Confindustria fase 3 ripartenza fragile in Italia per servizi e industria
― Lo scenario mondiale, sul quale regna allo stato attuale l’incertezza, è ancora debole. Per l'export e il turismo conti in rosso. Poca fiducia, invece, per consumi e investimenti

La ripartenza? Fragile, sia per l’industria che per i servizi. I consumi e gli investimenti? C’è poca fiducia. L’export e il turismo? I conti sono in rosso. A disegnare il drammatico scenario economico italiano è il Centro Studi Confindustria, che ha raccolto una serie di dati con l’avvio della Fase 3 nel nostro Paese dopo l’emergenza Coronavirus. Qualche speranza, però, c’è. “Buone notizie vengono dal credito in aumento, mentre non è scontato che continui il calo dello spread sovrano”, spiegano da Confindustria. Lo scenario mondiale, sul quale regna allo stato attuale l’incertezza, è ancora debole.

La situazione in Italia

Secondo il Centro Studi Confindustria, i dati del Pmi (Purchasing Managers’ Index) confermano che, nonostante la graduale fine del lockdown dal 3 maggio e la riapertura delle attività, la risalita non è completa. L’industria era già in difficoltà prima del Covid, i servizi invece hanno subìto un tracollo.Il problema – spiega Confindustria – è la domanda che rimane bassa, frenando le imprese“.

Basti pensare che la produzione industriale in Italia ad aprile è scesa del 19,1 per cento. I cali più evidenti si sono registrati nei settori tessile, gomma-plastica, mezzi di trasporto e nel secondo trimestre è prevista una diminuzione del 20 per cento. Dati che, inevitabilmente, porteranno il Pil a scendere di circa il 9 per cento, rendendo così il secondo trimestre il punto di minimo della recessione.

Investimenti e consumi

Per quanto riguarda i consumi, secondo il Centro Studi Confindustria c’è poca fiducia sull’opportunità di acquisto, così come tra le imprese manifatturiere. Gli ordini, in questo caso, registrano numeri bassi e la programmazione di investimenti risulta piuttosto difficile.

Export e turismo

Ad aprile l’export ha registrato un vero e proprio crollo: -34,5 per cento, a causa dell’emergenza Coronavirus e a soffrire di più sono stati i beni di investimento e di consumo durevole. A maggio una timida risalita, ma non sufficiente a far ripartire il comparto. Il turismo, con gli spostamenti limitati sia tra regioni che dall’estero, ha subìto un calo dell’83,4 per cento per quanto riguarda le spese degli stranieri nel nostro Paese.

Ore di lavoro e occupazione

Le ore di cassa integrazione a causa del Covid a maggio hanno superato quelle del 2010. Gli occupati nel mese di aprile sono scesi di 274mila e gli inattivi saliti di 746mila.

Credito alle imprese in salita

Ad aprile i prestiti alle imprese, anche grazie alle prime misure introdotte dal governo, sono saliti dell’1,7 per cento, ma da parte degli imprenditori c’è la speranza che la liquidità aumenti ulteriormente per poter affrontare il crollo dei fatturati.

Cosa succede all’estero

Anche negli altri Paesi la ripartenza economica è debole. Le borse indicano un miglioramento, sono in risalita, ma l’andamento rimane incerto. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, i primi segnali di ripresa sono evidenti, così come l’occupazione è in recupero, ma non sarà facile. I licenziamenti hanno raggiunto quota 30 milioni e la disoccupazione il 13 per cento. In Cina è tornata in crescita la manifattura, sebbene in maniera lieve. In Brasile, Russa e India, invece, si è registrato un picco ma tutto dipenderà dall’evoluzione dell’emergenza, che ancora non è superata.