― Il 2019 è stato l'anno d'oro per il mercato dell'Industria 4.0 in Italia, in crescita del 22% rispetto al 2018. Ma l'incertezza la fa ancora da sovrana su questo 2020, secondo l'Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano

Il mercato dell’Industria 4.0 in Italia nello scorso anno ha toccato il valore di quasi 4 miliardi di euro, con una crescita del 22% che, nell’arco dell’ultimo quadriennio, è quasi triplicata. La gran parte dei progetti è stata dedicata a connettività, Industrial IoT, Analytics, Cloud Manifacturing, Advanced Automation e Additive Manifacturing, insieme alle tecnologie di interfaccia tra uomo e macchina avanzate. 255 i milioni dedicati alle attività di consulenza e formazione per progetti di Industria 4.0.

Nel 2020 ci si attendeva una crescita che fosse in linea con l’anno scorso, con un incremento pari al 20-25% ma per effetto della pandemia oggi si prospetta uno scenario incerto, le cui previsioni variano da un ottimismo che vede il trend in linea con il 2019 ad un sentiment più pessimistico di contrazione del fatturato (5-10%).
Ciò che però, secondo i dati dell’Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano sembra far ben sperare è che nel medio e lungo termine la sensazione verso Industria 4.0 sia positiva, soprattutto grazie alla costatazione che la pandemia ha, in un modo o nell’altro, accelerato la digital transformation.

Così, se nel 2019 le applicazioni 4.0 hanno subito un incremento nelle aziende italiane, nei prossimi mesi gli investimenti saranno più ridotti. Il 26,5% delle aziende intervistate ha scelto infatti di ritardarli. Nell’incertezza le imprese sperano in una pioggia di incentivi utili a non frenare la scalata verso il digitale, chiedendo a gran voce la riduzione delle imposte sui prossimi esercizi contabili e una diminuzione del costo del lavoro.

Nell’agenda di tante imprese anche la necessità di un rilancio di Iper e Super ammortamento per beni strumentali, che risulta più richiesto rispetto al credito di imposta, agli incentivi per beni immateriali e a quelli per formazione e assunzioni.

Industria 4.0, il motore per la ripartenza

In questa fase all’industria italiana spetta il compito di essere un motore per la ripartenza. Oggi la trasformazione digitale è fondamentale sia per garantire i processi operativi che per accelerare la riconversione dei prodotti e per monitorare e gestire gli eventuali rischi.
Le imprese hanno quindi una grande occasione, che è quella di compiere quel passo avanti verso il digitale e verso il tanto agognato piano Trasformazione 4.0.
Se è vero che l’emergenza sanitaria ha segnato le aziende del nostro Paese che perderanno un fatturato importante, lo è altrettanto che gli investimenti in digitale sono stati lo strumento per reagire all’emergenza.

L’Industrial IoT è la tecnologia basilare spesso associata all’Industrial Analytics; il Cloud Manifacturing si focalizza su accessibilità, visibilità e collaborazione nei processi di Supply Chain. L’Additive Manufacturing si consolida grazie alla flessibilità di produzione. Crescono anche le applicazioni Advanced Automation, soprattutto in ambito logistico.
Quasi la metà delle applicazioni totali hanno contribuito alla gestione dell’emergenza sanitaria come l’assistenza da remoto grazie alla realtà aumentata, la sanificazione smart con la sensoristica IoT ma anche le piattaforme cloud con cui si può collaborare nella Supply Chain.

Le tecnologie digitali, non solo un salvagente per la crisi

Aldilà dello smart working, le tecnologie digitali hanno saputo far reagire alla crisi. Ed il loro andamento aiuta a capire le direzioni dell’Industria 4.0 nella nuova normalità.
All’interno delle aziende le tecnologie hanno ottimizzato il distanziamento sociale, hanno localizzato e tracciato percorsi, permesso di utilizzare AGV nella logistica interna.
Riunioni da remoto, teleconferenze, assistenze da remoto, permettono e hanno permesso sopratutto alla logistica di continuare a svolgere attività operative fondamentali tra cui anche manutenzioni, installazioni, collaudi.

Questo anche perché le tecnologie digitali consentono e consentiranno di potenziare tutte quelle attività di monitoraggio, presa di decisioni e controllo nei sistemi produttivi e logistici. L’introduzione del paradigma Cyber Physical System è un’opportunità fondamentale per molte aziende e per gli impianti e le filiere, che si sta facendo strada oggi più di ieri.

Malgrado queste premesse, la gestione dei progetti di innovazione 4.0 è ancora un punto interrogativo per tante aziende italiane. Molte delle quali lanciano progetti senza avere un programma strategico o un coordinamento. Il 42% invece segue un programma strategico complessivo ma senza una roadmap; il 24% segue semplicemente una roadmap generale. Solo il 10% circa delle imprese intervistate dall’Osservatorio ha un programma strutturato per la gestione dei diversi progetti.

Per un approccio sistemico serve ancora un programma più ampio di digitalizzazione, che sappia rendere una fotografia chiara della visione strategica dei vantaggi. Solo coinvolgendo tutti i livelli gerarchici e gli utenti è possibile raccogliere le varie proposte di miglioramento. Serve, ancora, un approccio basato sul miglioramento continuo e sulle metodologie agili, strumenti che alla stragrande maggioranza delle imprese italiane, oggi mancano.