― Il DL Rilancio ha introdotto la possibilità, per autonomi, PMI e titolari di reddito agrario, di richiedere contributi a fondo perduto per il proseguo dell'attività

6.129 milioni di euro destinati ai finanziamenti a fondo perduto serviranno a rimpinguare le casse di PMI, lavoratori autonomi e titolari di reddito agrario. Contributi che, malgrado escludano dal beneficio alcune figure, renderanno più semplice la ripartenza per coloro che nei mesi del lockdown non hanno potuto svolgere la propria attività.

L’agevolazione, insieme alle misure volte a sostenere l’economia nazionale nella ripresa post coronavirus, è uno degli interventi più attesi dalle imprese e dai professionisti.
Per cui vediamo insieme quali sono i requisiti per il fondo perduto, quali gli esclusi dalla misura, come presentare la domanda e come avviene l’accredito del contributo.

Fondo perduto: i requisiti previsti dal DL Rilancio

Il fondo perduto consiste nel finanziamento che non prevede restituzione nè maturazione di interessi e spetta a coloro che esercitano attività di lavoro autonomo e d’impresa, titolari di partita iva e imprese esercenti  attività agricola o commerciale.

Tra i requisiti per la presentazione della domanda si sottolineano i principali:

  • il fatturato inferiore a meno di 5 milioni l’anno;
  • nel mese di aprile 2020 il fatturato deve essere inferiore ai 2/3 di quello dello stesso mese del 2019 (la riduzione deve quindi essere di almeno un terzo del fatturato)
  • per le start up o nuove partite iva il contributo invece spetta indipendentemente dalla riduzione di fatturato.

Criteri di esclusione dal fondo perduto del DL Rilancio

Restano fuori dalla sovvenzione statale gli aventi diritto alle indennità Covd che rientrano negli articoli 27, 38 e 44 del decreto Cura Italia e quindi:

  • partite iva (sia ordinistiche che altre professioni);
  • collaboratori parasubordinati;
  • lavoratori dello spettacolo;
  • categorie che percepiscono il bonus di 600 euro previsti dal fondo di ultima istanza;
  • attività cessate dal 31 marzo di quest’anno;
  • enti pubblici e intermediari finanziari (art.162 bis del TUIR)

Calcolo dell’agevolazione a fondo perduto

Il contributo minimo viene riconosciuto per un importo che non sia inferiore a 1000 euro per le persone fisiche e a 2000 euro per le imprese.
Importante sottolineare che l’agevolazione è esentasse.
Il decreto stabilisce poi come può essere calcolato il contributo: bisognerà calcare la differenza di fatturato tra il 2020 ed il 2019 (per il solo mese di aprile) e applicare la percentuale in questo modo:

  • 20% per chi ha registrato nel 2019 compensi e ricavi fino a 400 mila euro;
  • 15% per le imprese e partite iva con incassi 2019 tra 400 mila euro ed un milione di euro;
  • 10% per chi nel 2019 ha fatturato tra 1 e 5 milioni di euro.

Come richiedere il fondo perduto e come viene accreditato il contributo

L’Agenzia delle Entrate verserà la somma spettante direttamente sul conto corrente indicato all’interno della domanda dal beneficiario. L’ente si riserva di effettuare controlli e verifiche in seconda istanza e qualora si verifichino incongruenze, le somme saranno recuperate ed è prevista anche l’applicazione di sanzioni e interessi.

Per presentare la domanda all’Agenzia delle Entrate, bisognerà farlo non oltre 60 giorni dal rilascio della procedura telematica.

Utilizzando il modello predisposto dall’ente e registrandosi all’interno del portale dell’Agenzia, bisognerà anche allegare l’autocertificazione di regolarità antimafia e la dichiarazione che certifica di non essere sottoposti a misure di prevenzione che impediscono le attività.