Inail: infortuni e malattie professionali in calo
― Primi trimestri dell'anno a confronto, il 2020 rispetto al 2019 sembra seguire un trend rassicurante

Nel periodo compreso tra gennaio e marzo di quest’anno, le denunce di infortunio pervenute all’Istituto sono state 130.905, il 16,93% in meno rispetto al primo trimestre dello scorso anno.

La contrazione riguarda sia la componente femminile (-15,29%) che la componente maschile (-17,9%). Inoltre, le denunce di infortunio con esito mortale riferite al periodo gennaio-marzo 2020 sono state 166, a fronte delle 212 denunce rilevate nell’analogo periodo del 2019 (-21,70%). Una diminuzione che riguarda entrambe le componenti di genere.

Dall’analisi territoriale emergono riduzioni comprese tra il 19,10% per il Sud e 14,74% per le Isole. Si evidenziano inoltre contrazioni al Centro (-17,84%), nel Nord est (-17,58%) e anche nel Nord ovest (-15,19%).
La percentuale in calo più rilevante riguarda il Molise che con un -30,80% è la regione più virtuosa seguita da Campania (-22,03%), Basilicata (-21,64%), Abruzzo (-21,18%) e Toscana (-20,77%).

Dagli indicatori INAIL si evince inoltre che la contrazione del numero delle denunce di infortunio riguarda sia quelle in occasione di lavoro che le denunce di infortunio “in itinere” ovvero nel tragitto casa/lavoro e viceversa. Le denunce di infortunio in occasione di lavoro rappresentano l’86,65% del totale delle denunce rilevate al 31 marzo 2020. La diminuzione rilevata (-21.380 casi) è da imputare sia alla componente femminile che alla componente maschile.

Denunce di infortunio con esito mortale suddivise per regione

Dall’analisi territoriale per macro-aree geografiche delle denunce di infortunio con esito mortale si evidenzia che, per il periodo gennaio-marzo 2020, le diminuzioni sono state consistenti per il Centro (-47,73%), per le isole (-29,17%), per il Nord est (-22,73%) e per il Nord ovest (-21,05%). In controtendenza, un piccolo aumento per il Sud (+9,30%).

Le regioni che hanno dimostrato una contrazione sono: il Lazio, con 15 casi in meno, la Lombardia (-12), il Veneto e la Sicilia (-7), l’Umbria e l’Abruzzo (-4), la Provincia autonoma di Bolzano (-3), l’Emilia Romagna e la Basilicata (-2), la Liguria, la Toscana, le Marche e la Provincia autonoma di Trento (-1).

In controtendenza, mostrano aumenti: la Puglia (+7 casi), il Friuli Venezia Giulia (+3), la Campania (+2), la Calabria e il Piemonte (+1). Nessuna variazione è invece segnalata per Molise e Sardegna che mostrano lo stesso numero di denunce (3 ciascuna), rispetto al 2019. Mentre in Valle d’Aosta non si rilevano denunce di infortunio con esito mortale.

Nel trimestre di riferimento, le denunce di infortunio con esito mortale sono diminuite del 21,70% rispetto al primo trimestre del 2019. Dei 166 casi rilevati, 114 riguardano gli infortuni in occasione di lavoro, 52 gli infortuni in itinere, nel tragitto casa/lavoro. Il 15,79% della prima categoria di denunce è rappresentato da casi avvenuti con il coinvolgimento del mezzo di trasporto. Per i casi di infortunio in itinere, invece il coinvolgimento del mezzo di trasporto ha interessato il 26,92% di questi.

Denunce di malattie professionali

Le denunce di malattie professionali protocollate nel trimestre 2020 sono state 14.101, ovvero l’11,31% in meno rispetto al 2019, che ne ha registrate 15.900.
Nello specifico, si rilevano 395 casi in meno per la componente femminile le cui denunce hanno subito una variazione del -9,27% e 1.404 casi in meno per la componente maschile, passata da 11.640 a 10.236 denunce (-12,06%).

L’analisi territoriale mostra, per il periodo gennaio/marzo 2020, diminuzioni in quasi ogni area geografica: -26,14% nel Nord ovest, -18,37% al Sud, nel Nord est (-17,77%) e al centro (-4%). Le isole invece registrano una controtendenza, con un +14,37%.
Nessuna variazione per la Valle d’Aosta ed in aumento la Sardegna con 308 denunce in più, la Toscana (+63) e il Molise (+11).