Ripartenza, i dubbi:
― Nocivelli (Anima Confindustria Meccanica): "Il decreto Rilancio è meno efficace del dovuto. Per quanto ci siano stati tanti proclami, i veri soldi non sono arrivati"

Abbiamo apprezzato alcune intenzioni espresse dal Governo ma condividiamo il fatto che è un’occasione persa. Il decreto è buono nelle intenzioni ma meno efficace del dovuto. Per quanto ci siano stati tanti proclami, i veri soldi non sono arrivati”. Sono le parole di Marco Nocivelli, presidente di Anima Confindustria Meccanica, pronunciate nel corso di un webinar nei giorni scorsi. Un incontro durante il quale Nocivelli si è confrontato insieme a Giovanni Tria, ministro dell’Economia del precedente esecutivo, e Stefano Parisi, manager e promotore di Ricostruire, sulle ultime misure adottate dal governo per rilanciare l’economia post emergenza Coronavirus. Un webinar durante il quale è stata sottolineata, più di tutto, la mancanza di interventi per promuovere e sostenere gli investimenti 4.0.

“L’economia sta crollando”

Siamo stati travolti dal Covid nel momento di massima debolezza del nostro Paese, questo shock deve imporci l’obbligo di affrontare alcuni grandi temi: vengono meno i vincoli di finanza pubblica, vengono in aiuto dei fondi straordinari, vengono meno le norme sugli aiuti di Stato ma non viene meno un enorme debito e l’obbligo di renderlo sostenibile nel tempo – ha detto Parisi -. La nostra economia sta crollando”. E sull’informatizzazione di alcune procedure, Parisi ha sottolineato come “in Italia ci sia bisogno di digitalizzare e di rimuovere la burocrazia“. Nelle scorse settimane il premier Giuseppe Conte aveva annunciato che il governo è al lavoro su una vera e propria riforma per far fronte alle problematiche legate alla burocrazia nel nostro Paese.

Gli investimenti 4.0

Grande assente, secondo Nocivelli (e non solo), il sostegno agli investimenti 4.0. “Parliamo sia di digitalizzazione che per quanto riguarda gli ecobonus e la liquidità – dice il presidente di Anima -. Questa mancata visione da parte del governo fa pensare che il titolo giusto per il decreto non doveva essere “rilancio” ma “pioggia”. Tutto quello che serve per ripartire è stato trascurato. Capiamo l’urgenza, il fatto di fare in modo che i cittadini abbiano dei soldi, ma siamo consapevoli che manca la parte relativa agli investimenti e quella di rafforzamento del capitale delle imprese per sostenere questi investimenti”.

“Preparare subito un piano di riforme”

In accordo su alcuni punti anche l’ex ministro Tria, secondo il quale “l’Italia non ha avuto ancora il vero decreto di emergenza. Questo ci porta al fatto che se non c’è una situazione chiara, si fanno degli errori – ha detto -. Adesso rischiamo di andare incontro a un vero shock della domanda. L’altra caratteristica che doveva avere questo intervento (il decreto Rilancio, ndr) è portare risorse dove c’è stato il danno, che non è stato uniforme. Pensiamo al turismo o al commercio. Bisogna preparare subito un piano di riforme, superando i blocchi che ci sono stati, e mettere giù quegli interventi necessari a poter usare le risorse che vengono dall’Europa“.