Trulli Legna e Camini: quando i muletti sono indispensabili!
I fratelli Trulli guidano l’impresa di famiglia. Da oltre vent’anni si occupano di legname e, nelle loro attività quotidiane, si fanno aiutare da tre muletti a gasolio

La Trulli Legna e Camini è un’impresa a gestione familiare di vendita, installazione ed assistenza di sistemi di riscaldamento.
Grazie ad un team di tecnici specializzati, all’interno dell’azienda viene eseguito il taglio della legna da ardere e viene movimentato il materiale prima di essere consegnato (soprattutto a domicilio).
Per facilitare tutte le operazioni di carico e scarico, anche i fratelli Massimo e Gianni Trulli utilizzano i muletti, così come i tre operai che hanno preso il patentino per gestire e manovrare i tre carrelli a gasolio utilizzati in azienda.
La società, che ha la sua sede operativa ad Anzio, in provincia di Roma, si serve da anni di un’officina specializzata per la ricambistica e la manutenzione dei mezzi.
I proprietari si sentono parte di un’impresa fortunata, in quanto non hanno mai avuto a che fare con problematiche relative alla sicurezza. Mai un incidente, assicurano.
Negli anni il lavoro è cambiato molto, ci confessa Massimo Trulli.
Prima dell’acquisto dei muletti, veniva tutto eseguito manualmente ed ogni operazione era molto più faticosa. Oggi, le lunghe tempistiche sono state accorciate dal muletto, considerato uno tra i mezzi insostituibili dell’attività.
Abbiamo chiesto ai fratelli Trulli un aneddoto che ha visto protagonisti i loro muletti.
“Tanti anni fa, mentre scaricavamo un autotreno carico di stufe, il galleggiante del serbatoio di uno dei nostri muletti si è rotto. Bisognava fare lo spurgo, ma erano le sette di sera ed il meccanico non era reperibile – ci racconta Gianni. Avevamo tanti clienti in attesa di essere serviti e non ci siamo persi d’animo”.
Poi, quasi a constatare che attorno ad un muletto si stringe sempre la collaborazione di tutti, conclude: “Siamo finiti a scherzare e risolvere il problema tutti insieme, anche se molto oltre l’orario di chiusura dell’azienda. E’ stato un momento di tensione, che si è trasformato in un grande segno di solidarietà e partecipazione”.

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