― L'emergenza sanitaria legata al Covid-19 svela nuove necessità per gli operatori del settore, relative soprattutto ad una crescita dei volumi nei magazzini grazie al commercio online

Le conseguenze del Covid sull’economia sia italiana che globale hanno causato una disomogeneità tra offerta e domanda, un blocco delle attività economiche ed una contrazione della domanda di beni e servizi. Sia dall’interno che dall’estero.

In un quadro simile, le tempistiche di ripresa non sono ancora chiare ma nelle previsioni del Centro Studi Confindustria si prospetta una perdita, per la prima metà dell’anno, di circa 42 miliardi di euro, un calo del PIL di circa il 10%, rispetto alla fine dello scorso anno.

Per comprendere in maniera più competa quali siano gli effetti della pandemia sull’immobiliare logistico ed i settori che lo influenzano, come la produzione industriale, manifatturiera e l’e-commerce, il Dipartimento di Ricerca di World Capital ha realizzato un report sulle prospettive legate alla filiera italiana.

L’e-commerce si è confermato un fondamentale driver per la logistica

Che la logistica italiana sia un settore strategico composto da circa 100 mila aziende che per 1,5 milioni di addetti fattura oltre 80 miliardi (il 9% del PIL nazionale) è fatto chiaro. Ma cosa ha contribuito durante la pandemia a far si che il settore non crollasse?
L’e-commerce si è confermato un fondamentale driver per la logistica. Dall’inizio dell’anno ad oggi, sono circa 2 milioni i nuovi consumatori digitali italiani, oltre un milione dei quali (secondo Netcomm) sono da attribuire all’impatto del Covid-19.

A seguito dell’emergenza sanitaria, si prevede quindi che sarà proprio l’e-commerce a guidare la crescita del settore logistico, con un +55%.
La sfida per chi opera nel settore sarà quella di trovarsi preparati per rispondere alle nuove esigenze degli utenti-consumatori. Per questo, occorrerà proporre spazi che si rivelino in grado di ottimizzare e snellire l’attività logistica.

Dai risultati di una survey condotta su un campione di player del settore logistico, si evince in maniera chiara il sentiment di chi opera all’interno dell’indotto.
L’emergenza legata al Covid-19 ha evidenziato diverse problematiche operative e di gestione per il 43% degli intervistati e solo nel 23% dei casi gli effetti della pandemia non hanno influenzato l’attività operativa. Dalla ricerca è inoltre emerso che a fronte delle innovazioni da apportare sugli immobile, nel 53,8% dei casi gli immobili occupati si sono dimostrati in grado di sopportare cambi repentini di operatività.

Il 20,8% dei player ha inoltre dichiarato di dover espandere l’area dedicata al magazzino, soprattutto a causa delle nuove esigenze dettate dall’incremento di volumi di prodotti acquistati online.
Confrontando i dati relativi al 2020 con quelli dell’anno precedente, emerge infatti una forte crescita di richieste da parte degli operatori legati al commercio elettronico, pari a quasi +45%. Per questo, sembra ragionevole pensare che nei prossimi anni, gli operatori del settore genereranno un forte aumento della domanda di immobili per la logistica: per riuscire a rispondere alla crescita dei volumi generata dall’e-commerce e dalle nuove necessità di stoccaggio.

Probabilmente i nuovi spazi della logistica saranno sull’ultimo miglio, soprattutto per ridurre i tempi di spedizione e ottimizzare la soddisfazione dell’utente che sceglie di acquistare online.