’Arpa, oppure affidando il servizio al soggetto abilitato indicato dal datore di lavoro nella richiesta.

Le fasi del controllo

La prima verifica periodica serve per accertare la conformità dell’attrezzatura e quella di fabbricazione, lo stato generale di manutenzione e conservazione, il mantenimento delle condizioni di sicurezza previste in origine dal fabbricante e quelle specifiche dell’attrezzatura di lavoro, l’efficienza dei dispositivi di sicurezza e di controllo.

Comprende diverse fasi:

  • redazione della scheda tecnica di identificazione del macchinario
  • verifica dell’attrezzatura
  • redazione del verbale finale dell’avvenuto controllo

La finalità del documento: guidare la prima manutenzione periodica

Obiettivo del documento realizzato dall’Inail è dare indicazioni su come effettuare la prima manutenzione periodica, in modo tale da assicurare il corretto funzionamento delle attrezzature.
In quanto ente titolare della prima verifica periodica, l’Inail gestisce l’attività attraverso le proprie unità operative territoriali o avvalendosi di soggetti pubblici o privati abilitati. Per questo motivo ha deciso di pubblicare la guida che, pur non avendo carattere vincolante, riporta delle istruzioni unitarie sulle modalità tecnico-amministrative per la corretta gestione della prima visita periodica. Si tratta quindi di un documento di utilità pratica per tutti i soggetti coinvolti.