― Secondo il bollettino annuale del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, le imprese vanno a vele spiegate verso la Digital transformation

Da qualche anno lo smart working ed il lavoro da remoto sono termini entrati a far parte della vita delle aziende in maniera significativa. Complice, di recente, anche l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus in Italia, che ha incentivato le procedure del lavoro agile.

Secondo il bollettino annuale del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, un’impresa su quattro non è arrivata impreparata alla prova del lockdown, grazie al ricorso ai sistemi di Smart working.
Una costatazione riscontrabile anche nel trend identificato dal bollettino, che vede il ricorso al lavoro agile incrementare del 23,5% rispetto al 2018. Un andamento e una crescita costanti, che, secondo le previsioni, saranno confermati anche in futuro.

I settori professionali che hanno aderito maggiormente a questa nuova tipologia di lavoro sono quelli dei comparti legati alle public utilities, seguito dai servizi, industria e costruzioni. Nell’ambito dei servizi, le imprese che investono di più nel lavoro agile sono l’informatica e le telecomunicazioni (50,9%) seguite dai servizi assicurativi e finanziari. Ma a puntare sul lavoro smart sono state anche le imprese che promuovono cultura e informazione, servizi sportivi e alle persone. Il 17,9% ha interessato il comparto Horeca ed il turismo.

Sbalordisce che dal punto di vista territoriale, la zona caratterizzata da una più spiccata adesione al lavoro da remoto sia il Sud Italia. Il Meridione ha scelto questa valida opportunità legata alla tecnologia anche per colmare i gap strutturali esistenti.
Ad investire sullo Smart working sono state:

  • 27,1% delle imprese del Mezzogiorno;
  • 24,1% delle imprese del Nord Ovest;
  • 23,5% delle aziende del Nord Est;
  • 23% delle aziende del Centro Italia.

Per ciò che riguarda invece le dimensioni delle aziende che sono state e sono interessate al lavoro agile, il 53,1% riguarda aziende di grandi dimensioni con oltre 500 dipendenti; il 50,3% imprese fra 250 e 49 dipendenti e il 41,8% delle Pmi tra i 50 e i 249 dipendenti. Solo il 31,1% delle imprese tra i 10 e i 49 dipendenti e il 21,3% delle microimprese tra 1 e 9 dipendenti, infine, hanno implementato modalità di lavoro agile.
Infine, gli investimenti legati alla Digital transformation hanno riguardato nell’anno passato il 36,9% delle imprese, circa un punto percentuale in più rispetto al 2018.

Il trend degli investimenti risulta quindi positivo in tutto il paese. Le aziende stanno sempre di più puntando sul valore che la promozione e la vendita online possono garantire. Il 44% delle imprese tra i 10 ed i 49 dipendenti ci crede fortemente, così come il 33% di quelle più piccole, che operano tra 1 e 9 dipendenti.

Un segno chiaro del fatto che la trasformazione digitale in Italia stia compiendo grandi passi. Sempre con gradualità ma con interventi strutturati e mirati a massimizzare non solo i profitti ma anche a ottimizzare le procedure e le condizioni di lavoro.

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