― Firmato il decreto attuativo che prevede una pioggia di incentivi per le imprese che punteranno al rinnovamento di processi e macchinari

Ampliata del 40% la platea di beneficiari che potranno richiedere l’intervento del Ministero dello Sviluppo economico per innovare la propria azienda.
Lo ha dichiarato il Ministro Patuanelli, rinnovando l’invito alle imprese a investire sulla digitalizzazione.
Altri sette miliardi saranno quindi a disposizione attraverso il Piano Transizione 4.0 che amplia il cosiddetto pacchetto “Industria 4.0”.

La firma del decreto attuativo è arrivata e darà nuova linfa all’innovazione.

Bisognerà quindi puntare non solo sui macchinari ma anche sui processi, investendo e pianificando il futuro, passando dal sistema dell’ammortamento al credito di imposta, che quindi allargherà il numero delle imprese a cui spettano gli incentivi.
Il provvedimento infatti modifica in parte il piano Transizione 4.0 del Mise su credito di imposta che aveva accorpato iper e super ammortamento. Il credito di imposta per gli investimenti digitali sale ora al 10% (prima al 6%) con la previsione di un ulteriore bonus del 15% per chi agevolerà lo smart working.

E questo, malgrado il tetto di spesa resti inalterato, pari a quindi 2 milioni di euro.

“Il credito di imposta sarà quindi funzionale anche alle trasformazioni delle linee produttive per garantire il distanziamento. Quegli investimenti saranno sostenuti da meccanismi di credito di imposta immediatamente cedibili agli istituti di credito, affinché si crei la liquidità che permetta alle imprese di fare questi investimenti” ha dichiarato il Ministro.

La nuova modalità organizzativa della produzione di beni e servizi farà leva quindi sull’integrazione degli impianti con le tecnologie digitali che saranno implementate. Solo così sarà possibile generare altro valore aggiunto.
L’automazione, tra le altre, in questa partita, permetterà una maggiore costanza della qualità; i controlli sul processo e sui prodotti potranno essere eseguiti con l’utilizzo di sistemi digitalizzati che avranno quindi costi ridotti e livelli di affidabilità e precisione adeguati alle esigenze.

Insomma, grazie agli investimenti, le imprese potranno mantenere aggiornato il proprio sistema di gestione per la qualità ma anche per l’ambiente e la sicurezza, ponendo attenzione a valutare tutte le opportunità che Industria 4.0 può concedere. Aldilà degli investimenti sui macchinari.

Essere consapevoli oggi di quali siano gli effettivi cambiamenti che ogni organizzazione può apportare, significa precedere e prevedere l’innovazione ed il futuro, cavalcarli e non inseguirli.

Solo così, e grazie ai contributi statali, l’impresa potrà cogliere pienamente tutti i vantaggi di Industria 4.0, limitandone, laddove ci siano, le conseguenze meno positive.