― Fase 3: si riparte in un mondo diverso, con nuove criticità e nuove opportunità. Ne parliamo con Carr Service

Dopo l’emergenza sanitaria da Covid 19, si riprende. Tra incertezze che coinvolgono tutti, consapevolezza dei propri punti di forza e visione delle nuove opportunità, tocca alle Aziende guidare il rilancio

Monica Della Picca, Amministratrice Delegata Carr Service, ci parla della fase 3.

Qual è l’elemento più emblematico di questo momento?

Sicuramente l’incertezza: non sappiamo come risponderà il mercato a questa crisi che coinvolge tutti, ma non sappiamo nemmeno in che tempi reagirà il mercato. Ma la preoccupazione più grande è data dal sistema politico che non si dimostra né capace né intenzionato a fare veramente l’interesse delle Aziende.

Cosa invece sta andando bene?

Questa esperienza ci ha unito ancora di più in Azienda. Ci ha aiutati a capire quanto i nostri collaboratori non siano semplici dipendenti ma persone coinvolte e interessate al buon andamento dell’azienda. Tutti infatti stanno facendo del loro meglio per far si che le cose vadano bene.

L’operatività è tornata come prima? Cosa è cambiato?

Sicuramente abbiamo imparato ad apprezzare ed utilizzare la modalità di comunicazione via web, soprattutto con i fornitori. Credo che continueremo a mantenere queste abitudini soprattutto con i partner più lontani.

Di che cosa hanno bisogno oggi le Aziende? Cosa chiedete alle Istituzioni?

Noi Aziende rappresentiamo la parte più solida del tessuto produttivo nazionale e da noi deve partire il rilancio del Paese. Alle Istituzioni chiediamo meno burocrazia e più investimenti.

C’è chi sta affrontando questo periodo come una corsa per recuperare ciò che è andato perso nelle settimane (mesi per qualcuno) di lockdown, chi invece si interroga sulla necessità di pensare scenari e modelli nuovi. Qual è l’approccio della vostra azienda?

Noi abbiamo riparametrizzato il nostro business plan secondo gli attuali scenari, quindi siamo ben consapevoli che quest’ anno non raggiungeremo gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Allo stesso tempo però pensiamo che, con una migliore pianificazione finanziaria e riduzione di costi aziendali, riusciremo comunque ad avere un 2020 soddisfacente.

Sappiamo che la conta dei danni dipende molto dalla velocità con cui si riuscirà a ripartire. Le ipotesi migliori dicono che, con una ripartenza rapida potremmo vedere una lieve ripresa anche verso fine anno, per le più negative dovremmo attendere il 2021 se non addirittura il 2022. Cosa ne pensa? È ottimista o pessimista? La tecnologia può avere un ruolo nel velocizzare la ripresa?

Noi siamo ottimisti, il mondo non si può fermare, può solo rallentare. Noi viviamo e condividiamo la filosofia Toyota che ci insegna a ragionare sempre su come ottimizzare e migliorare ogni giorno i nostri processi, in questo la tecnologia ricopre un ruolo fondamentale. Siamo sempre alla ricerca di nuove soluzioni energetiche da proporre ai nostri clienti in base alle loro specifiche esigenze lavorative ed è così che anche un carrello elevatore si trasforma in un vestito sartoriale sbaragliando la concorrenza.

Cosa significa essere un imprenditore oggi, in questa situazione così inedita? Pensa che questa figura abbia assunto nuove responsabilità?

Crediamo che essere imprenditore oggi voglia dire essere dinamici e veloci. È necessario anche essere in grado di scegliere collaboratori che sposino la filosofia aziendale, in modo da essere attorniati da persone pronte, ogni giorno, a vincere le sfide che questo mercato ci propone.

Su cosa deve puntare secondo lei il nostro Paese?

Il nostro Paese è ricco di qualità sia territoriali, che culinarie, anche la popolazione fa parte dei punti di forza del nostro Paese. All’Italia non manca assolutamente nulla. Dovremmo solo alzare la voce e ricordare al mondo che potenza siamo.