― Un'occasione per riflettere su ciò che andava ottimizzato in azienda, nell'ottica di essere e risultare sempre più performanti e aderenti alle richieste del mercato

Il lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19 ha impresso nella mente di molti imprenditori gli obiettivi da perseguire nell’immediato futuro. Tra questi, riappropriarsi della “normalità” e investire su ciò che prima non veniva adeguatamente attenzionato.

La fase 2, contrassegnata da una parziale riapertura delle attività economiche, ha toccato anche SPE Elettronica, l’azienda del che da quasi 50 anni si distingue nella produzione di carica batterie industriali ad alta frequenza.

Abbiamo chiesto al Sales Engineer Giorgio Forni come l’azienda stia vivendo questo momento e quali siano le preoccupazioni e le prospettive per il business di SPE Elettronica, la cui divisione dedicata al mondo della pulizia industriale non ha mai chiuso. Come si può riprendere, anche a piccoli passi la gestione, pur essendo certi che “qualcosa” è cambiato.

Giorgio Forni, Marketing & Sales Manager
Giorgio Forni, Sales Engineer

Come state vivendo questo momento e come avete vissuto il lockdown?

La nostra attività è rimasta aperta per ciò che attiene la divisione legata al cleaning industriale. Adesso piano piano stiamo vivendo questo momento complesso cercando di tornare alla normalità malgrado tutti i paradigmi siano cambiati. In questi due mesi abbiamo puntato molto sull’ottimizzazione dei processi aziendali, per cercare di imprimere un andamento più fluido. Questo periodo è comunque servito per migliorare ciò che magari in momenti più frenetici non aveva l’attenzione necessaria ed è stato un bene, ce ne darà ragione il mercato oltre che l’azienda.

Quali accorgimenti avete adottato verso i clienti e internamente per tutelarvi e mantenere vive le vostre attività?

Dal punto di vista prettamente organizzativo ci atteniamo scrupolosamente alle normative, con particolare riferimento all’utilizzo di DPI, distanziamento all’interno delle produzioni e degli uffici, screening quotidiano delle temperature e adozione di politiche di lavoro remoto ove possibile. Il servizio assistenza tecnica è pienamente operativo ed i contatti con i clienti internazionali sono esclusivamente online, mentre per quelli nazionali cerchiamo di pianificare le attività in base alle distanza e alle esigenze.

Quale sarà, se ritiene possa esserci, l’ambito della vostra attività che a lungo termine rischia di essere maggiormente penalizzato?

Considerando che l’Italia è stata tra i primi paesi che hanno scelto il lockdown come misura di “prevenzione del contagio” da COVID-19 e quindi tra i primi ad affacciarsi alla fase 2, ed essendo il nostro business prevalentemente internazionale, vediamo penalizzati i mercati di quelle nazioni che sono ancora in lockdown. L’incertezza relativa alla loro riapertura ci fa riflettere su un concetto globale. Oggi siamo ovunque in qualunque momento, ma in situazioni di emergenza come questa, è vero fino ad un certo punto.

Cosa si aspetta SPE Elettronica dal post emergenza?

Dal post emergenza ci aspettiamo procedure più stringenti per muoverci nei paesi dei nostri clienti (specialmente Asia e America), conseguenti costi maggiori da sostenere dovuti alla riduzione del numero di passeggeri trasportabili, almeno nel medio periodo. Dovremo quindi imparare a gestire in maniera più efficace le comunicazioni e l’interazione con i nostri clienti. Ci aspettiamo inoltre una variazione nell’organizzazione di fiere ed eventi, dovuti ai distanziamenti e regole di contatto.

Qual è l’abitudine a cui avete dovuto rinunciare in questo periodo che più vi manca?

Da latini quali siamo, sicuramente il contatto diretto con i clienti. La condivisione di idee e progetti che si crea durante una visita è difficilmente replicabile online. Il web offre tantissimi strumenti e risorse ma a parer nostro, la gestione delle relazioni personali è qualcosa di tutt’altro calibro, da molteplici punti di vista.
La sintonia che può creare anche un momento di pausa condivisa mancherà, come mancheranno – almeno per questo primo step – le intese che si stabiliscono vis-a-vis ma di certo non sarà questo limite a fermare il nostro business.

Avete scoperto invece, in tutta questa situazione, delle buone pratiche che continuerete a mantenere anche ad emergenza finita?

Certamente faremo tesoro dell’educazione alla protezione di noi stessi e della collettività aziendale, le procedure di buon senso per cercare di contenere al minimo i rischi, la pianificazione delle attività nell’ottica dell’ottimizzazione degli spostamenti e dei processi. E avremo un occhio di riguardo verso la comunicazione, implementando quella verso l’esterno con servizi aggiuntivi che sono molto importanti quando i rapporti umani sono ridotti ai minimi termini. In questo anche la piattaforma tuttocarrellielevatori.it ci da una mano per continuare ad avere un rapporto proficuo col mercato e per tenere sempre informati i nostri clienti sulle nostre novità.